Il sindaco di Padova contro quello di Firenze: Zanonato, “Renzi? Qualcosa non torna”

 

Dal sindaco di Padova Flavio Zanonato riceviamo e pubblichiamo questa analisi sulle posizioni del primo cittadino di Firenze negli ultimi giorni circa la vicenda dell’elezione del presidente della Repubblica:
“Qualcosa non funziona nei ragionamenti e nel comportamento di Renzi, non mi convince con le ultime sparate, penso che non voglia soluzioni alla crisi politica del Paese perché, in questo caso, sarebbe tagliato fuori dai giochi politici nazionali.
Partiamo da qui, dice Renzi: “Il Pd prima smette di parlare di Renzi e pensa agli italiani, meglio è. Dico a Bersani: smetti di preoccuparti di me e anche di te e pensa agli italiani.” (11 aprile) In realtà Renzi da settimane parla in tutti i talk show televisivi e detta, con grande risalto mediatico, la sua linea; ovvero nessuna soluzione deve passare…
Sul governo in una prima fase dichiara che non bisogna cercare un’intesa con M5S, non sono affidabili (“Grillo? Mi pare più un coniglio…” dice Renzi). Dice che occorre fare un governo subito: Renzi:”Credo che Bersani e Berlusconi l’accordo lo faranno. E a me va bene. Se vogliono fare il governo, però, abbiano il coraggio di farlo subito, altrimenti si vada a votare.” QUINDI NO A GRILLO, SI A BERLUSCONI, DICEVA RENZI.

Anche sulla questione del grande elettore la posizione è poco seria. Tutti i consigli regionali eleggono consiglieri regionali come grandi elettori, di solito sono il presidente della Regione, il presidente del Consiglio R. e un consigliere di opposizione, mai un sindaco è stato un grande elettore. Anche per la Toscana le cose vanno così. Renzi accusa il PD di non averlo eletto e crea il caso.
Sulle elezioni: fingendo di non sapere che non si può andare a votare perché Napolitano non può sciogliere le Camere, inizia a parlare di voto subito senza neppure porsi il problema della legge elettorale. Fingendo di non sapere che rivotare col “porcellum” è come giocare a roulette russa con la democrazia.
Sul Presidente della Repubblica Renzi, quello di cui dovremo smettere di parlare, inizia a mettere paletti, evitando con cura di fare proposte: Marini no, Finocchiaro no.

Gli argomenti non si curano della logica e della conoscenza delle regole: Marini sarebbe una scelta del secolo scorso dice, ma nessuno può essere del XXI secolo visto che serve almeno un cinquantenne.
Ora, visto che Bersani ha proposto Marini, con l’intenzione di avere un Presidente che rappresenti l’unità della Nazione e che quindi abbia il consenso più ampio possibile, Renzi ha sposato il candidato del M5S Rodotá, ottima persona sulla quale però non c’è né l’accordo con il CDx né di tutto il PD. Strano che ora con Grillo Renzi un accordo lo voglia trovare, poco fa era la cosa peggiore da fare.
Curioso notare che Rodotá è del 30 maggio 1933, Marini del 9 aprile 1933. Sono i 51 giorni di differenza che fa decidere Renzi o la smania di restare in gioco”?