Mentre il portavoce del Pedro tiene comizi a palazzo Moroni il vice sindaco si trincera dietro un farisaico "non li conosco"

Il centro sociale Pedro è un soggetto politico con dei propri terminali politici nella maggioranza. Lo dimostra la conferenza stampa di oggi. La forma in politica è anche sostanza. E la sostanza è che il portavoce del centro sociale Pedro ed uno degli arrestati per gli scontri di lunedì sera stamattina parlavano ed incontravano i giornalisti in sala Gruppi. Su copertura politica di Roberto Marinello, consigliere comunale eletto nella lista "Coalizione civica" che sosteneva alle scorse elezioni Arturo Lorenzoni sindaco. Il vice sindaco in una tragicomica (e anche politicamente un po' vigliacca) intervista al Mattino di oggi:

"Non credo ci sia nessun provvedimento da prendere [...] Lei ha rapporti con il Pedro? «Non li ho mai incontrati. So che hanno partecipato alle prime assemblee di Coalizione civica, ma personalmente non li conosco».

Insomma eletto con i voti del Pedro, ma a sua insaputa.
Si dia una svegliata, professore di quella stessa università in cui docenti come Enrico Opocher e Angelo Ventura ebbero atteggiamenti ben più onorevoli di un farisaico "non li conosco".

E' una responsabilità politica diretta e incontrovertibile quella di aver portato a palazzo Moroni i terminali politici di coloro che ancora invitano a Padova Toni Negri, Franco Piperno e Oreste Scalzone. Quelli che inneggiano a Carlo Giuliani e che ne condividono gli stessi metodi di lotta. O è con costoro, o nettamente spiega a costoro che la violenza non può essere mai uno strumento della politica. La terza via è essere dei farisei, portare in maggioranza i rigurgiti del peggiore dopoguerra del '900 ed alzare le mani dicendo "io non li conosco, non ne sapevo niente, non è colpa mia". Bugie insomma, altro che civici ed innovatori.

A questo link il monologo a favore di telecamere del portavoce del centro sociale Pedro in sala Gruppi di palazzo Moroni

sullo stesso argomento leggi anche
Massimo Bitonci annuncia un esposto in procura contro il sindaco Giordani. E la consigliera nostalgica mussoliniana invoca le libertà negate dal fascismo

Daniela Ruffini (C. civica) tira dritto dopo gli scontri: "Guerriglia? Fantasie. Noi difendiamo la costituzione"