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Incidente in moto, muore sul colpo Roberto Montin, 37 anni

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Questa sera poco dopo le 18 è morto in seguito ad un incidente stradale in località Stanghella Roberto Montin, 37 anni di Pernumia.
Il motociclista era in sella alla sua Ducati Monster 900. Roberto Montin era molto noto in tutta Italia in quanto titolare di una azienda di installazione di luci per locali. Proveniva da Monselice e procedeva in direzione di Boara Pisani, quando, all'altezza con via Mazzini, si è trovato davanti una auto che doveva svoltare nella strada laterale. Montin è morto sul colpo

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 04 Agosto 2010 23:37 )
 

Sgominata a Padova la gang del Duomo: estorsioni e botte ai ragazzini per soldi e telefonini

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Sono tutti figli di immigrati i tre giovanissimi destinatari di custodia cautelare per rapina ed estorsione ricercati dalla polizia di Padova in quanto sospettati di aver messo in piedi una gang che terrorizzava gli adolescenti del centro di Padova. Due dei tre ragazzi, di età compresa tra i 15 ed i 17 anni sono stati arrestati e portati nel carcere minorile di Treviso. Il terzo attualmente si trova in Marocco in vacanza con la famiglia. Oltre alla violenza nella gestione delle estorsioni, in cui non mancavano mai schiaffi e spinte agli adolescenti presi di mira oltre alle minacce, ad accomunare i tre c'è la passione per il gruppo gangsta rap della "G unit" raggruppamento di rapper duri della east coast americana.
Guarda il servizio di Giulia Salmaso per Telechiara

Le indagini della squadra mobile ono iniziate alcuni mesi fa su input dei poliziotti di quartiere che avevano avuto sentore delle missioni predatorie del gruppo. Nessuno dei ragazzini taglieggiati infatti aveva avuto il coraggio di denunciare le estorsioni e le rapine alla polizia. Ed il clima di terrore è durato anche durante le indagini: di quattordici episodi appurati dagli investigatori solo sei sono stati formalmente denunciati, in altri otto casi i ragazzini derubati, su consglo dei genitori, non hanno sporto querela. Il territorio scelto dalla gang, a cui non è escluso che partecipino altri figli di immigrati con ruoli secondari, è quello della piazza del Duomo. Luogo abitualmente scelto per il rito dello spritz dai giovanissimi rampolli delle famiglie più in vista di Padova. E proprio contro questi si scatenava la furia dei tre giovani residenti in paesi della cintura urbana di Padova.
“Stiamo assistendo in maniera ancora limitata, ma pur sempre preoccupante, a gesti di violenza di ragazzini stranieri verso i loro coetanei - commenta l'assessore provinciale alla sicurezza Enrico Pavanetto -  Se non affronteremo questi fenomeni intervenendo fin da subito con politiche d’integrazione adeguate, nel futuro la questione delle baby gang potrebbe aggravarsi come già è successo in altri Paesi d’Europa. È proprio questo l’obiettivo di “Talenti dal mondo”, il percorso formativo rivolto alle donne che la Provincia di Padova avvierà da settembre. A loro, infatti, è demandata l’educazione dei figli, dunque siamo convinti che la problematica legata all’integrazione degli stranieri di seconda generazione sarà risolta solo con l’aiuto delle famiglie e con un contatto diretto con il mondo femminile”.
“Talenti dal mondo” è il nuovo progetto realizzato dall’Amministrazione provinciale con la collaborazione delle associazioni “Il Talento delle donne” e “MigraMente”. Obiettivo: promuovere l’integrazione sociale e culturale delle donne di ogni provenienza residenti nel territorio padovano attraverso quattro moduli formativi. Si tratta di un corso formativo che valorizzerà i loro talenti e, nel contempo, promuoverà la conoscenza reciproca.
“Più le donne si sentiranno integrate e conosceranno i servizi esistenti sul territorio – ha aggiunto l’assessore Pavanetto - più potranno trasmettere la fiducia e l’amore per questa città e per questa Nazione ai propri figli. La necessità oggi è quella di avviare progetti che mirino sempre di più a dialogare con l’universo femminile straniero per evitare che si ripetano fenomeni di questo tipo”.
L’inizio del percorso formativo è fissato per il 16 settembre con una durata fino al 20 novembre. Le adesioni devono arrivare entro il 10 settembre alla segreteria dell’Assessorato all’Immigrazione provinciale, tel 049 / 8201252 e fax 049 / 8201256, oppure alle Associazioni “Talento delle Donne” (cell. 347.9681027 e-mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )  e Migramente (e-mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 05 Agosto 2010 15:36 )
 

