Dro Drone Land, dal 25 febbraio alla Sala della Gran Guardia di Padova in mostra le opere di Maria Candeo

Si chiama Dro Drone Land, con una voluta e paradossale citazione di La La Land, la mostra personale che si tiene dal 25 febbraio al 26 marzo 2017 alla Sala della Gran Guardia di Padova in piazza dei Signori.

Oltre 30 opere recenti dell’artista padovana, la cui cifra espressiva risiede nel tradurre e rimodulare immagini di paesaggio, riprese dai satelliti e dai droni, in dipinti, carte e grafiche.

Comunicati e foto http://www.clponline.it/mostre/maria-candeo-dipinti-e-incisioni

Pubblichiamo l’intervista con l’artista realizzata dallo storico dell’arte Flavio Arensi, dal titolo “Visioni Vedute” che anticipiamo dai testi in catalogo:

 

Il lavoro di Maria Candeo prende le mosse da una visionarietà che è visione, ossia di un occhio che si alza dai confini per cercare un punto di osservazione lontano, in una sorta di lontananza che tuttavia permette una lettura chiara ed estesa della nostra realtà. Il mondo si astrae, diventa mappa, segno, circostanza sconfinata, e lì comunque la vita brulica e continua con le sue dinamiche quotidiane. A osservare questi lavori viene in mente il programma estetico e poetico di Mario Giacomelli, coi suoi paesaggi estesi e astratti.

«Mario Giacomelli è stato un importante riferimento all’inizio della mia ricerca. Ho ritrovato in lui il mio stesso modo di vedere e sentire il paesaggio: segni, simboli, ferite a volte palesi a volte nascoste. Lui afferma che la sua ricerca potrebbe essere fatta anche disegnando o dipingendo, ma che solo attraverso la fotografia riesce a fissare i segni lasciati inconsapevolmente dall’uomo. Nel mio caso naturalmente tutto è mediato dalla pittura, o dal segno che traccio consapevolmente. Cerco però di lasciar fluire queste immagini rispettandone l’essenza ma non ignorando quanto la nostra percezione possa trasformarle. Anche io in un certo senso agisco come un “sensore”, ma in modo diverso rispetto a quelli fotografici. Sono un sensore umano. I parametri di questo sensore, le omissioni, le sottrazioni, sono legati all’emozione, naturalmente. Anche un sensore tecnologico però non è freddo, è sempre l’uomo a tararne i colori, i dati, il bilanciamento. Giacomelli ha ragione, ma in fondo quando sceglie un obiettivo o un’inquadratura compie le stesse scelte che faccio anche io». 

Che percorso ti ha condotta a realizzare questa nuova serie?

 «Iniziando ad analizzare il paesaggio, dalla cucina, dal giardino del mio studio, continuavo a cercare una visione sempre più estesa. Non riuscivo ad affrontare questi paesaggi, unire i puntini, ottenerne una visione d’insieme tale che potesse avere un senso. Solo il continuare a raffigurarmi i ricordi dei panorami delle nostre gite in montagna, guardando giù dalla vetta, sembrava suggerirmi qualcosa. Il paesaggio che mi crea una forte emozione non è quello dell’osservazione romantica, l’idillio del boschetto, per intenderci. Un flusso emozionale forte lo avverto invece osservando il paesaggio dall’alto. Sento la stessa emozione guardando una pozzanghera ghiacciata, sotto la cui superficie appaiono sassi ed erbe inglobate alla materia solidificata. Se resto “bassa”, dentro al paesaggio, se ne sono immersa, non riesco a osservare e a vedere le cose con oggettività. Lo stesso mi accade nella vita di tutti i giorni, se sono immersa nel flusso quotidiano non riesco a guardare l’insieme delle cose con obiettività, a distinguere nettamente gli accadimenti». 

Facciamo un passo indietro; come nascono nello specifico le tue opere?

