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La sagra di Conselve trasformata dal chilometro zero

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Domenica alla tradizionale fiera di Sant’Agostino, dedicata alle attività del territorio, in primis l’agricoltura, Coldiretti partecipa da protagonista e la sagra di Conselve trasformata dal chilometro zero per valorizzare le tipicità delle aziende agricole locali. Da oggi 27 agosto al 4 settembre Conselve si trasforma in una grande vetrina in cui spiccano i prodotti della terra e il vino del territorio.
Su iniziativa della Camera di Commercio e delle organizzazioni professionali di categoria, anche quest’anno sarà allestita in prato comunale l’esposizione “Città di Conselve in mostra – In scena le eccellenze delle attività commerciali, la mostra dell’artigianato, i protagonisti dell’agricoltura”, che resterà aperta dalla sera dell’inaugurazione, oggi 27 agosto, a sabato 4 settembre.

Altro appuntamento da non perdere domenica prossima, 29 agosto, in piazza XX Settembre il mercato dei prodotti agricoli a “km 0” proposte da una trentina di aziende del territorio che offriranno il meglio delle tipicità di stagione, dall’ortofrutta alla carne, dai latticini al miele, passando per i fiori, l’olio d’oliva e i piccoli frutti.

Al via anche la terza edizione delle serate di degustazione “Il vino tra gusti e sensazioni”, in collaborazione con la Cantina Sansovino e la Banca di Credito Cooperativo di Cartura, nella grande area espositiva in prato comunale. Ogni sera la presentazione di un’eccellenza gastronomica, un tema e la degustazione dei vini locali, all’insegna di un consumo responsabile. Coldiretti Padova, giovedì 2 settembre dalle 20.30 allestisce la scuola di giardinaggio durante la quale alcuni esperti forniranno consigli utili sulla cura delle piante ornamentali.

Il presidente mandamentale della Coldiretti di Conselve Luigi Zambolin ricorda la valenza non solo economica ma anche culturale e ambientale della tradizione dell’agricoltura conselvana, che ha saputo affrontare le sfide del tempo, ammodernarsi e rispondere alla richiesta dei consumatori di prodotti sani e genuini che restituiscano il legame con il territorio: “Ringraziamo la Camera di Commercio – aggiunge – per il sostegno a questa importante iniziativa per il nostro Conselvano”. Il presidente della Sansovino Vigneti e Cantine Nicola Zaggia mette l’accento sulla promozione del territorio attraverso il vino di qualità che testimonia l’impegno ed il lavoro di migliaia di piccole aziende.

 

Pasticceri padovani "buoni" con la patologia neonatale

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Anche quest’anno i pasticceri aderenti al Comitato Pasticcieri Padovani hanno voluto “fare i buoni”.
Dopo la generosa donazione alla Città della Speranza, l’acquisto di numerosi “nidi” per bimbi nati prematuri che non superano i 900 gr, e l’acquisto della prima apparecchiatura medica adottata in Europa per fototerapia focalizzata, quest’anno la raccolta dei contributi da parte delle pasticcerie associate ha consentito l’acquisto di speciali tendine per incubatrici donate al Dipartimento di Terapia Intensiva e Patologia Neonatale di Padova.
“Dopo aver trascorso la fase critica in terapia intensiva e quando il neonato ha bisogno di crescere passa in lettino”, spiega la Caposala Pasqualina Simioni, ”L’ausilio donatoci dal Comitato Pasticcieri di Padova fa sì che, per ogni bambino, sia rispettata la sua privacy e il ritmo sonno-veglia per rientrare quindi a rientrare nella sua normalità realizzando una situazione di confort che oltre a ricreare la sensazione del giorno e della notte consente di migliorare anche la guarigione del piccolo paziente.”
“E’ dal 2006 che i pasticcieri di Padova aderenti al Comitato, con l’aiuto di alcuni fornitori e affezionati clienti, sostengono l’apprezzata e insostituibile attività del reparto di Terapia Intensiva e Patologia Neonatale di Padova” – spiega Federica Luni, Presidente del Comitato Pasticcieri Padovani, nonché Vice Presidente dell’Associazione Provinciale Pubblici Esercizi (APPE) – “Questa è una delle molte occasioni in cui il legame che unisce i pasticcieri di Padova si concretizza in qualcosa di veramente buono!”.
“Negli anni precedenti”, continua Federica Luni, “i miei colleghi hanno sempre voluto mantenere l’anonimato. Ma dopo quattro anni di dolce solidarietà, mi sembra giusto ricordare i nomi di questi “giganti buoni”. Il ringraziamento va alle Pasticcerie Agostini, Alfio, Ballico, Barella, Breda, Candido, Carlo, Celso, Chantilly, Chiesanuova, Da Angelo, Dal Corso, Damiani, Dolci Tentazioni, Duprè, Embasy, Estense, Europa, Forin, Friso Mario, Gastaldello, Graziati, Guariento, La Creme, La Piazzetta, Le Sablon, La Specola, Libralon, Mille Bontà, San Marco, Tirolese. E poi i genitori di Laura e Matilde nostri “dolci” clienti sensibili alle nostre iniziative.”
In questi giorni Federica Luni,  ha avuto il piacere di consegnare nelle mani del Direttore dell’U.O.C. Patologia Neonatale Prof. Lino Chiandetti e della Caposala Pasqualina Simioni, le indispensabili “Tendine”, con gli auguri di tutti i pasticcieri associati della città di Padova.

