Padova crea 4.332 posti di lavoro, ma le imprese non trovano i profili richiesti

 

Il lavoro a Padova chiude il primo semestre con 4.332 posizioni dipendenti in più. Dietro il saldo positivo emergono però una domanda in rallentamento, il peso dei contratti a termine e 7.330 opportunità previste a luglio, spesso difficili da coprire soprattutto nei ruoli tecnici e specializzati.

Lavoro a Padova

Il mercato del lavoro a Padova continua a creare occupazione, ma il dato complessivo racconta soltanto una parte della situazione. Nei primi sei mesi del 2026 il saldo tra assunzioni e cessazioni in provincia è stato positivo per 4.332 posizioni dipendenti. Nello stesso periodo, però, la domanda delle imprese ha mostrato un leggero rallentamento e la difficoltà di reperire personale resta uno dei principali ostacoli alla crescita.

Un saldo positivo che non cancella le fragilità

Il quadro emerge dall’analisi congiunturale di Veneto Lavoro. L’aumento netto delle posizioni conferma la tenuta del lavoro a Padova, ma i flussi di assunzione segnalano una dinamica meno vivace rispetto all’anno precedente. A incidere sono anche la stagionalità e l’ampio ricorso a rapporti a termine: elementi che rendono necessario distinguere il numero dei posti creati dalla loro durata e qualità.

Settemila opportunità nel solo mese di luglio

Secondo le elaborazioni diffuse da Confcommercio Padova sui dati Excelsior, a luglio le imprese della provincia prevedevano 7.330 opportunità di lavoro, dopo le 7.020 di maggio e le 7.250 di giugno. Per il trimestre luglio-settembre la previsione sale a 22.210 ingressi. Il 60,6 per cento riguarda i servizi, il 35,4 per cento l’industria e il 4 per cento l’agricoltura.

Il nodo dei profili tecnici e specializzati

La quantità di opportunità non coincide automaticamente con la possibilità di coprirle. A livello regionale, Unioncamere Veneto stima difficile da reperire quasi un profilo su due. Il problema interessa soprattutto competenze tecniche, operai specializzati e figure con esperienza. È una criticità già evidente nelle imprese artigiane padovane alla ricerca di personale e che oggi coinvolge anche commercio, turismo e servizi.

Il lavoro a Padova presenta dunque due facce: il saldo occupazionale resta positivo, mentre molte aziende non riescono a trasformare i programmi di assunzione in ingressi effettivi. Per ridurre la distanza servono orientamento, formazione professionale più aderente alla domanda e percorsi rapidi di riqualificazione. Ma serve anche verificare quanto le condizioni offerte — stabilità, orari, retribuzioni e prospettive — siano adeguate ad attrarre e trattenere i profili richiesti.