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Editoriale

Lettera aperta del vice presidente della Provincia Marcato ai siciliani

Acqua e fango. Rabbia e disperazione. Ancora quella paura, ancora la stessa impotenza. Nelle ultime ore interi paesi nel Veneto sono stati colpiti da violenti temporali. I nostri fiumi hanno in certi punti invaso strade, negozi, case. Volontari, Protezione Civile, amministratori come me erano lì a Bovolenta, Camposampiero, Massanzago… presenti lungo gli argini, tra la nostra gente che, ormai troppo spesso, guarda al cielo con il cuore in gola. In un attimo tutto potrebbe sparire, trascinato dalla furia dell’acqua. E la disperazione si trasforma in consapevolezza: non possiamo aiutare la nostra gente. E non lo possiamo fare non perché non c’è difesa contro un’alluvione, ma perché siamo ostaggio di un sistema che continua a ripetere: non ci sono soldi. Ed allora io, impotente e veramente incazzato, amministratore in una terra di tanta brava gente, mi rivolgo ai voi 17.995 dipendenti della Regione Sicilia che costate ben 1,74miliardi di euro all’anno, quasi 350 euro per abitante. Mentre qui, in Veneto, dove il numero degli abitanti è praticamente lo stesso, i dipendenti sono appena 2.844 ed il costo di ogni dipendente è di 30 euro per persona (fonte Italia Oggi “La Sicilia vale come 10 regioni” del 24.09.2011). Questo vuol dire che la macchina amministrativa siciliana è 7 volte quella veneta. Ecco perché vi chiedo, non vi sentite in colpa, fratelli siciliani? I soldi che ogni anno servono allo Stato per pagare i vostri “inutili” stipendi potrebbero essere impiegati per mettere in sicurezza centinaia e centinaia di famiglie che lavorano onestamente e che regolarmente pagano le tasse. Stipendi inutili perché in Veneto facciamo le stesse identiche cose che fate voi ma con 1miliardo e mezzo di euro in meno. Ecco perché siamo stanchi! Io sono davvero stanco, e come me i colleghi amministratori locali, di essere costretto a ripetere alla mia gente il solito mantra: “no ghe xe i schei”. E invece no. I soldi per noi ci devono essere. Non possono finire in una regione che ha i costi di 10. Non mi rivolgo neppure allo Stato, perché uno Stato che permette questo è uno Stato che non rispetta nemmeno la Costituzione. Parlo con voi, destinatari di denaro immeritato, a noi basterebbero 500 di quei 1.500miliardi che sono spesi in più dei 200milioni di euro che costa la Regione Veneto. E non basta dire che è colpa dei politici che vi hanno assunti… qualche volta si può dire anche di no!

 

Roberto Marcato

Vice Presidente Provincia di Padova

Segretario Provinciale Lega Nord di Padova

 

 

Una giornata al parlamento da grillino (ognuno legga e si faccia la propria opinione)

Quello che riporto qui sotto è il testo, senza nessuna variazione della "relazione" fatta da Marco Brugnerotto, parlamentare del Movimento 5 stelle, di una giornata in parlamento, dove siede da onorevole eletto nel colegio Veneto 1 che comprende anche la provincia di Padova dove lavorava per un sito internet prima di dedicarsi alla carriera politica.

Oggi Beppe è venuto a salutarci (ieri Rodotà, oggi Beppe, domani Sir Ferguson). Sarò di parte. Ma ho fiducia. Nel movimento. Nei ragazzi eletti. E in quelli non eletti. Beppe è sempre lui. Bravo anche Filippo.
Al contrario di quanto si possa pensare...nelle riunioni segrete, non cè niente di segreto. Perchè quello che salta fuori, in cuor tuo, lo sai già.
Si è parlato anche di schei. (soldi)

Niente di scandaloso e niente di nuovo. Rispetteremo gli accordi presi in campagna elettorale. E restituiremo ogni mese circa 400 mila euro.
Che in un anno sono quasi 5 milioni.
Poi cè l'indennità di fine mandato...1 milione e mezzo di euro per ogni anno di legislatura.
Se moltiplichiamo per 6... ottenete i numeri che si potrebbero avere se tutti i 900 e oltre parlamentari facessero come fa il movimento.
Poi ci sono i rimborsi elettorali...ma è un'altra storia. 45 milioni al PD un po' meno al PDL...
Noi i nostri li abbiamo già lasciati sul tavolo (40 milioni).
Non è mai successa una cosa del genere.
Né una restituzione di tanti soldi.
Né un accanimento mediatico verso gli unici che effetivamente restituiscono.

Ma sento che è ancora poco
E stasera a cena, confesso di aver preso due panini invece di uno.
Dopo vari tentennamenti, e sguardi di rimprovero da parte della cameriera, ho diviso il secondo hamburger con un altro deputato.
Che ringrazio di cuore, come tutti voi.