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 23 Agosto 2010 10:10 )
 

Romeo Rematelli e Andrea Boschetti i "padroni di casa" della mostra del Cinema di Venezia

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Saranno Andrea Boschetti e Romeo Rematelli a curare la ristorazione della cittadella del Festival del Cinema di Venezia quest'anno. I due titolari della Rizzo Gran Viale del Lido oltre a curare il menù dedicato a Quentin Tarantino ed agli altri giurati della mostra allestiranno in tutto il Lido i punti di ristoro per i vip in visita al palazzo del cinema e per le migliaia di aficionados del cinema in laguna. "Una sfida affascinante che abbiamo deciso di accettare cercando di portare buon gusto e buona cucina per tutti gli appassionati di cinema - spiega Romeo Rematelli, noto maestro del gusto e del ricevere - gli chef che abbiamo selezionato in questi mesi ed i ragazzi del nostro staff predisporranno angoli di relax e buona cucina per tutti i palati, anche per i più fini. Perchè siamo convinti che se il cinema è la festa degli occhi con i film in concorso ed in anteprima, anche l'attenzione al palato deve essere all'altezza".
L’azienda si servirà del suo marchio «Vbc», specializzato, appunto, in catering e banchetti per gestire cinque i punti di ristoro: dal Garden a quello di via Candia, aperti al pubblico, ma anche ex Casinò, primo e terzo piano, oltre alla terrazza sopra il Palazzo del cinema. Stop alle maggiorazione dei prezzi e arriva un menù «anticrisi». Così, per la prima volta, si potrà mangiare, rimanendo all'interno della Mostra con 8 euro, per un primo e una bibita, (seduti al tavolo), fare colazione al mattino con due euro, oppure spendere 12 euro per avere un pasto completo. «Abbiamo portato all'interno della Mostra quella che è da sempre la nostra politica aziendale - spiegano Boschetti e Rematelli - già gli anni scorsi molti operatori venivano da noi a mangiare, ora ci troveranno direttamente alla Mostra». Al lavoro oltre cinquanta persone, tra cuochi, chef e personale di sala qualificato, coordinati da Fabio Dittura.

Ultimo aggiornamento ( Sabato 21 Agosto 2010 18:02 )
 

Panettone a Ferragosto. E' l'ultima idea di quelli del Due Palazzi

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Grande idea il panettone a Ferragosto. E non poteva venire che a un divulgatore e gastronomo geniale e anche un po’ provocatore come il “Gastronauta” Davide Paolini. Ma a volte (anzi sempre, a pensarci bene) anche le grandi idee hanno bisogno di trovare le gambe che le fanno camminare.

