"Sarebbe bastata una stretta di mano, come si conviene fra amici, per suggellare il patto d'acciaio e stabilire che sarà Federico Contin a gestire lo spritz estivo padovano. Peccato che, al di là dei rapporti personali, Contin e Flavio Zanonato siano anzitutto un privato cittadino e il sindaco di una città, nell'esercizio, il secondo, del suo ruolo istituzionale – spiega Massimo Bitonci, senatore della Lega Nord, appresa dalla stampa la notizia dell'accordo raggiunto fra il responsabile artistico e l'amministrazione – I rapporti fra privati e istituzioni, quando ci sono di mezzo soldi che girano e posti di lavoro, andrebbero regolati in altro modo – prosegue Bitonci – Non metto in dubbio le capacità di Federico Contin, che, oltre ai Bastioni di via Marghera, è chiamato a risollevare anche i Navigli, dopo il disastro dello scorso anno. Contesto che il sindaco abbia deciso di affidare a lui tutta la gestione dello spritz estivo. Così, mentre Contin cercherà di attirare fuori dalle mura i giovani padovani, nelle piazze i baristi che pagano l'affitto, le tasse e i contributi ai loro dipendenti, ne faranno le spese – conclude Bitonci – Zanonato deve capire una cosa: con la attuale crisi, svuotare il centro alle 22.00, anche nei mesi estivi, significa condannare baristi e ristoratori a licenziare i dipendenti e a chiudere, non certo tutelare il sonno dei residenti. Senza il controllo passivo della gente, inoltre, il sindaco, decentrato lo spritz, accentrerà sempre più lo spaccio di stupefacenti e la microcriminalità".
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Da Santino Bozza, consigliere regionale eletto nelle fila del Carroccio, riceviamo e pubblichiamo: "Il consiglio della Lega Nord del Veneto ha deciso la mia espulsione dal partito. Ne prendo atto.
Ma io dico che ad andarsene dovrebbero essere quelli che con la loro condotta hanno fatto perdere alla Lega oltre un milione di voti: mezzo milione in Veneto, altrettanti in Lombardia. Queste persone hanno nomi e cognomi : sono Maroni e Tosi. Senza le loro scelte la Lega non avrebbe perso tutti quei voti e adesso il centro destra avrebbe vinto le elezioni e starebbe governando, invece assistiamo ad una situazione di grande confusione in cui non si riesce a fare un governo.
Tutto questo succede solo perché il centro destra alla camera ha perso per 125 mila voti su scala nazionale, era sufficiente che i capi della Lega impedissero di perdere così tanti voti come quelli che abbiamo perso, e le cose oggi sarebbero diverse.
Noi lo abbiamo detto in tutti i modi che le scelte sono state sbagliate, specie al momento di fare le liste. Non ci si è voluto dare ascolto, ed ecco i risultati: in Veneto abbiamo meno della metà dei voti di Grillo, abbiamo meno di 30 mila voti in più di Monti, uno dei premier più detestati dai nostri artigiani. La differenza tra me e gli altri è solo che io ho avuto il coraggio di dire ad alta voce quello che in tanti pensano. Tosi ha tentato di dipingere le mie critiche come una cosa personale, invece le mie critiche erano e restano politiche, alla fine nelle urne si è visto che avevo ragione. A questo punto io faccio un appello pubblico al nostro Governatore, Luca Zaia: in lui vedo onestà, trasparenza e correttezza. Deve prendere in mano il partito, le truppe sul territorio ci sono e sono pronte a darsi da fare per far tornare il nostro partito quello che era prima. Un partito che si fa portatore delle richieste e delle esigenze dei nostri piccoli imprenditori, dei nostri artigiani. Caro Luca Zaia, scendi in campo, riprendiamoci il Veneto".
