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Sale scommesse irregolari all’Arcella dissequestrate dal giudice. Federcontribuenti lancia l’appello al Comune di Padova: “Intervenga, il regolamento c’è, basta applicarlo”

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Appena un mese fa erano state sequestrate dalla Guardia di finanza di Padova. Ma la vigilia di Natale le due sale scommesse irregolari di via Perosi e via Buonarroti all’Arcella hanno ripreso a lavorare a pieno regime. A denunciare la paradossale riapertura di quelli che vengono definiti “centri di elusione fiscale” il presidente nazionale di Federcontribuenti Marco Paccagnella.
“Il caso padovano è solo l’ultima di una serie di beffe che la legge italiana purtroppo fa ai contribuenti onesti – spiega Paccagnella – è possibile infatti solo in Italia che un esercizio pubblico non autorizzato e che non paga le tasse come i concessionari pubblici, venga riaperto per sentenza del giudice. Lo stesso giudice che poi dovrà giudicare nel merito se il sequestro preventivo operato dalla Guardia di finanza poggiasse su basi solide o meno”.
La vicenda inizia a fine novembre quando gli uomini delle fiamme gialle di Padova pongono i sigilli a due sale scommesse online “Bet 1128” che raccolgono ordini di giocata e denaro in molti punti in Italia ma fanno capo ad una società di betting a Malta. Alla faccia delle concessioni rilasciate dall’Aams (gli ex monopoli di Stato) e della questura, che in teoria dovrebbe rilasciare i permessi per l’apertura di nuove sale. Il giudice l’altro giorno, proprio alla antivigilia di Natale ha concesso la riapertura in attesa di un giudizio di merito che non si terrà se non tra qualche settimana.
“E’ sconcertante che questi due centri scommesse abbiano riaperto alla faccia del lavoro certosino d’indagine fatto dagli uomini della Guardia di finanza di Padova a cui va tutto il nostro ringraziamento. Anche noi avevamo segnalato alle autorità competenti con tanto di filmato che comprovava le tecniche di scommessa – spiega Paccagnella – ora chiediamo che sia il Comune ad intervenire. Il sindaco Massimo Bitonci ha fatto una ordinanza contro le videolottery. Mandi gli uomini della polizia municipale a capire come mai esista un centro scommesse in via Perosi, a cento metri da una chiesa e a poche centinaia di metri da tre plessi scolastici. Esiste ed è vigente uno specifico regolamento comunale che vieta l’apertura di tali attività nelle vicinanze di chiese e scuole. Come ha intenzione di muoversi l’amministrazione comunale?”.

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