Filippo Bruno di Tornaforte spiega la sua verità sulla condanna per truffa

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Da Filippo Bruno di Tornaforte, (nella foto mentre stringe la mano a Benedetto XVI), portavoce di Casa Savoia riceviamo e pubblichiamo circa la condanna per truffa di cui hanno dato notizia Il Gazzettino ed il Mattino di Padova.
Filippo Bruno di Tornaforte scrive:
"Il 1 agosto scorso il Gazzettino di Padova pubblicava un vasto articolo con richiamo in prima pagina e roboanti titoli relativo ad un procedimento penale mosso nei miei confronti dalla società Cremisi SRL. Articolo poi ripreso da alcuni siti internet e dal Mattino di Padova.

La rilevanza data alla notizia è evidentemente esorbitante per la visibilità che implica la mia posizione professionale in Casa Savoia e per la stessa notorietà della mia famiglia.

Sottolineo che viene riportata una sola parte dei fatti evitando accuratamente di menzionare aspetti che evidenziano la mia estraneità alla vicenda per la quale io stesso sono vittima.

Il tutto nasce nel 2002 quando per emettere una fidejussione per un contratto di locazione con la società Cremisi Srl mi sono rivolto ad una finanziaria con sede ad Bologna e ufficio ad Este. Successivamente la finanziaria provvedeva ai contatti per l'emissione di una fidejussione, peraltro da me mai avuta, tramite la Banca CRT. Fidejussione spedita direttamente alla sede della Cremisi Srl.

Una volta chiusi i contratti di locazione, senza procedimenti di sfratto, i proprietari hanno chiesto l'esecuzione della fidejussione per recuperare alcuni presunti danni nell'immobile che io avevo contestato e che non ritenevo giusto pagare. La Cremisi ha richiesto a Unicredit, di cui CRT faceva parte, di onorare la fidejussione. Dopo qualche mese l'Unicredit ha comunicato di ritenere la fidejussione di CRT "non conforme".
La ditta Cremisi Srl una volta constata l'impossibilità di escutere la fidejussione ha depositato querela nei miei confronti.

Parallelamente è emerso che la finanziaria in oggetto, nel frattempo fallita, aveva emesso una serie di fidejussioni, azioni, permessi di soggiorno, e altro genere di "prodotti finanziari" del tutto falsi facendo cadere nella rete centinaia di persone tanto che i suoi amministratori sono finiti in manette grazie ad un giudice del Tribunale di Padova.
A mia volta ho dichiarato agli inquirenti di essere stato vittima di una truffa perpetrata nei miei riguardi.
Nell'articolo del Gazzettino non c'è una sola riga che riferisca che questa finanziaria, da loro menzionata, è stata dichiarata fallita e che i suoi amministratori hanno subito condanne gravissime per decine di reati.

Una dimenticanza che non fa emergere un fatto chiaro: io sono la vittima di una truffa tanto quanto la ditta Cremisi involontariamente coinvolta in questa faccenda.
Dal punto di vista legale sto agendo con i miei avvocati per ricorrere immediatamente in appello affinchè la verità di tutta questa brutta faccenda venga a galla potendo finalmente provare  la mia innocenza.
Desidero inoltre sottolineare che le allusioni del Gazzettino rispetto al mio cognome sono ridicole e a dir poco offensive. Il predicato nobiliare della mia famiglia "di Tornaforte" è riconosciuto dal Collegio Araldico Italiano il mio nome appare infatti, con la mia famiglia, nel Libro d'Oro della Nobiltà Italiana. Ovviamente questo titolo non è riconosciuto dall'ordinamento repubblicano questa è la ragione per cui il tribunale non lo riconosce. In merito al nome d'arte "de Brecco" era la firma per cui lavoravo nel mondo della moda e l'ordinamento legislativo italiano tutela e riconosce i nomi d'arte.

E' evidente che ancora una volta si vogliano dipingere le situazioni e le persone in modo che il tutto possa essere utile per una efficace strumentalizzazione dei fatti. Lo si fa ovviamente per colpire chi ha visibilità e ruoli che possono risultare scomodi. Un metodo che tutti conosciamo fin troppo bene e che è utile a distruggere le persone ma non certo a riportare la verità dei fatti come la cronaca dovrebbe fare".