«Nelle prossime settimane si delineerà il profilo del nuovo Consiglio camerale. In questa fase crediamo di avere un ruolo che non è quello di contare quanto pesiamo, ma fare una riflessione seria per individuare gli assi strategici sui quali si dovrà muovere l’Ente camerale per rigenerare lo sviluppo dell’economia del territorio. Apriamo subito il cantiere del programma. Troviamoci per avviare il confronto fra tutte le categorie economiche per decidere gli assi di un grande progetto di rilancio. Non si deve partire dai numeri ma dalle cose. Su questo mettiamo a disposizione del confronto un documento, non un’agenda onnicomprensiva ma un programma che opera scelte e sollecita impegni, individuando i filoni principali di intervento: innovazione e formazione distintiva per favorire il riposizionamento sui mercati, qualificazione delle filiere e delle reti intersettoriali per rinnovare le potenzialità di crescita, internazionalizzazione (cabina di regia) per sviluppare la propensione delle Pmi a lavorare con i mercati esteri, accesso al credito attraverso il rafforzamento dei consorzi fidi e l’anticipazione crediti per dare ossigeno alle imprese e favorire la patrimonializzazione, semplificazione del rapporto fra pubblica amministrazione e imprese, attrattività del territorio creando un contesto (normativo, infrastrutturale) favorevole all’impresa e attrattivo di nuovi investimenti. Un pacchetto di azioni coerenti, da realizzare insieme, per riconquistare la crescita, creare lavoro, riaffermare la centralità delle imprese».
In vista del rinnovo del Consiglio della Camera di Commercio di Padova, il presidente di Confindustria Padova, Massimo Pavin anticipa le proposte di Confindustria e rivolge un esplicito invito a tutte le associazioni imprenditoriali, professionali e ai sindacati rappresentati nell’Ente camerale. «La crisi è entrata nelle nostre imprese, e non ne è ancora uscita: crollo della domanda, credito, liquidità. Negli ultimi quattro anni 2.600 imprese perse, 14.000 posti di lavoro. Dobbiamo avere la forza e l’unità di intenti per segnare un nuovo inizio, un progetto di ampio respiro, fatto di azioni per il rilancio economico e sociale. Su questo mettiamo a disposizione un progetto, in tre assi strategici e dieci azioni prioritarie, legate tra loro in modo coerente, e perciò da realizzare insieme, da sviluppare con chi vorrà condividerlo, con un obiettivo chiaro: creare le condizioni “di sistema” per il rilancio, massimizzare gli interventi camerali, razionalizzare e concentrare le risorse affinchè da ogni azione discendano benefici tangibili per le imprese di ogni settore. L’idea è che dalla crisi si esce tutti insieme, come sistema economico».
1. Favorire l’eccellenza delle singole imprese Competenze imprenditoriali, visione strategica, innovazione e miglioramento continuo, sostenibilità patrimoniale e finanziaria, responsabilità ambientale sono alcuni dei fattori dell’eccellenza imprenditoriale. Sostenere gli imprenditori e i lavoratori nello sviluppo di queste “doti” deve essere l’obiettivo degli interventi camerali:
• attraverso iniziative di supporto all’innovazione tecnologica e di processo, con peso crescente dei finanziamenti diretti alle imprese;
• promuovendo solo la formazione distintiva che altri Enti non sono in grado di mettere in campo;
• offrendo percorsi strutturati di internazionalizzazione attraverso l’implementazione e il coordinamento delle iniziative regionali di tutti i soggetti a vario titolo deputati, affidando all’azienda speciale un ruolo decisivo nei passaggi strategici per il supporto alle Pmi (ricerca di partner, accordi commerciali) più che nelle iniziative promozionali (fiere, missioni);
• facilitando l’accesso delle imprese al credito finalizzato non solo agli investimenti produttivi, ma alla patrimonializzazione e riqualificazione della struttura finanziaria, attraverso il rafforzamento del sistema dei consorzi fidi e l’anticipo dei crediti vantati verso la Pubblica Amministrazione.
2. Favorire l’eccellenza delle politiche pubblico-private
La Camera di Commercio deve qualificarsi per il ruolo di protagonista anche nei processi di riqualificazione della Pubblica Amministrazione e del rapporto fra PA e imprese. Andranno riconsiderate le partecipazioni societarie, limitandole a quelle effettivamente strategiche per l’economia del territorio. La Camera di Commercio dovrà perseguire:
• la formazione del capitale umano della Pubblica Amministrazione;
• la razionalizzazione dello SUAP: standardizzando e semplificando le procedure, riducendo i costi, intensificando la diffusione di un sistema full-on-line;
• la connessione fra obiettivi e risultati, in una logica di trasparenza e alleanza pubblico-privato.
3. Favorire l’eccellenza del sistema territorio
Alle sfide economiche globali partecipano non solo le imprese ma i sistemi d’impresa, i sistemi economici e territoriali. Affinchè l’eccellenza dei singoli si trasformi in eccellenza del sistema territorio, occorre massimizzare i legami tra imprese (filiere e reti intersettoriali) e tra queste e mondo della ricerca, università, istituzioni, associazioni. Va perseguito l’efficientamento e lo snellimento delle strutture pubbliche e/o private che svolgano le medesime attività.