«La fase della ricerca delle immagini dai satelliti o dai droni è una caccia infinita. Le lascio decantare a lungo e i frammenti che si depositano nella mia mente li accompagno alle mie immagini personali dall’alto: quelle cioè che mi stampo nella memoria mentre cammino guardando in basso. Mi riferisco alle buche, crepe del terreno, zolle, ghiaia, solchi, tutti segni che poi in realtà si possono ritrovare nel macro, osservando la terra dall’orbita geostazionaria. La mia mente di fatto si trova a unire varie immagini in una sorta di dissolvenza cinematografica. Quindi preparo i miei bozzetti partendo dal segno o da un’idea già chiara del paesaggio per poi lasciarmi plasmare o rapire dalla pittura, che mi porta altrove. L’assecondo in un turbinio di ragionamenti a calibrare il valore dei colori. Mi perdo nell’alchimia della pittura, per continuare il lavoro con un’immagine trasformata radicalmente rispetto alla prima che mi era comparsa davanti agli occhi». 

Molti dei tuoi quadri rimandano nel titolo a una indicazione di terre lontane, spesso territori di guerra, come mai?

«Ero rimasta colpita da un lavoro che il mio compagno giornalista stava facendo dopo una serie di reportage dall’Afghanistan, dove i droni, i Predator in particolare, hanno un ruolo determinante. Le immagini mostrano operazioni di combattimento, osservazione dall’alto delle strade, dei campi, delle città, degli snodi principali. Univano la forza e l’invasività dell’attività di natura bellica ai segni alla fine preponderanti della vita dell’uomo di ogni giorno, le sue attività, le erosioni della natura, i disastri del tempo e dell’incuria. Come molte attività ormai date per scontate, e importanti nell’uso civile, anche le immagini dai droni e dai satelliti nascono per scopi militari. I segni, le cicatrici più nette sul nostro pianeta nascono proprio per questo, oltre che da ragioni economiche».

Benché questi scenari siano luoghi di morte e dolore tu non fai parola di tutto questo, anzi – se non si leggesse il titolo – si potrebbe pensare che siano territori pacifici, come potrebbe essere sorvolare le campagne toscane…

«Il mio è un monito a continuare a osservare la natura, la terra meravigliosa che quotidianamente calpestiamo senza accorgerci del fiore che sta sotto le suole. Ovunque ci sia dolore c’è anche lo spazio per cercare, pur se con grande fatica, barlumi di bellezza. Il dubbio è che nella nostra era, quella dell’Antropocene, l’uomo stia incidendo sul pianeta anche in senso geologico, ossia in modo difficilmente reversibile. I titoli sono il mio modo di ancorarmi a questa realtà. Forse però sei anche tu ormai assuefatto alle trasformazioni del Pianeta, e vedi prevalere visioni da “campagne toscane” anche quando c’è una desertificazione in corso. E, a proposito, se osservi le campagne appenniniche, puoi facilmente vederne anche le zolle disseccate, i calanchi, i “cretti”».

Nelle acqueforti il paesaggio diventa ancora più duro, estremizzato, mentre nei lavori dipinti si addolcisce.

 «Con i dipinti l’immagine, la rappresentazione, è quella di un organismo pieno di contraddizioni, con la superficie come l’epidermide, i suoi colori, con gli organi in funzione. L’incisione è spietata, è come una radiografia: emergono le ossa, la struttura, si va in profondità, senza sconti, senza “dettagli” come i colori a sfumare la visione. È un lavoro di scavo. E quando si scava si toccano subito le fondamenta».

Quali sono queste fondamenta, queste ferite?

«Sono la nuova struttura geomorfologica, l’imprinting che ha dato l’uomo alla Terra, secondo la sua volontà e assecondando i propri desideri. Sono segni indelebili che marchiano il suolo con un senso di possesso e la presunzione di poter continuare a chiedere e a pretendere».

Molto interessanti sono i monotipi, che sembrano la congiuntura fra le incisioni e i dipinti, questi come li realizzi?

