Università di Padova, dottorati in crescita: 616 posti e il 96% dei ricercatori trova lavoro entro un anno

 

L’Università di Padova ha ampliato l’offerta di dottorato per l’anno accademico 2026-2027 con 531 posti già assegnati e altri 85 in arrivo. I dati AlmaLaurea evidenziano inoltre un tasso di occupazione del 95,8% a un anno dal conseguimento del titolo, superiore alla media nazionale.

Università di Padova: dottorati in crescita e lavoro entro un anno

L’Università di Padova rafforza la propria offerta di alta formazione e conferma gli ottimi risultati occupazionali dei propri dottori di ricerca. Per l’anno accademico 2026-2027 sono già stati assegnati 531 posti di dottorato, ai quali si aggiungeranno altri 85 posti che saranno messi a bando entro la fine dell’estate, portando il totale a 616 posizioni disponibili.

L’incremento dell’offerta si accompagna a dati particolarmente positivi sull’inserimento professionale. Secondo le più recenti rilevazioni di AlmaLaurea, il 95,8% di chi consegue un PhD all’Università di Padova risulta occupato entro un anno dal conseguimento del titolo, contro una media nazionale del 94,1%. Anche la retribuzione media netta mensile risulta superiore al dato italiano: 2.069 euro, rispetto ai 1.984 euro della media nazionale.

Sempre più collaborazione con le imprese

Tra gli elementi evidenziati dall’Ateneo emerge anche il rafforzamento del rapporto tra ricerca e mondo produttivo. I dottorati sviluppati in collaborazione con le imprese sono passati dal 6,8% del 2023 al 18% dell’ultima rilevazione, confermando una crescente attenzione al trasferimento tecnologico e all’innovazione.

Parallelamente continua a crescere anche la dimensione internazionale della formazione: il 64,3% dei dottorandi svolge un periodo di studio o ricerca all’estero, contribuendo ad accrescere le competenze scientifiche e le reti di collaborazione internazionale.

Un investimento sulla ricerca

L’Università di Padova sottolinea come il dottorato rappresenti il livello più alto della formazione universitaria e costituisca uno strumento strategico per lo sviluppo della ricerca, dell’innovazione e della competitività del sistema economico. L’ampliamento dei posti disponibili e gli elevati tassi di occupazione confermano la capacità dell’Ateneo di attrarre giovani ricercatori e di accompagnarli verso percorsi professionali qualificati, sia nel mondo accademico sia nelle imprese.