La Camera di Commercio deve aprire nuove opportunità di confronto e partnership per le imprese, adottando strategie:
• di marketing territoriale rivolto alle imprese affinchè il sistema territorio non si trovi come vaso di coccio tra offerte con cui è impossibile competere (Alto Adige, Carinzia). È compito dell’Ente contribuire a creare un contesto in cui le iniziative imprenditoriali possano svilupparsi con successo. Regole chiare, semplice e uguali per tutti. Cooperazione e non ostacoli dagli Enti pubblici. Mappatura delle aree disponibili e servizi chiavi in mano. Insediamenti efficienti e servizi integrati. La Camera di Commercio deve rappresentare le istanze delle imprese presso tutte le Amministrazioni che possono operare questo tipo di interventi;
• di marketing territoriale rivolto alla popolazione valorizzando il ruolo del Consorzio DMO (Destination Management Organization) nella azione di promozione del turismo;
• di sostegno alle aggregazioni di impresa in un’ottica di collaborazione competitiva e networking che le imprese hanno iniziato a fare propria. Non solo sinergie ma veri e propri accordi fra privato e privato, ma anche fra pubblico e privato e nel pubblico.
E' stata una cerimonia più sobria e breve del solito quella dell'inaugurazione del 791esimo anno accademico dell'università di Padova, tenutasi oggi nell'aula magna di palazzo del Bo a Padova. Ma anche una delle più partecipate degli ultimi anni, con ben cinque applausi provenienti dalla platea dell'aula alle parole del magnifico rettore Giuseppe Zaccaria. Il punto centrale del suo discorso è stato sui tagli al budget universitario. "I vergognosi tagli al diritto allo studio - ha detto il rettore Zaccaria - e il fatto che il costo totale per laureato sia in Italia inferiore del 31% rispetto a quello europeo, comportano il rischio concreto che l'Italia cancelli in pochi anni le conquiste dei padri fondatori della Repubblica in tema di diritto allo studio, portando ad una istituzione universitaria per pochi e non per tutti i capaci e meritevoli". Al termine della cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico come da tradizione hanno fatto simpatica irruzione nell'aula magna i goliardi che, con uno studente di origini africane al seguito travestito da Papa nero hanno donato al rettore Zaccaria la tradizionale gallina padovana, bianca, ribattezzata "papale" per l'occasione. "C'è una priorità , del tutto fondamentale, affinchè Padova mantenga la tradizione di eccellenza dei propri studi: quella della costruzione del nuovo ospedale-policlinico - ha detto il magnifico rettore nel discorso di inaugurazione del 791esimo anno accademico - E' una struttura - ha aggiunto il rettore Zaccaria - di cui l'Ateneo, la scuola di medicina, la città e la regione hanno sempre più vitale bisogno per continuare a essere competitivi in quell'integrazione delle funzioni formative, scientifiche ed assistenziali che è il 'proprium' della medicina universitaria. Attendiamo dal presidente Zaia una parola definitiva, che ci garantisca la realizzabilità di questo progetto così fondamentale per Padova". A rispondere in aula magna di palazzo del Bo non era presente, come annunciato il presidente della giunta regionale del Veneto Luca Zaia, ma il suo vice Marino Zorzato. "Il 4 marzo ci sarà la riunione del comitato tecnico sul nuovo ospedale - ha chiarito Zorzato - e in quella sede Regione, Comune, Provincia, azienda ospedaliera e università hanno la possibilità di dare il via definitivo all'iter che dovrebbe portare alla fase progettuale delle strutture del nuovo ospedale policlinico. Siamo fiduciosi che dal Governo arrivino gli impegni di spesa utili a passare rapidamente alla fase propriamente progettuale e successivamente al cantiere di questa grande opera fondamentale non solo per Padova ma per tutto il Veneto in maniera da arrivare ad una casa della medicina che mantenga di assoluta eccellenza europea a nostra sanità regionale".
