Pagamenti elettronici per bar e ristoranti: la guida dell’Appe Padova per evitare trappole

 

Esercenti slegati dai lacci delle banche e dal cappio dei buoni pasto: è possibile attraverso la nuova frontiera dei pagamenti elettronici che è stata spiegata in Fiera a Padova oggi pomeriggio durante il convegno sui sistemi di pagamento a cui hanno partecipato i principali attori del settore buoni pasto e pagamenti elettronici, invitati dall’Associazione Provinciale Pubblici Esercizi (APPE) di Padova alla tavola rotonda sul tema, particolarmente spinoso visti i tempi di ristrettezze economiche.
Per la prima volta in Veneto è stato presentato un nuovo strumento, sperimentato in collaborazione con Cir Food, che permette la gestione del ticket elettronico, la dematerializzazione del ticket cartaceo e l’accettazione di pagamenti attraverso bancomat e carta di credito, oltre all’erogazione di servizi aggiuntivi (ricariche telefoniche e pay-tv, pagamento delle bollette, ecc.). Si tratta insomma di un POS multifunzione che essendo di proprietà dell’esercente è svincolato dagli onerosi contratti bancari. Già due di questi apparecchi sono stati installati a Padova, in questi giorni, e dopo il periodo di test partirà da gennaio la fornitura dei terminali verso tutti i pubblici esercizi che ne faranno richiesta.
Una questione, quella dei buoni pasto, che sembra un affare tecnico che riguarda solo baristi e ristoratori, ma che incide invece nella vita quotidiana di un padovano su quattro. <>.
Le ricadute di un uso distorto del buonopasto sono state illustrate da Matteo Toniolo, componente del Consiglio di presidenza di APPE Padova. <Usato nella maniera attuale il buono pasto è solo un pezzo di carta che ha costi non solo nominali, ma che fa perdere anche molto tempo all’esercente – ha spiegato Toniolo – la soluzione c’è ma gli emettitori non vogliono adottarla, in quanto guadagnano sui ticket smarriti, deteriorati, scaduti. Dematerializzare il cartaceo costa un ulteriore 2 o 3% all’esercente. E’ ora di passare al buono pasto elettronico: tracciabile, facile e sicuro. L’alternativa a cui non vogliamo arrivare è la creazione di una disparità tra la clientela che paga in contanti e quella che usa il ticket aziendale. Il buono pasto non può essere una moneta di serie B: molti esercenti hanno in mente di fare un doppio listino, noi vogliamo fare proposte costruttive, come quelle illustrate nel convegno odierno. Alcuni emettitori virtuosi hanno capito che l’esercente può essere un partner. In questo cambio di rapporti di forza, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE) del Veneto sta avendo un ruolo fondamentale di testa di serie a livello nazionale>>.