HomePadovaAttualitàConfartigianato Padova lancia l'allarme: "Autoriparazioni giù del 40%"

Confartigianato Padova lancia l’allarme: “Autoriparazioni giù del 40%”

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Gli effetti della pandemia si stanno abbattendo anche sul settore dell’autoriparazione artigiana. La drastica riduzione dei chilometri percorsi dalle auto sulle strade, nel 2020, causa lockdown e smartworking, ora si fa sentire nelle officine, che devono fare i conti con una riduzione del lavoro che in molti casi arriva anche al 40%.

“Durante il lockdown, gli autoriparatori sono rimasti aperti per dare un servizio agli operatori dei settori essenziali – spiega Roberto Boschetto, Presidente di Confartigianato Imprese Padova -, di conseguenza non hanno avuto ristori, sebbene i cali drastici di fatturato siano arrivati già in quel periodo. Oggi affrontano una situazione ancora più complicata: le macchine sono rimaste nei garage per molti mesi e così il numero degli interventi ora diminuisce. Eppure, bisogna prestare comunque attenzione a mantenere in sicurezza i mezzi, perché conservino inalterate le prestazioni e non rappresentino un pericolo sulle nostre strade”.

Se da un lato gli autoriparatori artigiani affrontano il tema fondamentale della sicurezza, dall’altro fanno appello perché vengano considerate le difficoltà del settore: “Dobbiamo abbattere i costi fissi per tenere aperte le nostre officine – precisa Franco Silvestrin, Presidente degli Autoriparatori di Confartigianato Imprese Padova-. Per questo chiediamo a Governo ed enti locali di dimezzare il peso della tassazione. Mi riferisco all’asporto rifiuti, all’Imu, all’Iva sulle bollette delle diverse utenze, ad esempio, tutti costi che si abbattono sulle nostre imprese, nonostante la riduzione oggettiva degli introiti”.

Il comparto dell’autoriparazione, nella provincia di Padova, comprende 1.115 imprese, nelle quali operano 3.180 addetti: “Davanti a questi numeri, non possiamo continuare a ragionare semplicemente sui ristori riservati ad alcuni codici Ateco – puntualizza Boschetto – dobbiamo intervenire dove è necessario, basandoci sulle perdite di fatturato. Se vogliamo uscire dalla crisi, dobbiamo rafforzare e tutelare il sistema delle piccole imprese”.

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