«Il monotipo è effettivamente un anello di congiunzione tra l’incisione e le pittura. Il primo gesto è proprio come nelle incisioni, inchiostrare la carta, facendo già un abbozzo pittorico del paesaggio che voglio rappresentare, sovrapponendo poi un’altra carta. È a questo punto che tra i due supporti si realizza un’osmosi di materia, da un lato, e di sottrazione dall’altra. Il processo tecnico si trasforma in poetico e alla riapertura il paesaggio si mostra nuovo, una nuova terra in cui posso, di fatto, applicare altri segni, farne una sorta di land art nel dipinto stesso, in un gioco di richiami infinito».

Oggi coi satelliti possiamo spiare il nostro vicino di casa, guardare nel suo giardino, avvicinarci per curiosare fra le strade della città, tu invece scegli di allargare il campo visivo perché?

 «Ho sempre vissuto in una casa senza tende, “entra più luce” – diceva mia madre. Per questo ho l’abitudine di non guardare dentro alle finestre altrui, per pudore e rispetto, come fanno gli olandesi per le loro case con le tende aperte, forse anche per la loro forma mentis calvinista del “non aver nulla da nascondere”. Lo stesso mi capita di riflesso nei miei paesaggi. Nella visione d’insieme identifichi una società invece di un singolo, un intero paese invece che una casa, e così, forse, riesci a capire dove stia andando il mondo».

E dove stiamo andando?

«Sempre più lontano dalla visione di bellezza e purezza, un po’ come l’arte. Ci stiamo allontanando come se fossimo in un razzo dalla nostra casa, dalla nostra terra, dalla nostra nazione, dal globo terrestre, per arrivare dove, non avendo più la forza di lottare ci sentiremo finalmente in pace e ci faremo cullare dall’assenza di gravità».

Il punto di osservazione è talmente alto nei tuoi lavori da far scomparire la figura umana, come mai?

«L’essere umano in realtà è presente nei segni, nei cambiamenti, nelle trasformazioni del territorio. Quindi non c’è direttamente la figura umana ma le tracce di ciò che l’uomo ha prodotto. È l’Antropocene. Dove le sorti sono sicuramente progressive, ma non sappiamo quanto siano magnifiche».

Dove ti sta portando questa ricerca, vedi il germe di qualche nuovo approdo o è un ciclo che deve ancora svilupparsi?

«Ogni volta che inizio un nuovo lavoro penso che sia l’ultimo della mia ricerca. Questo mi capita da circa due anni, ossia da quando ho cominciato».

Utopya fotografia lunedì sera ospita a Padova gli autori della rivista "Il reportage"

Serata speciale lunedì 13 febbraio per IRFOSS e Utòpya Fotografia. Protagonista della serata sarà infatti la rivista trimestrale "il Reportage" che, come promette il titolo, è dedicata alla fotografia e al reportage di qualità. Un progetto editoriale giunto oramai al settimo anno, frutto dell'impegno di Edizioni Centouno di Torino e dello staff che la produce numero dopo numero con passione. A presentare la rivista saranno il direttore Riccardo De Gennaro e tre degli autori dei servizi pubblicati sul nuovo numero, (come sempre disponibile sia in versione cartacea che on line), Riccardo Bononi, (che è anche uno dei fondatori di IRFOSS), Valentina Piccinni e Camillo Pasquarelli. Molto interessanti i tre lavori che presenteranno nel corso della serata. Riccardo Bononi mostrerà il suo ultimo reportage in Madagascar dedicato ad un villaggio abitato esclusivamente da "posseduti" ed esorcisti, mentre Valentina Piccinni presenterà un originale lavoro fotografico realizzato sulla rotta balcanica dei migranti, che racconta in modo originale e non stereotipato alcune delle loro storie. Infine Camillo Pasquarelli illustrerà il lungo reportage che lo ha portato nel Kashmir tra le popolazioni in lotta per la indipendenza dall'India. Come sempre alle ore 21 alla Galleria IRFOSS in Corso Vittorio Emanuele 164 a Padova.

