Sergio Giordani va a prendersi gli applausi di Matteo Renzi alla convention del Pd: il candidato civico siede a fianco di Boschi e Martina

Il neoeletto Sindaco di Padova, Sergio Giordani ha partecipato oggi a Milano al Forum Nazionale del Partito Democratico al Teatro Linear Ciak intitolato "Italia 2020", accolto dal Segretario Nazionale, Matteo Renzi e dal vicesegretario, Maurizio Martina.L'esperienza padovana che ha portato all'elezione di Sergio Giordani ha raccolto molto interesse e simpatia tra i partecipanti che hanno accolto Sergio Giordani con un caloroso applauso quando ha preso la parola, ultimo contributo della giornata, prima dell'intervento di Matteo Renzi che ha concluso i due giorni di lavori. Il vicesegretario Maurizio Martina ha ringraziato tutti gli artefici del successo padovano chiamando sul palco anche il segretario regionale Alessandro Bisato, il segretario provinciale Massimo Bettin e quello cittadino Antonio Bressa. Matteo Renzi nel suo appassionato intervento conclusivo ha più volte citato l'esperienza padovana, e oltre a congratularsi con Sergio Giordani, ha sottolineato come il lavoro dal basso, di tutti gli attivisti del partito e delle forze migliori della città siano state la chiave del successo. Una esperienza civica, quella di Padova, forte del sostegno dei partiti e tra questi in prima fila il PD che ha permesso di avviare una stagione nuova e il cambiamento della città. Questo l'intervento di Sergio Giordani:
«Buongiorno a tutti, Grazie dell'invito. È bello essere qui perché troppe volte, soprattutto attraverso la televisione e i social network, si ha un'idea della politica claustrofobica e negativa. Invece questo è un luogo aperto, estremamente partecipato anche se siamo a luglio, e sorridente. Padova, la mia città, domenica scorsa ha scelto di cambiare affidandomi l'onore, e il grande onere, di riportarla sulla strada della buona amministrazione e del buonsenso dopo che le ricette leghiste degli ultimi anni l'hanno mortificata a chiusa. Per rendere tutto questo possibile abbiamo dovuto faticare non poco andando, anche, oltre i classici schemi delle alleanze politiche per dar vita ad un modello nuovo che avesse una matrice civica molto forte, ma che poggiasse, sulla solidità delle forze politiche più strutturate. In primo luogo su quella del Partito Democratico. Una fatica che, come qualcuno di voi saprà, per me è stata ulteriormente appesantita dall'ictus che mi ha colpito lo scorso 4 maggio e che ancora oggi non mi permette di esprimermi come vorrei: questione di pochi mesi e poi sarò del tutto recuperato. Padova costituisce un laboratorio nazionale poiché qui siamo stati capaci di valorizzare il ruolo di sensibilità apparentemente diverse tra loro, mettendole al servizio di un programma amministrativo e di uno stile politico che vada oltre i partiti, ma che al tempo stesso, senza esserne direttamente dipendente, ne esalta le migliori caratteristiche e lo spirito di servizio. Facendo così siamo riusciti a creare un mix virtuoso con il mondo dei movimenti, dell'ambientalismo e delle associazioni. Qualcosa di nuovo che può essere patrimonio di tutti anche fuori Padova. Il Partito Democratico è stato generoso e lungimirante: hanno compreso appieno la necessità di costruire un'offerta politica nuova adeguata alla voglia di cambiamento, nello stile oltre che nei contenuti, che la Città richiedeva. A Padova la mia esperienza elettorale ha avuto avvio costruendo una squadra di moderati che ha trovato nuova linfa e slancio, nelle settimane precedenti il ballottaggio, in una naturale apertura verso "Coalizione Civica" che rappresenta un esperimento di democrazia partecipata assolutamente interessante. Un percorso nel quale, da un parte i partiti hanno saputo compiere un passo indietro per un obiettivo comune e dall'altro i movimenti hanno maturato un atteggiamento di concretezza e responsabilità per erigerci, insieme, come argine alle derive populiste superando però il concetto di "grande coalizione contro qualcuno", ma assumendo quello di laboratorio politico per la Città e il territorio. L' equilibrio di energie che siamo riusciti a mettere insieme, senza annacquare le specificità e senza alcun tipo di calcolo di convenienza elettorale, è stato più forte della propaganda di Salvini e Bitonci e, anche, dell'ictus che mi ha colpito lo scorso 4 maggio. Ed è stato proprio in quei giorni, così difficili dal punto di vista personale, che ho avvertito tutta la forza della nostra squadra, il sostegno – espresso ad ogni livello del Partito Democratico che colgo l'occasione per ringraziare ancora una volta per aver creduto in me nella possibilità di un ritorno anche nei giorni in cui tutto sembrava perduto– Ho sentito l'affetto di una città che non è quella che la propaganda leghista voleva costruire.Oggi, insieme, siamo più forti e pronti a costruire una città moderna, accogliente, fraterna. Qualcuno in maniera affrettata può pensare che i partiti abbiano ceduto la primazia ai movimenti civici, ma non è così. Il PD di tutta quest'operazione, che ripeto essere politica e non elettorale, è stato il primo sostenitore accettando, anche, una contrazione del proprio consenso diretto per giungere alla vittoria del progetto complessivo. Io credo che il vero spirito civico sia proprio questo e che sia quello che serva alla mia Città e al mio Paese: un modello nel quale le forze migliori e più responsabili accettino anche di fare un piccolo passo indietro in termini di riconoscibilità individuale per garantire la vittoria di un progetto collettivo. Grazie davvero a tutti voi, grazie di cuore, non fermiamo mai la nostra passione che è per cambiare le cose insieme. Grazie ».