A Padova ci sono studenti che arrivano da fuori città per studiare e cercano una stanza e, dall’altra parte, migliaia di persone anziane che vivono sole. Due realtà diverse che il Comune sta provando a mettere in relazione attraverso la coabitazione intergenerazionale: in tre anni le esperienze avviate sono passate da 5 a 30.
Una stanza libera può diventare una soluzione al problema abitativo di uno studente. Una stanza singola a Padova costa mediamente 496 euro al mese e la presenza di un giovane può trasformare una casa abitata da una persona anziana in uno spazio di condivisione e relazione. È da questo incontro che nasce il progetto di coabitazione intergenerazionale promosso dal Comune di Padova insieme all’Università di Padova, Esu e alle parti sociali.
L’iniziativa è partita in via sperimentale nel 2023 e i numeri raccontano una crescita significativa. La prima edizione ha portato all’avvio di 5 coabitazioni nel 2023/24. Nella seconda si è saliti a 17, di cui due confermate dall’anno precedente. Nella terza, nel 2025/26, le esperienze sono diventate 30, tra nuovi abbinamenti e conferme. La quarta edizione è attualmente in corso.
Da 5 a 30 coabitazioni in tre anni
Il salto è evidente: dalle cinque esperienze della prima edizione alle trenta della terza significa un aumento del 500%. È un calcolo sulla base dei dati ufficiali del progetto e non significa che siano 30 nuovi studenti ogni anno: il numero comprende anche le coabitazioni confermate.
Il meccanismo mette in contatto studenti universitari fuori sede alla ricerca di un alloggio e cittadini over 65 disponibili a condividere la propria abitazione. Le candidature vengono valutate e gli operatori del progetto organizzano colloqui e incontri tra le parti. La convivenza parte soltanto quando entrambe sono d’accordo.
Quasi 20 mila famiglie composte da una sola persona over 65
Il progetto si inserisce in una città nella quale la componente anziana della popolazione è significativa. Secondo i dati anagrafici del Comune, al 31 dicembre 2024 erano 19.054 le famiglie composte da una sola persona di almeno 65 anni.
Il dato non significa, naturalmente, che tutte queste persone abbiano una stanza disponibile o siano interessate a ospitare uno studente. È però una fotografia della presenza di una consistente componente anziana che vive sola in città.
E dall’altra parte c’è una città universitaria che ogni anno accoglie migliaia di studenti provenienti da fuori Padova. Nei dati utilizzati dal Comune per l’Agenda 2030, relativi all’anno accademico 2021/22, oltre il 70% degli immatricolati dell’Università di Padova risultava fuori sede.
È proprio dall’incontro tra queste due esigenze che nasce la formula della coabitazione.
Non è assistenza: c’è un regolare contratto di locazione
Uno degli aspetti centrali del progetto è che non si tratta di una forma di assistenza.
Il Comune lo definisce un patto intergenerazionale: lo studente cerca una soluzione abitativa e l’over 65 mette a disposizione parte della propria casa. Il rapporto viene regolato attraverso un regolare contratto di locazione e la convivenza si basa su condivisione, solidarietà e rispetto reciproco.
L’obiettivo è quindi doppio: offrire una possibilità abitativa agli universitari fuori sede e, allo stesso tempo, permettere alle persone anziane che scelgono di partecipare di continuare a vivere un’esperienza di relazione e di partecipazione alla comunità.
Da Caterina e Maurizia a Michela e Marcella: le storie di coabitazione dietro i numeri
Dietro il progetto ci sono anche storie personali.
La prima edizione aveva visto, tra le protagoniste, Caterina Galizian, studentessa arrivata a Padova per studiare Biologia, e Maurizia Galuppo, che aveva messo a disposizione una stanza della propria abitazione. La loro esperienza era stata raccontata nel 2024 anche da Caro Marziano, il programma di Rai 3 condotto da Pif.
Più recentemente il progetto ha raccontato anche la storia di Michela, studentessa marchigiana, e Marcella, che la ospita: il 26 luglio 2026 la loro esperienza è stata raccontata da A Sua immagine su Rai 1. Un altro esempio è quello di Emanuele e Gianfranca, protagonisti di una video-intervista realizzata dall’Università di Padova.
La quarta edizione è in corso: chi può ancora candidarsi per la coabitazione
La quarta edizione è stata aperta nel 2026. Le candidature degli studenti si sono chiuse il 28 giugno, mentre i proprietari e le proprietarie over 65 possono continuare a segnalare la propria disponibilità secondo quanto indicato dalla pagina ufficiale del progetto.
Il numero delle nuove coabitazioni non è prestabilito: dipende dalle abitazioni che vengono messe a disposizione. Per questo il Comune precisa che non è possibile garantire una sistemazione a tutte le persone che presentano la propria candidatura. Per la nuova edizione sono state segnalate anche disponibilità in alcune zone periferiche della città.
Per informazioni sul progetto è possibile rivolgersi allo sportello del Progetto Giovani, in via Altinate 71, oppure contattare il numero 353 4400169 e l’indirizzo [email protected].
La formula coabitazione è nata quindi da un problema molto concreto: trovare casa a Padova. Ma dopo tre edizioni e 30 coabitazioni avviate, quella che era partita come una sperimentazione è diventata una possibilità stabile per mettere sotto lo stesso tetto due generazioni che, in una città universitaria, possono avere bisogni molto diversi ma anche qualcosa da offrirsi a vicenda.