Torna il Pedrocchi Wedding Caffè: la serata per gli innamorati che hanno deciso di sposarsi

Sabato 4 febbraio a partire dalle ore 19.00 torna per la seconda edizione il Pedrocchi Wedding Cafè, l’evento firmato Pedrocchi rivolto alle coppie di fidanzati che hanno deciso di sposarsi e che desiderano conoscere in prima persona l’offerta della nuova gestione Pedrocchi per il giorno più speciale di ogni storia d’amore.

Arte e lusso si uniscono dando vitaa una festa esclusiva in puro stile retrò,elegante e raffinata, illuminata dalla calda luce dorata degli allestimenti e degli outfit a tema “Gold” dei partecipanti, per sperimentare sensazionied emozioni legate al giorno del matrimonio.

A partire dalle 19.00, un aperitivo e una cena di gran classe sono lo scenario in cui le coppie hanno l’opportunità di conoscere il mondo Pedrocchi, aggiornato sulle ultime tendenze in tema: l’esclusiva e storica location, l’ottima cucina, la selezionata offerta di partner in grado di proporre soluzioni ad hoc e adeguate a ogni tipo di esigenza, con esperienza e professionalità.

Tutto per rendere unico il meraviglioso giorno del “Sì” nella splendida cornice dello storico Caffè Pedrocchi: le future coppie di sposi hanno l’esclusiva possibilità di assistere alla presentazione delle più moderne proposte gastronomiche, di pasticceria, alle spettacolari performance dalla danza, alla magia, al tango, passando per la sfilata degli ultimi modelli di abiti e gioielli da cerimonia uniti a una dimostrazione di trucco e acconciature.

Tutti i futuri sposi riceveranno speciali gift card dei diversi partner, fra cui un omaggio da Thun per il mondo bomboniere e saranno immortalate sulla scalinata che conduce alla luminosa Sala Rossini, decorata con stucchi risorgimentali e migliaia di api dorate. Il premio più prestigioso, un servizio fotografico pre-wedding, sarà assegnato dalla Giuria Pedrocchi e Galante Studio alla coppia che avrà meglio interpretato il tema della serata, con il look più dorato di tutti. 

Il Caffè Pedrocchi ha aperto lo scorso anno le sue porte ai matrimoni civili: una grande opportunità, per tutte le coppie del mondo, di poter pronunciare il tanto atteso  nella cornice dello storico locale padovano, vero e proprio simbolo nazionale, immersi nell’atmosfera Art Déco.

Ogni coppia, italiana o straniera, può scegliere di celebrare la cerimonia in una delle romantiche e storiche sale, sotto i riflessi dorati della Sala Rossini, oppure nella luce candida della Sala Rinascimentale.

La gelateria "Golosi di natura" di Gazzo padovano tra le migliori d'Italia secondo il Gambero Rosso

La Guida Gelaterie d'Italia 2017 del Gambero Rosso ha dato i voti ai "Maestri del brivido" lunedì 23 gennaio 2017 a Rimini in occasione del SIGEP, il Salone internazionale della Gelateria e della Pasticceria, assegnando ad Antonio Mezzalira della Gelateria "Golosi di Natura" di Gazzo Padovano il prestigioso riconoscimento dei "3 coni", considerati al pari delle "3 stelle" nella ristorazione.
«Sono felicissimo per aver raggiunto questo ambìto traguardo – ammette lo chef glacier Mezzalira – che premia anni di studio alla ricerca delle materie prime del territorio padovano. Dedico questo straordinario risultato a mia moglie Doriana Marangon e ai miei più stretti collaboratori».
«E' per noi motivo di grande orgoglio – dichiara Filippo Segato, Segretario dell'Associazione Provinciale Pubblici Esercizi (APPE) di Padova – sapere che il nostro associato Antonio Mezzalira, che aveva già conquistato il titolo di "Oscar Mondiale di Gelateria" al MIG di Longarone nel 2008, rientra per il "Gambero Rosso" tra le migliori 35 gelaterie d'Italia, di cui solo 2 sono in Veneto. Questo premio – conclude Segato – ci sarà da stimolo per la ricostituzione, dopo molti anni, del Gruppo Gelatieri artigiani padovani, che l'APPE sta già seguendo da tempo per portare anche a Padova tante iniziative ed eventi legati al mondo del gelato».