In questo caso le gambe dei detenuti assunti dal consorzio sociale Rebus nella casa di reclusione Due Palazzi di Padova, i quali, sbarcati al Meeting di Rimini 2008 con tanto di forni e attrezzi da pasticceria, in pieno agosto hanno regalato assaggi di panettone a destra e a manca in decine di migliaia di fette. Cinquemila chili di prodotto, per la precisione. Una vera e propria consacrazione per “I dolci di Giotto” (questo il marchio con cui i pasticceri del carcere si propongono, cfr. www.idolcidigiotto.it), accompagnata da suggerimenti sul miglior tipo di gelato a cui abbinare il dolce già natalizio.

Dispute da ombrellone che non toccavano i detenuti, troppo coinvolti nella gestione della pasticceria riminese temporanea e della grande mostra di quell’anno, dedicata ad esperienze di umanità provenienti dalle carceri di tutto il mondo (una mostra peraltro che è ancora itinerante in tutta Italia).

Nel 2009 si fa il bis. Sotto le volte lignee della fiera si registra il ritorno a furor di popolo del laboratorio di pasticceria del carcere, con in più la creazione del bar pasticceria “Dai carcerati”. E giù panettoni a gogo per il pubblico riminese ma anche per Tremonti, Bagnasco, Andreotti, Formigoni, Calderoli, Zaia, Murdoch, Jeff Bush, Carfagna, Sacconi, Schifani e - non poteva mancare - Alfano. Il tutto tenuto a battesimo dal Capo del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria Franco Ionta.

E nel 2010? Panettoni più che mai! Anzitutto nelle quindici strutture del gruppo turistico padovano Tivigest (vedi il sito web www.tivigest.com), dalla Svizzera alla Calabria, il giorno di Ferragosto verranno serviti il panettone alla birra - la vera novità del Natale 2009 - con salsina alla birra e naturalmente un bel boccale di Tabachera del birrificio Amarcord selezionata per il consorzio Rebus dai fratelli padovani Vecchiato, della distribuzione Interbrau.

Panettoni,vacanze al mare ed in montagna, carcere e birra: che cosa mette assieme tutte queste cose? «Con queste due realtà», racconta il presidente del consorzio Nicola Boscoletto, «è nato più che un sodalizio, una collaborazione, una “innovazione” tutta padovana, un incrocio di passione lavorativa ed umana. Che poi è la vera ricetta per uscire dalla crisi che caratterizza questo momento».

E il Meeting? Ma vi pare che potrebbe abbandonare i panettoni che ha tenuto a battesimo? Saranno infatti proprio i dolci da forno dei carcerati ad allietare gli oltre 400 relatori provenienti da tutto il mondo, personalità di primo piano del mondo della cultura e della chiesa, della politica e dell’economia, dello spettacolo e della scienza. Qualche nome? Il presidente dell’Irlanda Mary McAlesee e il ministro Frattini, Giancarlo Giannini e il metropolita Filaret (e per il Veneto Luca Zaia e Giancarlo Galan). Oltretutto non saranno i primi grandi della terra ad avere assaggiato il prodotto del carcere di massima sicurezza, visto che già nel G8 dell’Abruzzo dell’anno scorso i panettoni padovani facevano bella mostra sui tavoli dei presidenti di Canada, Federazione Russa, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito, Stati Uniti e Unione Europea.

«In fondo con il panettone a Ferragosto mettiamo insieme due grandi feste umane e cristiane», commenta Boscoletto, «il Natale, percepito anche dai non credenti come la festa dei valori della famiglia, della pace, del senso e del gusto del vivere, e l’Assunzione di Maria, che ci ricorda che nessun aspetto della nostra umanità, neanche il corpo, verrà perduto. Il tutto nel contesto del Meeting, che nel panorama internazionale di oggi è un segno evidente di pace e speranza, una “free zone” di una settimana in cui si abbandonano le battaglie e si punta al dialogo. Sperando che questo desiderio di dialogo e di pace si allarghi sempre di più nel tempo e dello spazio. Un po’ come sta capitando, se si può fare un paragone tra una cosa grande e una piccola, al nostro panettone, che sta conquistando nuovi spazi. Sicuramente per molti una bella anticipazione di qualcosa di grande».