I compagni non puoi sceglierteli a militare, a scuola e all'ospedale. E anche a un convegno. Ed allora è stata proprio sfortunata la ministra Paola Severino che il 15 febbraio si è trovata fianco a fianco con Perluigi Baita, uno che alla luce dell'indagine dell Guardia di finanza salita agli onori della cronaca con gli arresti di questi giorni, proprio non farà piacere ricordare come compagno di convegno al Papa Luciani. Si discuteva di lavoro in carcere. Adesso in carcere c'è finito lui, il suo direttore amministrativo e due sodali dalle frequentazioni regionali di primissimo livello. Mi dispiace per il ministro della Giustizia e anche per Nicola Boscoletto, che a quel convegno ha fatto gli onori di casa e che al lavoro in carcere sta dedicando la sua vita. Ma è mai possibile che con una puntualità imbarazzante nel giardino delle speranze di CL-Compagnia delle opere spunti la gramigna del malaffare, che rischia di dare spazio a quelli che additano un sistema che fa cose di una portata sociale enorme come fosse in realtà un sepolcro imbiancato di sociale e carità? Lo dico con tutto il disinteresse di chi non ha mai fatto parte di CL, non ha mai avuto incarichi o affari con la realtà della Compagnia delle opere: o si inizia a fare un po' di selezione circa gli "amici" di cui ci si circonda o sarà sempre più difficile spiegare a quelli come me che non hanno preconcetti di sorta che chi spara ad alzo zero contro il mondo degli eredi di don Giussani, sono in malafede. Perchè a pensare male si fa peccato, diceva Andreotti, per tanti anni feticcio del popolo di CL, ma dopo lo tsunami Formigoni e l'alluvione Mantovani, si rischia di dare retta a quelli che pensano che ci si azzecchi.
Alberto Gottardo
"E' un uomo che ha servito la chiesa fino in fondo e che ci ha insegnato che non si occupano i posti ma si serve la Chiesa. Gli vogliamo tutti molto bene". A dirlo il patriarca di Venezia monsignor Francesco Moraglia rispondendo alla domanda dei cronisti circa gli ultimi giorni del papato di Benedetto XVI, a margine della inaugurazione dell'anno accademico della Facoltà teologica del Triveneto, tenutasi oggi al seminario maggiore di Padova.
Sui temi di attualità politica ha risposto alle domande dei cronisti il vescovo di Padova monsignor Antonio Mattiazzo. "C'è in Veneto una preoccupazione che è basata su una grande incertezza e difficoltà di assicurare un Governo stabile - ha spiegato Mattiazzo - ma ci sono molte altre riflessioni da fare: l'elettorato su una democrazia basata sul consenso cosa vota? Se da un lato ci vogliono dei governanti saggi e preoccupati del bene comune, dall'altra mi pongo il problema degli elettori". Sull'aumento dell'astensionismo il vescovo di Padova spiega che "mi sembra che in Veneto l'elettorato abbia tenuto, mentre c'è stato un calo nel resto d'Italia. La Chiesa ha sempre detto che c'è un dovere di partecipazione. In Veneto c'è un'attesa e c'è uno scontento di fondo che si percepisce tra la gente, e i cittadini non vedono un approdo. Così si arriva a risultati elettorali come quello di oggi. Io percepisco tre cose: lo smarrimento, unoscontento e una attesa. Bisognerà vedere come si riuscirà a dare una risposta allo scontento ed all'attesa. Questo lo registro dagli incontri che ho tutti i giorni con le persone e con le comunità. Certamente è una fase molto delicata e difficile: io prego la Provvidenza che emergere degli uomini capaci di rispondere a questa attesa profonda. Come Chiesa siamo molto impegnati ad ascoltare la gente ed a cercare di illuminarla perchè c'è tanto smarrimento. Questo dovrebbe essere anche il ruolo della famiglia, dei mass media, della scuola e della societò. L'interrogativo è cosa proponiamo oggi".
"Mi augurerei che si formasse una maggioranza in parlamento in grado di dialogare con le altre componenti, che faccia fulcro sul Pd certo, ma che dia delle risposte alla maggioranza allargata dei cittadini che non ha votato Partito democratico". A dirlo il sindaco di Padova Flavio Zanonato, responsabile dell'Anci per le politiche dell'immigrazione e della sicurezza. "Il Veneto rimane ancora di centrodestra - analizza Zanonato - ma non sono sicuro che reggerà ancora a lungo l'alleanza centro destra e Lega Nord. Il polo Lega - Pdl perde molti deputati e questo avrà un peso. Resto convinto che per prendere il consenso bisogna essere seri e continuativi. I risultati di Lega più Popolo della libertà è chiaro: perde 20 punti percentuali in Veneto. Un consenso che più che andare al Partito democratico va a Grillo e Monti. E' un Veneto deluso ma non disposto a cambiare orientamento. E' un voto che riserva un sacco di sorprese: tutti si aspettavano un Grillo molto alto ma non intorno a un elettore su quattro. Ci si aspettava un collasso di Berlusconi, ne esce ridimensionato, ma non quanto la Lega Nord. I partiti che hanno fatto cadere il governo di centrosinistra, coalizzati attorno a Ingroia non entrano in parlamento. Il voto si concentra su cinque partiti. Monti sembrava che potesse avere un consenso superiore e invece non supera il 10 per cento".