La parrocchia di Don Bosco alla Paltana in festa dal 26 al 31 gennaio

La parrocchia di San Giovanni Bosco, alla Paltana, anche quest'anno festeggerà il proprio patrono (che il calendario ricorda il 31 gennaio) con appuntamenti liturgici, culturali, ludici e aggregativi.
E' già iniziata la "novena di Don Bosco" con preghiera e riflessione proposte ogni giorno alle ore 16.10 fino al 31 gennaio presso l'Oratorio Don Bosco di via Adria.
Giovedì 26 è in programma la proiezione di un film su tematica educativa (...il "campo" in cui Don Bosco è stato un innovatore): alle ore 21.15 al Piccolo Teatro si proietta "Una volta nella vita", ambientanto in una scuola delle banlieu parigine.
Sabato 28 sarà un pomeriggio tutto dedicato ai bambini e ragazzi, con i giochi in oratorio dalle ore 15, proseguendo con premiazioni e merenda. Quindi alle ore 17 al Piccolo Teatro la proiezione del film di animazione "Palle di Neve". La messa prefestiva delle ore 19, con i giovani e gli sportivi, sarà in onore di Don Bosco.
Alle ore 20 grande CENA INSIEME organizzata dal Gruppo Oratoriando, il cui ricavato sarà destinato alle attività parrocchiali: ci si può iscrivere (menù adulti € 14 - menù bimbo € 7) presso l'Oratorio oppure per contatti inviare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. A seguire giochi e animazione.
Domenica 29 le messe saranno in onore di San Giovanni Bosco, in particolare quella delle ore 11 sarà solenne e "comunitaria".
Martedì 31, il giorno in cui nella liturgia e nel calendario si ricorda San Giovanni Bosco, alle consuete messe delle ore 8 e 18.30 si aggiungerà la Messa solenne delle ore 21.
Mercoledì 1 febbraio dalle ore 13.30, ricordando il "santo amico dei ragazzi," sono previsti tornei (calcio, calcetto, ping pong, palavolo) e giochi per gli iscritti al "doposcuola" e per gli altri ragazzi della parrocchia, prima di tornare ai libri, con lo "studio assistito"...
La chiusura dei festeggiamenti si avrà sabato 4 (ore 20.45) e domenica 5 febbraio (ore 16.30) con il musical "Il Gigante Egoista" al Piccolo Teatro, realizzato da una trentina di adolescenti e giovani, replicato a grande richiesta dopo il successo della "prima" del dicembre scorso.
Maggiori informazioni su www.parrocchiadonbosco.org

Domenica 5 febbraio Kioene Padova - Milano volley a 2 euro con i partner della pallavolo

