Gianni Berno (Pd) interviene sulla riforma del regolamento del Consiglio comunale padovano

 

Leggo con interesse che il Presidente del Consiglio Comunale Marcato è aperto alla possibilità di trovare una soluzione condivisa sul regolamento che fissa le norme di funzionamento del Consiglio Comunale. Certamente la base di partenza proposta così com’è risulta inaccettabile perché oltre a limitare i tempi di ogni consigliere per qualsiasi tipologia di intervento va soprattutto a minare il significato stesso e il senso più profondo dell’organismo istituzionale che rimane l’istituzione sovrana che viene prima dell’amministrazione.
La cosa più clamorosa tra le varie proposte è di fatto l’impossibilità di verificare il numero legale durante il consiglio comunale, l’annullamento dunque della responsabilità per i consiglieri di essere presenti in aula; col meccanismo di poterlo richiedere solo al momento del voto e in caso di insufficienza dei numeri di poter sospendere a cura del Presidente i lavori per 20 minuti al fine di dare la possibilità al consiglio di avere nuovamente i numeri, si comprende molto bene come i lavori consigliari diventino concettualmente un lavoro inutile a cui si può anche non partecipare passando la serata al bar finché qualche consigliere più rigoroso (o più stupido?) parla ai muri del consiglio e ai volenterosi cittadini collegati in internet.
La domanda che sorge a monte del regolamento è: ma ci crediamo ancora al valore del consiglio comunale come luogo di confronto democratico per la soluzione dei problemi della città? E’ ancora il luogo della discussione dove i consiglieri eletti dai padovani portano istanze e risposte ai bisogni della città oppure viene vissuto come un orpello fastidioso da contenere, limitare esautorare dalla propria missione?
La domanda riguarda tutti noi consiglieri comunali, la nostra dignità, etica, dovere di rappresentare chi ci ha eletto, non è affare del sindaco e dell’amministrazione!
Questo è quello di cui stiamo parlando quando sono in gioco il regolamento e lo statuto; regole che riguardano tutti e non solo gioco di maggioranza-opposizione.
Quindi che i capigruppo si parlino sulle regole in modo ufficioso e soprattutto nelle sedi istituzionali previste non solo è un bene ma è un dovere fondamentale. E ritengo che il Presidente del Consiglio che rappresenta tutto il Consiglio debba dimostrare la dignità di esercitare il ruolo di tutelare il Consiglio e non di prendere ordini dal Sindaco; perché come ben sappiamo i sindaci passano ma il consiglio resta ed oggi noi stiamo riscrivendo regole che riguarderanno noi oggi ma anche coloro che nei prossimi mandati siederanno a rappresentare i padovani: abbiamo il compito alto di far trovare loro non un organismo azzerato e persino imbarazzante (l’immagine dei consiglieri al bar a mio avviso rende molto bene), bensì quel luogo di confronto democratico che nella sua storia ha saputo resistere nonostante i tentativi di molti tiranni di eliminare la libertà di espressione e la dialettica nella città dell’Università e del Santo.
Alle regole del Consiglio dunque ci teniamo prima ancora da padovani, certamente come consiglieri eletti.

Gianni Berno Consigliere comunale Gruppo PD