Che brutto funerale ad Andreotti sui social network

Vedere sarcasmo e un misto di odio e gioia alla notizia della morte di Giulio Andreotti sui social network mi fa pensare agli italiani di piazzale Loreto. Evidentemente la storia è destinata a ripetersi sempre in questo Paese schiavo del suo passato. E così come nella fascistissima Milano 68 anni fa molti che magari qualche anno prima applaudivano il Duce andavano a rifarsi una verginità appendendolo per i piedi dopo averne dileggiato il cadavere, così tantissimi che hanno beneficiato di tutte le storture che la Democrazia cristiana ha portato, assieme, va detto, alla ricostruzione del Paese, ora vomitano luoghi comuni, mistificazioni e cattiveria su un vecchio di 94 anni, "reo" innanzitutto di non essere morto potente. Che tristezza di fronte a un Paese che odia chi ha finto di amare per convenienza: una Italia in cui un italiano su due votava fino a vent'anni fa Democrazia Cristiana ora ha il 100% di conformisti teorici del belzebù. Io che non ho fatto in tempo ad essere democristiano, spero di non provare mai gioia per la morte di una persona.

Alberto Gottardo

Flavio Zanonato "inciampa" sul nucleare, ma qualcuno gli ha fatto lo sgambetto

Prima buccia di banana per Flavio Zanonato. E a ben guardare non è del tutto colpa sua. A "Un giorno da pecora", programma RadioRai molto seguito lo tempestano di domande. Una di queste, sul nucleare, dato che tra le competenze del ministero dello sviluppo economico c'è anche l'energia.

"Non mi piace quando si enfatizzano le cose demonizzando. L'energia nucleare è una forma di energia, se si può gestire non è sbagliata di per sé", ha detto il ministro che alla domanda se si dovrebbe usare anche in Italia ha aggiunto: "In Italia credo che non si possa fare, ma nel mondo c'è". Ma secondo Zanonato anche nel nostro Paese si potrebbe gestire il nucleare "se avessimo i siti adatti".

Peccato che poi i titoli fossero "Il ministro Zanonato apre al nucleare" (Il Giornale) e "Al ministro Zanonato piace il nucleare" (Huffington Post). A questo link TmNews che dà correttamente la notizia, le frasi del ministro e le reazioni tra cui quella di Di Pietro (!). Fortunatamente Zanonato usa twitter più assennatamente da quando è ministro e fa sapere: #disinformazione mai sostenuto che"in Italia il nucleare si può fare se gestito bene"ma che non ci sono siti aggiungo rispettare referendum.

Benvenuto nel circo dell'informazione caro ex sindaco. Mi sa che tra un po' noi piccoli cronisti di provincia le mancheremo ...

Alberto Gottardo

Spari davanti a palazzo Chigi: lo squilibrato non e' solo chi ha sparato

Quando si semina odio purtroppo a raccogliere la tempesta sono sempre i poveri cristi, e spesso questi poveri cristi sono i carabinieri.
Mentre il nuovo Governo giurava nelle mani del presidente della Repubblica un uomo sparava davanti a Palazzo Chigi. A farne le spese due carabinieri.
Proprio in quei minuti stavo guardando la diretta su Rai News: un occhio al televisore, uno al computer. E per me è inevitabile collegare a questo fatto alcune frasi che ho letto su facebook e sul Corriere: ne scelgo due, potrei riportarne tantissime.
Scrive l'ex parlamentare padovano Maurizio Saia, commentando la nomina a ministro del sindaco Flavio Zanonato: "Infine una nota di colore: ieri sera il tg 7 di Mentana nelle schede sui ministri citava il sindaco come noto per le sue politiche sulla sicurezza a Padova!! Altro che Grillo, qui ho paura ci voglia qualcosa di più serio". Sarà contento Maurizio Saia, qualcosa di più serio è arrivato.

Gli fa eco l'autonominato "ideologo" del movimento 5 stelle Paolo Becchi che, come racconta Aldo Grasso in prima pagina sul Corriere della Sera di oggi, riferendosi all'ex premier Mario Monti, come bersaglio dice: «Gli sputerei in faccia... Rispetto al marciume in cui viviamo ci vorrebbe una grandissima pulizia, una totale tabula rasa. Anche con le armi, perché le rivoluzioni non sono pranzi di gala».
lo sparatore è uno squilibrato, ma quelli che han perso l'equilibrio tra parole e cervello in Italia sono numerosissimi. E purtroppo poi il prezzo di tanto odio lo pagano gli altri, i servitori dello Stato. Quelli che spesso si prendono i vaffanculo, e che invece sono la spina dorsale del nostro Paese.

Alberto Gottardo

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