In attesa della sfida in trasferta al PalaValentia alle ore 18.00 di domenica 5 febbraio contro la Tonno Callipo Calabria Vibo Valentia, la Società bianconera lancia una promozione con i propri ristoranti/pizzerie partner per la sfida Kioene Padova - Revivre Milano che si disputerà mercoledì 8 febbraio alle ore 20.30 alla Kioene Arena. "Scegli i nostri partner e vinci la Kioene": tutti i clienti del ristorante pizzeria "Al Solito Posto", ristorante pizzeria "Da Giordano", trattoria "Da Primo", "Galloway", trattoria "Al Moretto" e "Al Vigò" potranno richiedere alla cassa il coupon per poter assistere alla sfida contro Milano al prezzo speciale di 2 Euro.
Ecco nel dettaglio la lista dei partner che partecipano all'iniziativa:
Al Solito Posto – via Colotti 13, Padova
Da Giordano – via Chiesanuova 133, Padova
Da Primo – via Regia 43, Vigonza (PD) e via Pioghella 30, Fiesso d'Artico (VE)
Galloway – via Nona Strada 23, Padova
Al Moretto – via Madonna della Salute 82, Padova
Al Vigò – via Adriatica 63, Padova e via Roma 10/E, Vigonza (PD)
UNDER 14 PREMIATA DAL CONI PADOVA. Nei giorni scorsi l'Under14 della Kioene Padova, vincitrice del titolo nazionale 2015/2016, è stata premiata dal Coni Padova assieme al DS bianconero Stefano Santuz in occasione dell'annuale Gran Galà del Sport Padovano. «E' uno speciale riconoscimento per i risultati sportivi dell'ultima stagione – ha detto Flaviano Buratto, delegato provinciale del CONI – e per i successi sportivi della squadra Under14 campione d'Italia».
I RISULTATI DEL SETTORE GIOVANILE. In ambito regionale, sfuma al tie break la vittoria bianconera con la Pallavolo Occhiobello. Gara combattuta fino al quinto parziale, in cui la Serie D si ferma sul 13-15. Un nuovo turno casalingo darà ai giovani Kioene la possibilità di ripartire. Sabato 28 gennaio, ore 18.00, alla Kioene Arena si terrà Kioene Padova - Fulgor Avolley. Sempre sabato, ancora alla Kioene Arena, la Serie C tornerà sul terreno di gioco per il derby con l'Astra Volley. Appuntamento alle ore 20.30. Under 16 e Under 18 bianconere superano rispettivamente per 3-0 Edilrestauri Castelli e Bassano Volley. La formazione di coach Cesare Schievano se la vedrà domenica 29 gennaio, ore 11.30, a Santa Maria di Sala con il G.s. S. Angelo Agorà. Per giocare i quarti di finale B, la formazione Under 19 bianconera si presenterà a Bassano, domenica alle ore 16.00.
In ambito provinciale, al ritorno in campo l'Under 12 bianconera entra subito in partita: con un netto 4-0 la Kioene Padova batte la Prearo Costruzioni. Domenica 29 gennaio, ore 9.30, sul terreno di gioco del PalaSpiller arriva il Nativitas Savonarola. Vince anche l'Under 13, in trasferta. A Due Carrare la formazione bianconera batte la PGS Carrarese. Nuova gara lontano da casa, domenica 29 gennaio, ore 9.30, alle scuole medie di via Cavinazzo, per la gara con il Massanzago. L'Under 14 esce con un punto dalla gara interna con l'Agorà Miranese Volley. La squadra ospite ha la meglio sui bianconeri al tie break. Sabato 28 gennaio alle 16.00, arriva la Romplastica. Ancora a secco di vittorie la Seconda Divisione bianconera; dopo il Real Padova alla palestra Vlacovich, sabato 28 gennaio, ore 19.30, arriva Loreggia.

 

Alberto Sanavia
Ufficio stampa Kioene Padova
Cecilia Bacco
Ufficio stampa settore giovanile Kioene Padova
www.pallavolopadova.com

Un nuovo record per Y-40: 15mila visitatori in un mese per la mostra fotografica subacquea

È stata aperta nello scorso mese di dicembre, tra le pinneggiate della Sirena Ilaria Molinari e i tuffi dell'uomo dei record, Umberto Pelizzari, la mostra fotografica subacquea dell'apneista Alice Cattaneo.

È stato un vero successo” racconta l'architetto Emanuele Boaretto, ideatore e progettista della struttura, “Nel 1° mese di apertura, la mostra è già stata visitata da circa 5.000 subacquei ed apneisti in immersione che, Gopro alla mano, hanno immortalato le immagini sott'acqua, e da circa 10.000 turisti delle Terme Euganee che, complici le feste natalizie, sono giunti da tutta Italia a visitare la struttura.

La mostra ha fatto da sfondo al luminoso albero di Natale di 14 metri a dicembre e qualche giorno fa alla 1^ presentazione subacquea di un libro”.

