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Farmacia clinica, a Padova il confronto veneto su terapie più sicure e assistenza

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La farmacia clinica mette in rete ospedali e territorio per rendere le terapie più sicure ed efficaci. A Padova, PharmAgorà Veneto riunisce professionisti e istituzioni per condividere buone pratiche, prevenire reazioni avverse e migliorare la continuità dell’assistenza ai pazienti.

Farmacia clinica, il confronto tra ospedali e territorio

Padova ospita venerdì 18 settembre PharmAgorà Veneto, una giornata di lavoro dedicata alle buone pratiche della farmacia clinica ospedaliera e territoriale. L’incontro si svolge dalle 9 alle 18.30 nell’Aula 1 del Dipartimento di Scienze del Farmaco dell’Università, in via Marzolo 5.

Secondo la presentazione ufficiale dell’Università di Padova, il workshop punta a mappare e condividere esperienze già attive nella sanità veneta. Al centro ci sono l’ottimizzazione delle terapie, la prevenzione delle reazioni avverse e la soluzione dei problemi legati all’uso dei farmaci.

Perché riguarda anche i pazienti

La farmacia clinica affianca alla distribuzione dei medicinali una valutazione diretta dei percorsi terapeutici. Il farmacista lavora con medici e altri professionisti per verificare appropriatezza, dosaggi, interazioni e continuità tra ricovero, dimissione e assistenza sul territorio.

Il tema è particolarmente concreto per le persone anziane, i pazienti cronici e chi assume più medicinali. Un confronto strutturato tra ospedale e servizi territoriali può ridurre errori, duplicazioni e difficoltà nel passaggio da una struttura all’altra.

Una rete veneta di esperienze

L’appuntamento è organizzato dal Master in Farmacia clinico-terapeutica Ospedale-Territorio dell’Università di Padova. La giornata mette a confronto operatori provenienti da diverse realtà regionali, con l’obiettivo di riconoscere pratiche replicabili e costruire collegamenti più stabili.

Formazione e organizzazione

Il workshop offre inoltre uno spazio di formazione e confronto su modelli organizzativi che possono essere adottati nelle aziende sanitarie. La condivisione dei risultati consente di capire quali interventi funzionano, come misurarne l’efficacia e quali competenze servono per integrarli stabilmente nei reparti e nei servizi di prossimità.

La discussione si inserisce nel più ampio lavoro dell’ateneo su innovazione farmaceutica e salute. Nei giorni scorsi abbiamo raccontato anche la ricerca padovana che usa nuovi linguaggi molecolari e intelligenza artificiale per individuare candidati terapeutici.

Per cittadini e famiglie, la ricaduta attesa è una gestione più coordinata dei medicinali: meno rischi, informazioni più chiare e terapie seguite con maggiore continuità.

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