Anche sui media la campagna per il panettone sotto il solleone avrà l’eco che merita. Sabato 14 agosto ne parlerà a RadioRai 1 la trasmissione "La Terra" a cura di Angela Mariella, in onda dalle 10.35 alle 11.35, con un’intervista a Nicola Boscoletto in cui si ripercorrono le tappe della proposta gastronomica non più riservata a pochi intimi. E Paolini? Naturalmente sarà anche lui della partita. Il 14 agosto alle ore 11.00 su Radio 24, terrà una puntata del Gastronauta interamente dedicata al panettone ferragostano.

 

Premio Montegrande: i vincitori della settima edizione da Venezia e Treviso

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Si è conclusa ieri sera, lunedì 2 agosto 2010, con una affollatissima cena di gala al ristorante Montegrande  di Rovolon (PD), la settima edizione del Premio Montegrande realizzato in collaborazione con l’APPE, l’Associazione Provinciale Pubblici Esercizi di Padova e con il contributo della Camera di Commercio di Padova. La serata condotta e animata dal bravissimo Marco Valletta, docente all’Istituto alberghiero di Castelfranco (TV), ha reso protagonisti i 14 giovani concorrenti (selezionati su ben ottanta partecipanti) che sono stati impegnati a confrontarsi sulla “pasta ripiena con i formaggi DOP del Veneto” tema di questa edizione del concorso.
Clicca qui per vedere la gallerria delle immagini della serata

A vincere la settima edizione del Premio Montegrande è il venezianoi Tommaso De Marchi, 26 anni che vince una settimana per 2 persone in un club all inclusive in Kenya offerto in collaborazione con la Polo SpA.
Clicca qui per visitare il sito del ristorante Montegrande a Rovolon

Il giovane Tommaso ha superato gli altri concorrenti proponendo un “Tortello al Provolone della Val Padana con melanzane, coulis di datterino e anguilla del Sile”, che ha ottenuto la vittoria all’unanimità conquistando tutta la giuria per la bella presentazione, l’equilibrio di sapori e profumi, per l’originalità, per la capacità di proporre prodotti tipici del Veneto particolari come l’anguilla che richiede una capacità particolare anche nella lavorazione. Tommaso, emozionatissimo, ha dedicato la vittoria alla nonna che gli ha trasferito la passione per la cucina e insegnato mille segreti ai fornelli: l’idea dell’anguilla, ad esempio, è ripresa da una ricetta della nonna Zita. Diplomato presso l’istituto alberghiero di Castelfranco (TV) dove ha imparato a mettersi in gioco, Tommaso ha lavorato in locali rinomati come il Cipriani a Venezia, Cà Sette di Bassano (VI), l’Ancora di Cortina e l’Incontro di Londra e ora segue la cucina del ristorante di famiglia Vescovo di Noale (VE), locale dalla lunga tradizione.

Il ventottenne trevigiano Andrea Bavaresco, chef all’Osteria Terraglio di Bassano (VI), per il terzo anno consecutivo in gara al “Premio Montegrande” conquista l’argento, come nel 2008, aggiudicandosi un forno Mini Combi a convenzione/vapore della Electrolux offerto da Polazzo Grandimpianti srl. Inoltre con il piatto “Mezzelune ripiene di Asiago stravecchio su purea di mela, spuma di Casatella DOP e cialda di Grana croccante” si è visto assegnare anche il premio speciale per il piatto che, dal punto di vista visivo, è risultato essere quello più appetibile per cromia, disposizione e originalità.

Al terzo posto si conferma ancora la provincia di Venezia con Alessio Boldrin, 29 anni, chef patron del ristorante bacàro Il Gusto di Fossò (VE) con il piatto “Ravioli ripieni all’Asiago in due fasi: nero fondente e al rosso d’uovo su salsa ai piselli, con croccantino farcito allo scampo, pomodoro e menta in crudità” che vince un robot professionale Hotmix Pro della Hot Class offerto dalla Rogi srl.

