I carabinieri della compagnia di Padova hanno perquisito le abitazioni e gli uffici dell'assessore alla sicurezza del comune di Barbarano Vicentino Alessandro Costa nell'ambito di una indagine per sfruttamento della prostituzione che vede l'esponente politico, agente della polizia municipale in un altro comune del vicentino indiziato di essere al vertice di una organizzazione che faceva affari d'oro con gli annunci a luci rosse. Costa, molto noto nell'ambiente della Lega Nord non solo per la sua carica di assessore comunale e segretario della sezione della Lega Nord a Marostica, ma anche come fedelissimo di Luigino Vascon, assessore provinciale a Vicenza già deputato del Carroccio.
Alessandro Costa è di fatto il titolare degli indirizzi internet bestannunci.us e .in che richiamano il sito www.bestannunci.com chiuso dalla squadra mobile di Verona nel marzo dello scorso anno. Secondo quanto emerso durante le indagini coordinate dal pubblico ministero padovano Vartan Giacomelli, Alessandro Costa assieme a due complici vicentini che svolgevano la funzione di agenti procacciatori di clienti nell'ambiente della prostituzione, pubblicizzava l'offerta di sesso a pagamento nel sito internet in cambio di un canone mensile di circa 150 euro.
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Circa un centinaio i clienti dell'indagato, quasi tutte prostitute dell'est e trans sudamericani.
Alessandro Costa, già finito nei guai mesi fa per aver smarrito la pistola d'ordinanza, è stato cautelativamente sospeso dal suo incarico di agente della polizia municipale che d'estate svolgeva nel comune di Gallio (Vicenza). Nelle prossime ore dovrebbe essere formalizzata anche la revoca nei suoi confronti di tutte le deleghe da assessore alla sicurezza nel comune di Barbarano vicentino.
Cronaca


Ritorna libero in attesa che la corte d'appello di Venezia si pronunci sulla sua sorte Nizamettin Toguc, leader curdo arrestato un mese fa ad Albignasego (Padova) su esecuzione di un mandato di cattura europeo pendente a suo carico per terrorismo.
Si trova ricoverato da ieri pomeriggio nel reparto di terapia intensiva e nessuno sa spiegarsi il perchè quel ragazzo di 25 anni, Riccardo Legnaro, sia stato scaricato nel cortile dell'ospedale di pediatria. La faccia una maschera di sangue, segni di traumi all'addome. Riccardo Legnaro, 25enne studente di farmacia non parla. E' giallo su chi lo abbia picchiato o se si tratti dell'esito di un tentativo autolesionista. In entrambi i casi rimarrebbe il mistero del perchè, un ragazzo di buona famiglia senza apparenti problemi sia stato protagonista di un evento violento. Dalla vita tranquilla del 25enne, studente modello, non emergerebbe nessun lato oscuro tale da far ipotizzare un regolamento di conti o una aggressione per motivi riconducibili alla malavita. Da capire allora che cosa ci sia andato a fare in ospedale vecchio nel cuore della notte lo studente di farmacia. Forse qualcuno ce l'ha portato.
Di nuovo nei guai con la giustizia due 17enni protagonisti un paio di anni fa della cosiddetta "bab gang" del quartiere Guzza a Padova. I due ragazzi sono stati denunciati dalla polizia per due distinti danneggiamenti ad una macchinetta automatica per la distribuzione di bevande e detergenti per auto di una stazione di servizio Q8. Immortalati dalle telecamere di sorveglianza i due hanno divelto la colonnina del distributore automatico in due notti, il primo ed il 4 agosto scorsi. Dal distrinutore i due minorenni hanno portato via qualche lattina, alcune spugne per il lavaggio dell'auto e dei gettoni per l'autolavaggio. Ad identificarli dai filmati i poliziotti di quartiere che conoscono bene i due giovani con una lunga sfilza di precedenti.
Vota lega ed altre scritte con vernice verde sul marmo bianco della fontana di Salboro e sugli altri luoghi simbolo della frazione padovana. Ed ancora scritte con la stessa vernice sulle giostrine del giardinetto pubblico, sulle panchine e sui muri del nuovo quartiere residenziale che si snoda sulla strada che da San Giacomo di Albignasego porta a Padova. Si è risvegliato con questa brutta sorpresa il piccolo quartiere - paese che ha il suo centro proprio nella piazza appena abbellita e nella palestra inaugurata di recente. Ora toccherà ai vigili urbani cercare di identificare chi ha insozzato con le scritte i muri degli edifici pubblici e la fontana.
Il Tribunale Civile di Padova ha condannato a un risarcimento danni di 1.500 euro (in solido) l’Istituto Comprensivo Vivaldi di Padova e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per un "comportamento discriminatorio indiretto" connesso alla religione a scuola. A promuovere la causa due genitori padovani – atei - che nello scorso anno scolastico hanno scelto di non far partecipare la loro bambina all’ora di religione. All’elementare a cui era stata iscritta la figlia dei coniugi atei non era previsto l’insegnamento alternativo alla religione. I due genitori hanno presentato ricorso in Tribunale contro la scuola. Vedendosi riconosciuto il risarcimento. I giudici del Collegio hanno stabilito nella sentenza che gli insegnamenti alternativi sono “facoltativi ma devono essere offerti obbligatoriamente per rendere effettiva la scelta compiuta dallo studente”.