La Mostra Subacquea Fotografica più profonda del mondo, è composta da 11 scatti di immagini del mondo sottomarino (70 x 100cm), disposti all'interno della struttura da Guinness sino ai -42 metri, visibili da tutti i subacquei ed apneisti che si cimentano nell'impresa della discesa in acqua e parzialmente dai visitatori “all'asciutto” che entrano nel tunnel panoramico sommerso a -5 metri.

Alice Cattaneo, da sempre appassionata di fotografia, istruttrice subacquea, apneista e compagna del campione di apnea Andrea Zuccari, da anni attiva nel campo della fotografia subacquea, ha portato in immersione nella struttura da Guinness dei Primati i suoi scatti su diverse tipologie di soggetti umani in immersione, per lo più apneisti, componendo una serie di foto in cui la sua fantasia si è unita alla passione per il mare in un connubio di colore spettacolare ed apprezzato.

Le foto, scattate nel mare di Sharm el Sheikh dove Alice vive per alcuni mesi l'anno e dove lavora all'interno di Freediving World Apnea Center, ideate dalla Cattaneo per l'ambientazione della composizione fotografica e l'angolazione della foto, l'hanno vista in alcuni casi diventare protagonista della scena.

Dopo aver visitato l'Y-40 ed aver conosciuto i proprietari, - spiega la stessa Cattaneo - abbiamo deciso di dare una maggiore esposizione alle foto scattate nel mare egiziano, organizzando la mostra fotografica più profonda al mondo. Il mio sogno è da tempo quello di collaborare con grosse aziende con le quali effettuare shooting fotografici subacquei per campagne pubblicitarie che possano avere l'acqua come leit motiv”.

L'esposizione resterà aperta e visitabile fino alla fine di febbraio 2017. 

Il calendario "Bellezze venete 2017" in anteprima sabato sera al Q bar

Bellezze Venete 2017 è il calendario nato undici anni fa da un'idea dell'art director padovano Paolo Braghetto per valorizzare le ragazze di tutta la regione. Sono molte le novità del nuovo anno. Innanzitutto gli scatti sono di tre noti fotografi del settore: Claudio Gervasutti, Gabriel Munari e Andrea Rigon. Le protagoniste sono state selezionate dopo numerosi casting e sono non solo fotomodelle e finaliste di concorsi di bellezza, ma studentesse anche laureate, impiegate, bariste, cameriere, commesse, estetiste, parrucchiere alla prima esperienza che hanno accettato di mettersi in gioco magari con l'ambizione di fare strada nel mondo della moda e dello spettacolo. I "mesi" sono le padovane Carolina, Eleonora, Giorgia, Giovanna, Jessica, Maddalena, Natalia, Veronica; le veneziane Chiara, Elisabetta, Giorgia, Rachele; la trevigiana Simona; la vicentina Aurora e la rodigina Giulia. I set degli scatti sono alcuni tra i più noti locali veneti: Q bar, Cafè Madrid, Cento Città d'Italia, Maxim, Munerato, Paul's Bar, Tucano di Padova, Baccanale di Battaglia Terme, Bellavista di Teolo, Cacau Brasil di Due Carrare, Mafalda di Rubano, Movembik di Vigonza; Villa Fracanzani alle porte di Padova è la location del tredicesimo mese bonus. Trucco e parrucco delle protagoniste sono stati realizzati da Marta Scoizzato, Gloria Buiatti, Sandra Rizzo, The Queen Parrucchieri; vestiti e accessori di Horizonte, Extrò, Thiam Couture, La Forketta e Il Rullino. Grafica rinnovata a cura di Cosimo Cesareo. Bellezze Venete 2017 ha come sempre una finalità benefica: sostiene Associazione Sordi Veneto, circolo culturale e onlus, che si occupa della promozione del linguaggio dei segni LIS anche nelle scuole primarie per un'integrazione sempre migliore dei sordi nella società. Tutte le immagini, backstage anche video e curiosità saranno presto disponibili su www.bellezzevenete.com. Il calendario sarà presentato al Q bar di Padova sabato 21 gennaio dalle 21: ingresso libero.

