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Libri: il Premio Galileo a "I vaccini dell'era globale"

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Rino Rappuoli e Lisa Vozza con il libro "I vaccini dell'era globale" (Zanichelli 2009) hanno vinto la quarta edizione del Premio Galileo per la divulgazione scientifica 2010.
La cerimonia finale, si è tenuta nella sala pensile del Palazzo della Ragione di Padova.
"Un premio che favorisce il dialogo e il confronto civile tra diverse posizioni con metodo razionale - ha sottolineato il sindaco di Padova Flavio Zanonato - il Premio è nato a Padova ed ha un significato speciale. E’ qui infatti che è nata la scienza sperimentale”. Clicca qui per vedere le immagini della cerimonia in palazzo della Ragione
Un volume agile e veloce quello scritto da Rino Rappuoli e Lisa Vozza che si è conteso all’ultimo voto la quarta edizione del Premio Galileo, 33 voti contro i 32 voti andati al volume di Leonard Susskind "La Guerra dei buchi neri", (Adelphi editore). “Penso che sia piaciuto tanto ai giovani – dice Luisa Vozza – perché è un volume che racconta una storia, quella dei vaccini, vicina all’esperienza di tutti noi e insieme fornisce informazioni scientifiche di grande utilità” Una storia e tante curiosità, parla infatti di come la peste nel 1348 abbia bloccato lo sviluppo di Siena e di come già nel 500 a.c. in Cina si praticava una sorta di protovacinazione”.
Gli altri finalisti erano “I Geni altruisti. Come il DNA può essere usato per migliorare la nostra vita” di Gabriele Milanesi (Mondadori, 2009);  “Il fascino della matematica. Un viaggio attraverso i teoremi”, di Antonio Ambrosetti (Bollati Boringhieri 2009) “La Guerra dei Buchi Neri” di Leonard Susskind (Adelphi 2009). “La lettera di Pascal. Storia dell’equazione che ha fondato la teoria della probabilità”, di Keith Devlin (Rizzoli 2008).

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 05 Maggio 2010 20:41 )
 

"La mia casa è la tua", film sull'affido familiare domani sera all'MPX

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“La mia casa è la tua”. Sono sei storie di accoglienza, parlano di affidi famigliari. Raccontano com’è fatta l’accoglienza in una delle sue espressioni più grandi: una coppia che tratta un figlio non suo come se fosse suo. Lo educa, lo ama, lo fa studiare e divertire sapendo da subito che il rapporto che nascerà dal primo momento ha impressa una data di scadenza.
Sì perché dei 32mila bambini italiani allontanati dalle famiglie, 16.800 sono in affido familiare, 14mila vivono nelle strutture residenziali e soltanto una piccola parte è destinata all’adozione (in genere chi non ha più i genitori). “La mia casa è la tua” è un film-documentario che riporta sei testimonianze in presa diretta, senza voci narranti, senza commenti. Sono le coppie a raccontare cosa è cambiato nella loro vita e in quella dei loro figli quando è iniziata l’avventura dell’affido.

La pellicola verrà presentata domani alle 20.45 nella multisala PioX via Bonporti 22 zona Duomo, ingresso gratuito fino a esaurimento posti
Organizzano la serata il gruppo studentesco “Gran Torino”, in collaborazione con le Famiglie per l’accoglienza, il Forum Veneto delle Associazioni Familiari, con il patrocinio della Regione Veneto, della Provincia di Padova e del Comune di Padova. Il documentario è stato girato dal regista e sceneggiatore bolognese Emmanuel Exitu, che il 6 maggio sarà presente nella Multisala padovana. Sono state coinvolte tutte le più significtive esperienze di accoglienza e affido.

Le coppie protagoniste fanno parte delle Famiglie per l’Accoglienza, associazione nata a Milano 28 anni fa, una rete che abbraccia 3.500 famiglie che hanno in comune il fatto di avere o avere avuto in affido un bambino. È presente in Italia e all’estero, Svizzera, Spagna, Gran Bretagna, Irlanda, Germania, Lituania, Romania, Brasile, Argentina e Cile. Ogni anno le famiglie dell’associazione accolgono in affido 70 minori.

Il film nasce per raccontare che “accogliere è bello e possibile”, anche se non sempre è facile. Le testimonianze sono un invito a condividere questa esperienza “come possibile per tutti”. Ci sono Antonio e Simona che, da sposati, decidono di prendere con loro la bambina che era stata affidata alla famiglia d’origine di Simona. Oggi la «bambina» ha 20 anni, vive ancora con Antonio e Simona insieme al loro figlio naturale di 13 anni. Ci sono Gioele e Rita che hanno accolto due fratelli, Simona di 8 anni e Fabrizio di 6. L’affido è durato 9 anni. Al loro arrivo in famiglia i due figli naturali della coppia avevano 27 e 24 anni. Oggi Fabrizio ha 22 anni, è tornato a vivere con Gioele e Rita dopo un periodo passato con il padre naturale. Simona vive invece con la madre naturale. Sullo schermo scorrono i momenti di vita quotidiana, si raccontano i piccoli screzi, le gelosie, i momenti di condivisione, i successi, le soddisfazioni.