Filippo Bruno di Tornaforte

 

Scontro auto - moto: muore Stefano Vaiente, 30 anni di Verona

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Ancora una vittima delle due ruote ieri sera poco dopo le 22 sulle strade di Padova. L'ennesimo incidente è avvenuto tra Albignasego e Montegrotto, sulla strada Battaglia. Una moto, condotta da Stefano Vaiente, 30 anni veronese, si è scontrata con un'auto condotta da un giovane di origine serba all'imbocco del ponte della Cagna, che collega la strada che porta a Montegrotto alla statale Adriatica, denominata in quel punto Strada Battaglia.  Stefano Vaiente è morto sul colpo dopo un volo di oltre 20 metri ricadendo violentemente sull'asfalto.  La Kawasaki di Vaiente ha impattato quasi frontalmente l'auto che gli ha sbarrato la strada mentre il 30enne veronese viaggiava verso Padova.

 

Chiusa dai vigili urbani una casa d'appuntamenti all'Arcella dove "lavoravano" una decina di prostitute

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La polizia municipale ha effettuato in giornata un nuovo sequestro di appartamenti allestiti a case di tolleranza. E' toccato questa volta a tre appartamenti ed un garage all’Arcella, all’angolo tra via Durer e via Chevalier. Lì lavoravano una decina di donne sudamericane. Assieme ai preservativi ed all'immancabile oggettistica in lattice sono state trovate dagli agenti immagini sacre, bibbie e candele. Fondamentale per lo svolgimento delle indagini (durate molti mesi) le segnalazioni dei cittadini della zona, esasperati da un via vai sempre più intenso. L’attività della casa d’appuntamenti era nata circa sei anni fa andando di anno in anno aumentando il numero delle frequentazioni.
Clicca qui per vedere la notizia sulla precedente operazione
Un sequestro parziale dell’edificio lo si registra già nel 2008 ma il provvedimento non ha impaurito molto i vertici dell’organizzazione (molto probabile, ma ancora in parte da confermare, la collaborazione anche di alcuni padovani). Le donne che esercitavano, tutte d’età compresa tra i 20 e i 30 anni, sono risultate tutte regolari. Si vedrà invece notificare un avviso di garanzia per favoreggiamento alla prostituzione il titolare della società proprietaria dell’immobile. Diversi indizi fanno sospettare che il giro di prostitute procedesse a braccetto con il traffico di sostanze stupefacenti.

 

Mezza Padova a Villabassa per il Padova

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Nella giornata di oggi il presidente Marcello Cestaro ha guidato una nutrita delegazione di soci, sponsor e alcune tra le massime autorità della città di Padova fino al ritiro di Villabassa – Alta Pusteria. Per la società biancoscudata erano presenti la vice presidente Barbara Carron e i soci Francesco Peghin, Gian Aldo de Pieri, Fabio Cremonese, Michele Poletto e Antonio Cetera. Ospiti d'onore il vice sindaco Ivo Rossi, il vice presidente della Camera di Commercio Fernando Zilio e l'amministratore delegato di Acegas Aps Cesare Pillon mentre tra i partner biancoscudati sono intervenuti Marcello Taglialegne (Helyos) e Tommaso Rossi (AT store).
Ad accoglierli all'hotel Adler di Villabassa c'erano il nuovo sindaco della città Kurt Ploner, eletto lo scorso 30 giugno, il presidente dell'azienda di promozione turistica Hubert Trenker, e i responsabili della struttura alberghiera Helena e Cristian Pircher.
La delegazione ha salutato la squadra a ranghi completi, mentre mister Calori e il diesse Foschi hanno ringraziato Villabassa Alta Pusteria per la calorosa ospitalità riservata al Calcio Padova per il quarto anno consecutivo.

“La preparazione – ha dichiarato il presidente Cestaro – è un momento molto importante della stagione. Qui a Villabassa ci siamo trovati bene grazie alle ottime strutture dell'hotel Adler e al calore delle persone che lo gestiscono”.
Al termine della visita la delegazione padovana si è trattenuta per vedere l'amichevole di allenamento tra Padova Bianco e Padova Rosso.

Il Calcio Padova informa che durante l'allenamento di ieri il giocatore Davide Di Gennaro ha subito un forte trauma cervicale con interessamento di due vertebre. La tac e la risonanza magnetica effettuate oggi a Padova hano escluso lesioni importanti, ma il giocatore dovrà osservare una settimana di riposo assoluto, poi riprenderà con gradualità la preparazione. Il suo ritorno in campo è previsto comunque non prima di trenta giorni.

 

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