"Il problema è riuscire a governare e produrre una legge che non sia assurda. Con il premio di maggioranza su base regionale abbiamo due maggioranze, e questo con il bicameralismo perfetto non va d'accordo. Occorre porsi seriamente il problema di costruire un governo per il Paese: o si costruisce una alleanza vasta, che pare molto complicata, oppure si riusce a cambiare la legge elettorale. In questa seconda ipotesi bisognerà domandarsi se il Paese è in grado di sopportare elezioni ravvicinate".
"In provincia di Padova il Pd mantiene un buon risultato nonostante non riesca, di pochissimo, ad essere il primo partito. A Padova il Pd è il primo partito per 7 punti alla Camera e per 10 punti al Senato sul Movimento 5 stelle: l'ondata dei grillini si è sentita ma non infrange il centro sinistra". A dirlo il segretario provinciale del Pd Federico Ossari, analizzando i dati elettorali nella sede del partito in via Beato Pellegrino a Padova. "A favorire Grillo - analizza Ossari - c'è il tracollo della Lega Nord, che cinque anni fa in media era al 24 per cento in provincia di Padova e ora è all'8 per cento; il Pdl dal 28 passa al 20%. La somma dei voti persi da queste due coalizioni si sovrappone a creare il risultato del Movimento 5 stelle. Il Partito democratico ha tenuto, in città il Pd rispetto alle regionali rimane costante, assorbendo il colpo". Il problema vero è che in tante realtà il messaggio che in questi mesi il partito democratico attraverso Pier Luigi Bersani, è stato colto solo in parte: c'è un voto di protesta o che subisce il fascino delle bugie e delle illusioni. La sobrietà non ha pagato. A Este il Pd è il primo partito, contro il 23 di Grillo e il 21 del Pdl. A Monselice il Pd è al 27 per cento distanziando di 3 punti il Movimento 5 stelle, che supera il Pdl. A Cittadella dati parziali danno un testa a testa con il M5S, mentre la Lega Nord cala (è al 18 per cento contro il 31% del 2008, e il 45% delle regionali)".
Crolla la Lega, ma senza schianto (in Veneto al senato vale intorno al 12%), convince il Pd ma senza vincere al Senato in Veneto. Grillo cresce ma non sfonda. E' la prima indicazione dalle proiezioni a macchia di leopardo che arrivano da Padova e dal Veneto. Qualche indicazione, da prendere con le pinze perchè del tutto provvisoria: batosta per il movimento di Monti (accreditato a livello veneto al di sotto del 10% tra il 9, nel migliore dei casi e il 7 nel peggiore. Il che vorrebbe dire che forse per la prima volta dopo tanti anni Antonio De Poli resta a casa e la dottoressa Capua resterà ad analizzare i virus allo zooprofilattico). Per il resto è testa a testa tra centrosinistra e Movimento 5 stelle al 25 per cento e spiccioli, con il centrodestra al 30%.
Le elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica si tengono:
domenica 24 febbraio 2013, dalle 8:00 alle 22:00,
lunedì 25 febbraio 2013, dalle 7:00 alle 15:00.
Gli elettori che si trovano nel seggio alla scadenza degli orari stabiliti vengono ammessi a votare nell'ordine in cui sono presenti.
Chi può votare
Possono votare, per la Camera dei Deputati, tutti i cittadini italiani maggiorenni; solo chi ha compiuto 25 anni, invece, può votare anche per il Senato della Repubblica.
Dove si vota
Gli elettori devono votare presso il proprio Comune di residenza nelle cui liste elettorali sono iscritti e alla sezione elettorale che è indicata sulla facciata della tessera elettorale.
In caso di variazione di sede dei seggi elettorali, i cittadini interessati riceveranno un tagliando adesivo da applicare sulla tessera elettorale con l'indicazione della nuova sede di voto.
Per tutte le altre info clicca qui
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