Sergio Giordani racconta la sua anima green: "Gli alberi sono bellissimi e rilassanti". E inforca la bicicletta

Sergio Giordani, candidato sindaco gradito ad una parte del Pd, ha convocato oggi alla stazione del bike sharing di piazza Antenore, una conferenza stampa per illustrare il piano che ha in mente per contrastare l'inquinamento e per aumentare la dotazione di verde a Padova. Qui di seguito il comunicato con i passaggi principali di quanto detto dall'ex presidente dell'Interporto:
Il Sindaco è responsabile della salute dei cittadini e io intendo prendermi tutta questa responsabilità senza esitazioni. La qualità dell'aria, la vivibilità e sostenibilità ambientale della città, saranno la Stella Polare del mio mandato da Sindaco. Lo farò con buon senso e senza estremismi, contando sul supporto di esperti del settore e condividendo le scelte con le associazioni di cittadini e con chi mi accompagna e sostiene in questa avventura.

Dobbiamo agire assieme non solo perché la situazione è grave, come vediamo in questi giorni, ma anche perché tutti abbiamo il dovere di lasciare alle future generazioni un ambiente migliore e più vivibile.
Certo, saranno necessari magari dei piccoli sacrifici da parte di tutti, ma assieme potremo fare di Padova un esempio di città "green" con benefici non solo per la nostra salute ma anche per la competitività dell'economia. La "mobilità dolce" e le tecnologie legate alla sostenibilità ambientale sono infatti un importante fattore di competitività per l'economia con la crescita di aziende che offrono beni e servizi specifici.
Penseremo ad un piano complessivo che si comporrà di tanti tasselli concreti, ma vi posso dire già quali sono le prime tre azioni che intendo avviare. La prima, favorire la mobilità con le biciclette, sia quelle private, sia quelle del bike sharing, un servizio che va potenziato e gestito in maniera migliore di quanto fatto in questi ultimi due anni. Oggi abbiamo 28 stazioni del bike sharing, il nostro obiettivo è arrivare a 100, installate anche nei quartieri periferici e nei comuni limitrofi. Si tratta di un investimento di poco più di un milione di euro, meno di un terzo di quanto già speso dalla scorsa amministrazione per lo stadio Plebiscito sul quale ho già avuto modo di esprimere la mia contrarietà. In questo caso però i denari pubblici saranno spesi per offrire un beneficio ai cittadini di ogni quartiere senza distinzioni. Più piste ciclabili, che connettano i quartieri e le periferie al centro città e più rastrelliere per parcheggiare le biciclette.
Ovviamente non basta. E allora il secondo pilastro di questa strategia è avere una città con più alberi. Tagliare quelli esistenti è un delitto: mi piange il cuore quando vedo quello che è stato fatto in Via XX Settembre. Oggi abbiamo circa 30 mila alberi nei parchi e 11 mila lungo le strade. Diventeranno rispettivamente 50 mila e 20 mila. Interverremo nelle aree a perequazione, creando un grande bosco urbano al quale si affiancherà un anello verde alberato lungo la tangenziale.
La terza azione è lavorare per una città "carbon free", cioè una città in cui il fabbisogno elettrico della macchina comunale, per illuminazione, scuole e uffici sia interamente assicurato da fonti rinnovabili. Una città solare, riprendendo quello sviluppo che degli impianti fotovoltaici che è stato colpevolmente interrotto negli ultimi tre anni. Oggi copriamo con il fotovoltaico circa il 30% del fabbisogno, vogliamo arrivare in cinque anni al 100%. Così taglieremo le emissioni di CO2 di almeno 18.000 tonnellate: equivale ad avere un bosco grande come un decimo del territorio comunale. Installeremo gli impianti nei parcheggi scambiatori nord e sud, nel parcheggio a Brusegana, faremo accordi con la Zip, con i privati e con tutti i soggetti pubblici che hanno edifici in città. Parallelamente punteremo alla totale conversione a led dell'illuminazione pubblica, per diminuire i consumi.
Non è fantascienza, sono cose assolutamente fattibili in tempi brevi, basta averne la volontà. Sono sempre stato molto attento a quanto concretamente si può realizzare per migliorare l'ambiente e uno dei risultati di cui sono più soddisfatto è aver contribuito alla realizzazione, ancora nel 2011, all'Interporto di Padova, del più grande impianto fotovoltaico su tetto in Italia.
Lavoriamo insieme per raggiungere rapidamente questi obiettivi.

 

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