Trapianti di rene, il modello nato a Padova ha consentito 84 interventi in sei anni

 

Trapianti di rene: il programma DEC-K, nato da un’idea di Lucrezia Furian a Padova, ha permesso 84 interventi attraverso 34 catene. L’Università presenta i risultati di sei anni di attività nazionale: un rene da donatore deceduto avvia gli scambi tra coppie incompatibili.

Trapianti di rene: i risultati del programma DEC-K

Un programma nato a Padova collega due forme di donazione per ampliare le possibilità di cura. Il modello DEC-K utilizza un rene da donatore deceduto per avviare una catena di scambi. Coinvolge coppie nelle quali il donatore vivente non è compatibile con il proprio ricevente.

Come funziona la catena

Il primo organo permette di sbloccare il percorso. Seguono le donazioni incrociate tra le coppie coinvolte. Alla fine, l’ultimo rene da donatore vivente torna alla lista d’attesa. Il meccanismo unisce così donazione da vivente e da persona deceduta.

I Trapianti di rene diventano dunque il risultato di una rete, non soltanto di un singolo abbinamento. Il progetto parte da un’idea di Lucrezia Furian. La docente Unipd dirige la Chirurgia dei trapianti di rene e pancreas dell’Azienda Ospedale Università Padova.

I numeri di sei anni

Secondo la presentazione pubblicata dall’Ateneo il 26 agosto, lo studio riassume sei anni del programma italiano. Le 34 catene DEC-K hanno consentito 84 interventi: in media 2,5 per catena.

Il lavoro è apparso sull’American Journal of Transplantation. Furian ne è ultima autrice. L’Ateneo riferisce risultati a lungo termine comparabili a quelli dei trapianti da donatore vivente. Non indica però, nella sintesi, percentuali dei singoli esiti.

Da Padova alla rete nazionale

Il Centro Nazionale Trapianti e altri centri hanno contribuito a estendere il protocollo. Per Furian, la collaborazione può ampliare la platea dei candidati e ridurre le attese. Sono potenzialità del modello, non tempi garantiti per ogni paziente.

La difficoltà di trovare un organo compatibile resta centrale nei Trapianti di rene. A Padova, già nel 2018, un diverso percorso aveva integrato due trattamenti nella preparazione al trapianto. Quel caso riguardava la tecnica TANDEM, non il programma DEC-K.

Il nuovo studio offre dati su una strategia nazionale. Non sostituisce la valutazione del centro trapianti sul singolo caso.