Emmanuel Exitu è nato a Bologna, ma vive e lavora a Roma. Il nome d'arte viene dall'In exitu di Giovanni Testori del quale si dice figlio illegittimo. A Roma ci è finito per caso facendo quel che capita: dialoghista, adattatore, story editor, sceneggiatore per vari progetti tv, drammaturgo per il Teatro di Documenti fondato da Luciano Damiani, Luca Ronconi e Giuseppe Sinopoli. Dal suo primo romanzo, LA STELLA DEI RE (ed. Marietti), ha tratto la sceneggiatura per il film omonimo prodotto da Edwige Fenech e in onda su Rai Uno nel gennaio 2007 con  5 milioni di spettatori. Il suo primo documentario "GREATER - SCHIACCIARE L'AIDS" sul Meeting Point International fondato dall'infermiera Rose Busingye negli slum di Kampala in Uganda ha vinto l'Audience Award al New York Aids Film Festival del 2007 e  il premio Babelgum, ricevuto a Cannes nel 2008 dalle mani di Spike Lee.

 

Padova capitale della bici: domenica maxi staffetta da 1000 chilometri

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Oltre duecento ciclisti si alterneranno in una maxi staffetta su un circuito urbano di 13 chilometri con l'obiettivo di superare i mille chilometri percorsi in otto ore. La sfida da Guinness si terrà domenica 9 maggio nell'ambito della manifestazione "Padova capitale della bici - Yes we bike" presentata oggi dall'amministrazione comunale assieme alla camera di commercio ed al club "Amici della bicicletta".
"E' il terzo anno che dedichiamo a Padova una giornata incentrata sulla cultura delle due ruote - spiega il vice sindaco Ivo Rossi - Padova negli ultimi anni ha a disposizione un numero crescente di piste ciclabili: 140 chilometri che pongono la nostra città ai primi posti in Italia. Alla staffetta "Yes we bike" parteciperanno squadre di tutti i tipi: vigili del fuoco, giornalisti, avvocati, poliziotti e politici, che copriranno l'ultimo tratto della staffetta di otto ore ininterrotte di pedalate. Fulcro dell'iniziativa il Prato della Valle dove si terranno esercitazioni per i più piccoli in bici, concerti ed esposizioni di bici d'epoca

Clicca qui per vedere il video della conferenza stampa di lancio dell'iniziativa

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 03 Maggio 2010 16:43 )
 

L'Europa in prato: fino a domani sera enogastronomia e curiosità dal mondo

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Un successo la sesta edizione de “l’Europa in Prato”, la mostra mercato con vendita di artigianato tipico e specialità enogastronomiche provenienti da molti paesi europei ed extraeuropei oltre che da molte regioni italiane. Presenti all'inaugurazione Fernando Zilio, in veste di vice presidente C.C.I.A.A., Marta dalla Vecchia, Assessore al Commercio del Comune di Padova, Ilario Sattin, presidente provinciale e regionale di FIVA e il vice direttore generale di Cassa di Risparmio del  Veneto Pierluigi Gambarotto.
La rassegna di oggettistica, curiosità, profumi e sapori da scoprire continua oggi e domani, martedì 4 maggio dalle ore 10 alle 23.
FIVA-Confcommercio, Federazione Italiana Venditori Ambulanti, in collaborazione con Ascom Padova e il contributo di Camera di Commercio, Comune e Provincia di Padova e il sostegno di Cassa di Risparmio del Veneto, riporta in città il Mercato Europeo. Un ricco mercato di oggetti e sapori del mondo che l’anno scorso ha registrato 200.000 visitatori in 3 giorni.
Più di 170 espositori saranno presenti in rappresentanza delle Federazioni Nazionali degli Ambulanti di Italia, Austria, Belgio, Bulgaria, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Regno Unito, Olanda, Polonia, Repubblica Ceca, Slovenia, Spagna, Ungheria e Russia, ma in piazza anche Argentina, Bangladesh, Ecuador, Finlandia, Marocco, Perù, Tailandia.

“Una grande manifestazione, molto sentita – spiega Fernando Zilio, vice presidente C.C.I.A.A. – che mette Padova al centro del sistema ‘mercati europei’, che muovono centinaia e migliaia di persone ad ogni tappa. Un’iniziativa, che assieme ai negozi aperti la domenica 2 maggio, si allarga da Prato della Valle al centro per fare di Padova quella famosa ‘città viva’. Padova deve diventare una città europea per attirare visitatori di tutti i tipi, interessati al mercato e anche alle bellezze di Padova”.