Un barbone di Milano il cane più bello alla mostra canina di Padova

 Il più bel cane dei 2.610 presenti nella 53^ Esposizione Internazionale Canina svoltasi alla Fiera di Padova con un pubblico di circa cinquemila persone, è “Samarcanda Italian Lover”, un barbone grande mole nero di Sonia Merati da Milano. A giudicarlo tra i migliori delle due giornate è stato il giudice Massimo Inzoli, uno dei 28 giudici internazionali chiamati a verificare la vicinanza dei soggetti agli standard di razza; giudici provenienti da Austria, Cipro, Danimarca, Finlandia, Gran Bretagna, Italia, Norvegia, Portogallo, San Marino, Spagna Sudafrica. Il premio è stato consegnato dai presidenti del Gruppo Cinofilo Padovano organizzatore dell’evento, Dino Scarso, e dal presidente nazionale dell’ENCI Dino Muto.

Nella giornata odierna si sono aggiudicati il primo premio per il gruppo 2 cani tipo Pinscher e Schnauzer, Molossoidi e Bovari Svizzeri il Terravova “King of Helluland Phenomenon” di Marcello Mura da Valperga (To); il miglior cane da compagnia è il barbone vincitore del best of best e il più bel levriero è il Greyhound “Kollaps Melibeous” dell’Allevamento Kollaps di Verona.

Sempre domenica si è svolto in Fiera il primo Campionato italiano di Junior Handler che ha visto vincitrice (giudice Slavica Skalar della Slovenia) Letizia Colletti di Ferrara davanti a Aurora De Poli di Rivolta (Cr) e Alessandra Brunelli di Mirano (Ve), tutte della categoria 12-17 anni.

Questi i cani vincitori ieri: per il gruppo pastori e bovari il bovaro svizzero “Lungoregina dom rock” di Anna Maria Severini da Filottrano (AN); per i terrier il foxterrier a pelo ruvido “Strozzavolpe eve of the tiger” di Fabio Bronconi da Reggello (FI); per i bassotti il bassotto tedesco nano a pelo corto “Herzog di Silvallegra” dell’Allevamento Silvallegra di S.Martino Canavese (To); per i cani tipo Spitz e tipo primitivo l’Alaskan Malamut “Starlight express del Biagio” dell’Allevamento Del Biagio di G.Biagiotti di Fano (PU); per i segugi e cani per pista di sangue il Thodesian Ridgeback “Narmakhis wisdom aurora fosca” di Sara Venturelli di Gavardo (Bs); per i cani da ferma il tedesco a pelo corto “Ginger dei Tre Laghi” dell’Allevamento dei Tre Laghi di Dino Malaguti di S.Biagio di Bagnolo S.Vito (Mn); per i cani da riporto, ricerca, acqua il labrador retriever “Nora Iceflower of finnwoods” di Hermanutz S.- Barberi Franco di Feriolo di Baveno (VB).

Nei due giorni sono intervenuti allevatori di 19 Paesi: Austria, Belgio, Bosnia Erzegovina, Cipro, Croazia, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Olanda, Repubblica Ceca, Romania, Russia, San Marino, Serbia, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Svizzera.

Cani da soccorso campioni del mondo

Nelle due giornate sul ring d’onore si sono esibiti i cani da soccorso del Gruppo Cinofilo Sportivo Il Gelso di Padova, gruppo di volontari che nel 2016 ha vinto il campionato del mondo dei cani da soccorso e che è stato impegnato nel terremoto dell’Umbria: le dimostrazioni verteranno su ricerca persone scomparse, recupero oggetti e protezione quotidiana da malintenzionati e scippatori. Al Gruppo Il Gelso il Gruppo Cinofilo ha consegnato oggi una targa di riconoscimento per il premio mondiale vinto in Romania.