Padova entra nella rete nazionale UNHCR “Spazio Comune”. Il centro ospitato all’Ostello delle Idee offrirà orientamento legale, accesso ai servizi e percorsi di inclusione sociale e lavorativa. Il programma Community Matching ha già accompagnato 114 percorsi nel territorio padovano.
Spazio Comune Padova nella rete UNHCR
Padova è l’ottava città italiana ad aderire alla rete nazionale dei centri “Spazio Comune” promossa dall’UNHCR. Il protocollo è stato firmato a Palazzo Moroni dall’assessora comunale all’Integrazione e inclusione sociale Margherita Colonnello e da Francesca Bonelli, rappresentante UNHCR per Italia, Santa Sede, Malta e San Marino.
Che cosa offre il centro
Lo Spazio Comune cittadino è ospitato all’Ostello delle Idee. Il centro mette in relazione persone, servizi e opportunità, offrendo orientamento legale, accesso ai servizi territoriali, percorsi di inclusione sociale e lavorativa e iniziative di partecipazione civica. L’accordo inserisce formalmente Padova nella rete già attiva a Bari, Bologna, Brescia, Milano, Napoli, Roma e Torino.
Nel centro trovano posto anche Community Matching e Welcome. Working for Refugee Integration. Il primo programma crea relazioni tra persone rifugiate e cittadini; il secondo sostiene l’inserimento lavorativo. L’obiettivo dichiarato è rendere il welfare locale più accessibile e costruire percorsi di autonomia.
I numeri nel territorio
Secondo i dati riferiti da PadovaOggi nel resoconto dell’accordo, che riporta le dichiarazioni dei firmatari, Community Matching ha facilitato oltre duemila percorsi in 53 comuni italiani. Nel Padovano i percorsi sono 114. Dopo sei mesi, il 62% dei partecipanti rifugiati segnala un migliore orientamento sul territorio, il 52% un avanzamento nelle competenze linguistiche e il 31% un miglioramento del benessere percepito.
Colonnello ha indicato nel protocollo uno strumento per far conoscere meglio i servizi rivolti a richiedenti e titolari di protezione internazionale. Bonelli ha sottolineato invece il ruolo della collaborazione fra istituzioni, università, società civile e cittadini.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio lavoro locale sui servizi di prossimità e affianca altri progetti padovani dedicati all’autonomia e all’inclusione. Per il Comune, la nuova adesione consolida il percorso già avviato con la Carta per l’integrazione dei rifugiati e rafforza il collegamento fra accoglienza, partecipazione e accesso ai servizi.