“Uno degli appuntamenti clou della primavera padovana – dice l’assessore al commercio Marta Dalla Vecchia – che si colloca all’interno delle domeniche in centro, ma non solo. Anche lunedì e martedì la città sarà internazionale. Ci aspettiamo nei tre giorni, tempo atmosferico permettendo, una grande partecipazione di gente che diventa occasione per la città e per il commercio ambulante”.

Il presidente di FIVA provinciale e regionale Ilario Sattin aggiunge i dettagli della manifestazione: “Questa è la sesta edizione, 170 sono gli operatori che partecipano tra europei, regionali e locali. Tre novità da segnalare: sarà presente un nuovo banco danese, anche la Lettonia si aggiunge con l’artigianato tessile e, per gli italiani, ci sarà lo stand dell’Osteria Veneta, sul lato Foro Boario, che propone piatti tipici veneti di una volta. Ritorna poi il banco italo/argentino con la carne argentina, che l’anno scorso ha riscosso un notevole successo”.

Pierluigi Gambarotto, vice direttore generale di Cassa di Risparmio del Veneto, conclude: “Con i budget più contenuti a disposizione, abbiamo selezionato le iniziative, ma a questa non possiamo rinunciare, è il sesto anno consecutivo. Saremo presenti anche in piazza con uno stand”.

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 03 Maggio 2010 09:03 )
 

Barcellona - Inter: racconto per immagini di un tifoso molto speciale, Ivo Rossi

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C'era anche il vicesindaco di Padova Ivo Rossi al Camp Nou di Barcellona a vedere la semifinale di Champions League. E lo racconta con le foto ed i video sul suo sito (clicca sul link). "E' stata una serata indimenticabile, una atmosfera unica. Un regalo di Pasqual, davvero un amico". L'amico Pasqual è Pasqual Maragall, una delle persone più importanti della storia recente della Cataluna: già sindaco di Barcellona e motore insieme ad Antonio Samaranch delle olimpiadi a Barcellona 1992, poi governatore della Cataluna.
Una zingarata durata poco più di 24 ore quella del vice sindaco Ivo Rossi che però promette solennemente: "Domani sono allo stadio a tifare Padova, ho portato bene a Mourinho, spero di fare lo stesso anche all'undici di Sabatini". Speriamo

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 03 Maggio 2010 16:22 )
 

Padova ha salutato per l'ultima volta Luigi Gui. Piron: "Era un giovane di 95 anni"

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Si sono tenuti questa mattina nel Duomo di Padova i funerali di Luigi Gui, già senatore della Repubblica e ministro oltre che componente della Costituente.
Alla cerimonia funebre officiata dal vescovo Antonio Mattiazzo hanno preso parte le massime autorità civili e militari e centinaia di padovani, molto legati alla figura di uno dei politici più illustri della storia di Padova, scomparso lunedì mattina all'età di 95 anni.
"Nella sua azione politica ha sempre avuto presente la priorità del bene pubblico aperta ai problemi dei lavoratori e delle classi popolari - ha detto monsignor Mattiazzo durante l'omelia - nei suoi scritti ricorre il tema della politica del buon senso, e sappiamo quanto ce ne sarebbe bisogno anche oggi".
Terminata la cerimonia religiosa, sul sagrato del Duomo si è tenuta la commemorazione pubblica alla presenza dei parlamentari Rosy Bindi, Giustina Destro e Paolo Giaretta. Hanno preso la parola l'assessore comunale Claudio Piron e la presidente della Provincia Barbara Degani. "Artefice con Aldo Moro nel 1962 della riforma della scuola media - ha ricordato l'assessore Piron in rappresentanza del Comune di Padova - lasciò la sua impronta indelebile attuando uno dei fondamentali valori Costituzionali. Dare a tutti l'accesso alla scuola per almeno otto anni in modo obbligatorio e gratuito e contribuire così a rimuovere gli ostacoli per il pieno riconoscimento della cittadinanza. Lui stesso spiegava: "Mi pareva un campo nel quale si poteva svolgere una funzione più diretta nel favorire l'avanzamento sociale oltre che culturale delle classi popolari. Mi sentivo chiamato a un impegno di alto valore anche morale, concependo la scuola come un servizio rinnovato alla persona dei giovani, alla cultura e all'Italia".
E oggi caro Senatore Gui, proprio i ragazzi della scuola media Vivaldi, a indirizzo musicale, hanno accompagnato il tuo ultimo congedo dalla tua Chiesa Cattedrale".
"Parole - ha concluso l'assessore Claudio Piron - che attestano un altissimo senso dello stato, testimonianza limpida di un servizio reso al paese con onestà e coerenza sempre teso alla ricerca del bene comune. Profondo rispetto delle istituzioni, mai venuto meno anche negli anni difficili delle inchieste e delle calunnie. Affrontò tutto con dignità, senso dello stato e grande forza d'animo. La verità gli avrebbe reso giustizia facendolo risaltare in tutta la sua statura di uomo a servizio delle istituzioni".

 
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