Il clima nelle scuole è al centro di una presa di posizione dell’Università di Padova: i dipartimenti di Geoscienze e TESAF contestano alcune affermazioni contenute in un volume diffuso negli istituti superiori del Bellunese. L’Ateneo chiede rigore scientifico nei materiali destinati agli studenti e richiama i dati sul riscaldamento globale.
Clima nelle scuole: la posizione dell’Ateneo
Il Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova contesta alcuni contenuti del volume “Cambiamenti climatici: scenari, sfide, soluzioni”. Il libro è stato diffuso nelle scuole superiori del Bellunese. Alla presa di posizione si associano studiosi del Dipartimento Territorio e Sistemi agro-forestali (TESAF). La nota pubblicata dall’Ateneo il 21 settembre riguarda in particolare un contributo del presidente dell’Ordine dei Geologi del Veneto.
Secondo il direttore di Geoscienze Nicola Surian, l’interpretazione proposta sulle cause del riscaldamento globale è in contrasto con evidenze scientifiche consolidate. L’Università ribadisce che le attività umane, soprattutto le emissioni di gas serra, sono la causa principale del riscaldamento in corso. Richiama a sostegno le conclusioni dell’IPCC, il gruppo intergovernativo delle Nazioni Unite.
I dati contestati
La nota riferisce che il contributo considera trascurabile l’effetto serra oltre 260 parti per milione. Attribuisce inoltre l’aumento delle temperature a cicli naturali. L’Ateneo contesta anche il valore indicato per la CO₂ atmosferica, circa 460 parti per milione. Cita invece la media globale mensile NOAA di 427,62 parti per milione per giugno 2026. Si tratta delle osservazioni formulate dall’Università sul volume, non di una nuova misurazione condotta a Padova. La comunicazione dell’Ateneo non riporta una replica dell’autore del contributo contestato.
Perché interviene l’Università
Per i dipartimenti, la distribuzione nelle scuole di materiali sostenuti da istituzioni pubbliche richiede accuratezza dei dati e solidità delle interpretazioni. La questione riguarda quindi anche gli strumenti offerti agli studenti per distinguere osservazioni, ipotesi e affermazioni non supportate. I ricercatori richiamano una lettera aperta del docente Carlo Barbante al Comune di Belluno e alla Regione Veneto. Segnalano inoltre le reazioni degli studenti.
Il dibattito si inserisce nel lavoro dell’Ateneo sulle geoscienze, già raccontato in occasione del convegno padovano sui rischi climatici. Quell’appuntamento riguarda la ricerca sul territorio; la nota odierna affronta invece la qualità delle informazioni scientifiche proposte in aula.