Insediato il nuovo Consiglio comunale. Giordani: "Unire Padova con umanità". Bitonci mastica amaro e punzecchia

"Unire la città, sicurezza e solidarietà senza buonismo, promozione delle molte Padova puntando sul terzo settore, sull'associazionismo sulla città dei diritti umani. Una città libera, più aperta, coesa nelle sue diversità. Il tutto in un contesto di ricucitura e riqualificazione del tessuto urbano. La creazione di una cabina di regia cittadina". Sono alcuni degli ingredienti del lungo discorso, pronunciato leggendolo, dal nuovo sindaco di Padova Sergio Giordani. "Lavoriamo insieme senza fare distinzioni tra amici e nemici - ha aggiunto Giordani - tra le prime cose che ho fatto da quando mi sono insiedato c'è quella di riaprire i cancelli di palazzo Moroni" (e qui è scattato l'applauso più convinto). E poi la chiusura canonica "io amo Padova" (applausi).
"Il primo giorno da sindaco sono voluto tornare a incontrare suor Lia delle cucine popolari - - ha aggiunto Giordani - per rendere omaggio a quell'impegno di fede e carità". E poi ha parlato di centro congressi, gradni eventi, infrastrutture. Insomma sviluppo e umanità. Unire Padova e renderla più tranquilla e dinamica.

Mastica amaro Bitonci nel suo lungo intervento in cui ipotizza che "con un altro sistema elettorale sarebbe andata in maniera diversa" (riferendosi forse al 40,5% registrato al primo turno che in Sicilia lo avrebbe salvato dal ballottaggio poi perso) e parlando di volantini contro.
Rivendica poi le fusioni fatte (uguali a quella proposta nel 2014 dall'amministrazione uscente di Ivo Rossi su cui quel consiglio comunale decise di non decidere) i tagli alle tasse, i 100 milioni di euro in cassa e i 6 milioni di euro di avanzo di bilancio.
"Ci pensi bene signor sindaco quando vedrà il governatore Zaia e gli altri attori che hanno portato avanti il grande progetto del nuovo ospedale della città di Padova.
Faccia qualcosa di subitaneo per la città di Padova, non ascolti chi vuole mettere in secondo piano la sanità di Padova".
Si leva dal pubblico una serie di "hai perso, va a Cittadella" dopo il dodicesimo minuto di intervento di Bitonci che ha più volte avuto parole allusive agli interessi privati e al ruolo di imprenditore di Giordani. Alla conta delle claque, più numerosa e agguerrita quella della maggioranza rispetto a quella annunciata, ma tutto sommato silente, dei bitonciani. La campagna elettorale, forse, è finita oggi. Nei prossimi mesi si capirà come questa amministrazione vorrà cambiare le sorti di una città che fatica a ripartire dopo la lunga crisi economica e la perdurante flessione demografica.