Silvano Cristofanon, ideatore del Premio Montegrande, ha sottolineato l’importanza dell’operatore di sala, dal commis al maître, proprio per il suo ruolo di anello di congiunzione fra il cliente e la cucina: educazione, cortesia, preparazione sulle pietanze proposte e sui prodotti del territorio, sono alcune delle regole base per chi lavora nella sala di un hotel  o di un ristorante. Caratteristiche che hanno dimostrato i giovani concorrenti che si sono confrontati per conquistare il weekend per 2 persone a Barcellona vinto dal trentenne Gardini Mattia, sposo a settembre, che dopo diverse esperienze in locali stellati come l’Hotel Villa del Quar di Verona, la Pergola di Heinz Beck a Roma, la Peca di Lonigo (VI), Le Calandre di Rubano (PD), ora è maître al ristorante l’Officina di Padova. Vittoria per un soffio, solo un punto di distacco dal secondo classificato Boaretto Alessandro dell’hotel Millepini di Montegrotto Terme (PD) che si aggiudica la tessera del circuito RCP (Ristoranti Che Passione) come Montemezzo Michel, terzo classificato, che dopo esperienze in sala ha aperto da qualche anno il Griffin Cafè a Padova.

Il premio “Memorial a Franco Valentini” per il giovane che si è distinto in cucina per la professionalità, la passione e l’abilità ai fornelli, è stato assegnato al padovano Nicola Dinato chef alla locanda la Candola di Soligo (TV) che si aggiudica un soggiorno di 2 notti in pensione completa per 2 persone presso uno dei Thermae GB Hotels di Abano Terme.

L’appuntamento con i giovani chef è per l’anno prossimo ma con una novità: proprio per accontentare le numerose richieste di un premio che sta diventando sempre più il punto di riferimento per i giovani del settore desiderosi di confrontarsi, di emergere e di farsi conoscere, il Premio Montegrande si svolgerà in autunno in modo da dare la possibilità di partecipare a coloro che in estate sono impegnati a lavorare nelle località turistiche.

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 04 Agosto 2010 13:29 )
 

Alcol: gli esercenti bussano in Regione per armonizzare gli orari

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Le nuove norme sul codice della strada appena approvate prevedono il divieto di  somministrare e vendere bevande alcoliche e superalcoliche dalle 3 alle ore 6 in tutti i pubblici esercizi (alberghi, ristoranti, bar, pub, locali da ballo e di intrattenimento, agriturismi), circoli privati, fiere, sagre.
«Peccato che nel Veneto – esordisce Erminio Alajmo, presidente regionale FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi)   in rappresentanza di un settore costituito da più di 20.000 imprese – la legge regionale in materia di orari di somministrazione di bevande alcoliche preveda un orario più restrittivo. Sarà nostra premura contattare i vertici regionali per armonizzare le disposizioni, anche per evitare pericolosi fenomeni di nomadismo da parte dei giovani in territori limitrofi dove le limitazioni sono minori».

«Per il resto – prosegue Alajmo - la nuova legge è accettabile, ma resta ancora da lavorare per rendere obbligatorio il dispositivo in grado di bloccare il motore all’interno delle autovetture quando il conducente è in uno stato psicofisico alterato. Solo così si potrà contrastare veramente il drammatico fenomeno degli incidenti per guida in stato di ebbrezza». 

In merito al testo approvato, FIPE Veneto  apprezza anche i tre mesi di tempo concessi ai gestori per dotarsi degli etilometri e delle tabelle alcolemiche nel caso in cui la loro attività cessi dopo la mezzanotte.
«Sono sicuro – ha concluso Alajmo – che molti ristoratori, forti di quel senso di responsabilità sociale che li contraddistingue, esporranno le tabelle e si doteranno degli etilometri anche se abbasseranno la saracinesca prima delle 24».

Ultimo aggiornamento ( Martedì 03 Agosto 2010 14:22 )
 
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