(Adnkronos) – E’ stato inaugurato in Sicilia Big Fish, il più grande impianto agrivoltaico d’Italia. Si tratta di un progetto da 227 megawatt (MW) che combina sullo stesso terreno la produzione di energia solare con l’attività agricola. Realizzato da Nadara, produttore indipendente di energia (Ipp) e grazie a un Power Purchase Agreement (Ppa) per 156 MW sottoscritto con Amazon, Big Fish, situato a circa 40 chilometri dall’Etna, tra i comuni di Catania, Lentini e Motta Sant’Anastasia, è stato completato in 12 mesi con il coinvolgimento di oltre 900 lavoratori. L’impianto si estende su 400 ettari, suddivisi in 15 aree. La sua configurazione agrivoltaica consente di mantenere metà della superficie destinata all’attività agricola, dimostrando come la produzione di energia rinnovabile su larga scala e l’utilizzo produttivo dei terreni possano coesistere.
Oltre che per fornire nuove fonti di energia carbon-free alle comunità locali, Big Fish è stato progettato per generare un valore duraturo per il territorio circostante. Nel corso della vita utile dell’impianto, i comuni della zona beneficeranno di almeno 17,25 milioni di euro in servizi e finanziamenti destinati all’efficienza energetica, tra cui interventi di ammodernamento delle infrastrutture, sistemi di monitoraggio per gli edifici pubblici e veicoli elettrici per le amministrazioni comunali. A questi si aggiungono 38.000 alberi piantati e la manutenzione di 2,5 chilometri di corsi d’acqua pubblici.
“Il maggiore contributo che Nadara può dare nell’affrontare il cambiamento climatico consiste nella produzione di una quantità sempre maggiore di energia rinnovabile, e questo impatto deve essere percepibile a livello globale, nazionale, regionale e locale – ha sottolineato Jorge Martinez, chief growth officer di Nadara – Per questo siamo orgogliosi di collaborare con le comunità locali allo sviluppo di soluzioni che possano creare valore per tutti. Big Fish è un esempio concreto di questo approccio. L’agrivoltaico come pratica su larga scala è ancora una fase di consolidamento e c’è qualcosa di davvero entusiasmante in un sito in cui la terra continua a produrre cibo e, allo stesso tempo, energia per alimentare le nostre case. Questo ci invita a riflettere con attenzione su come utilizziamo il territorio, su come collaboriamo con gli agricoltori e le comunità locali e su come progettiamo impianti capaci di lasciare un valore duraturo sul territorio. È questo l’approccio che vogliamo portare in tutti i mercati in cui operiamo”.
“In qualità di maggiore acquirente aziendale di energia carbon-free in Italia – ha detto Giorgio Busnelli, country manager di Amazon per l’Italia – vogliamo sostenere progetti che contribuiscano alla transizione energetica e siano al contempo positivi per le comunità che li circondano. Big Fish fa entrambe le cose: migliaia di nuovi alberi, strutture per l’allevamento di api, veicoli elettrici e la riqualificazione di edifici pubblici per i comuni limitrofi sono parte integrante del progetto. Mentre proseguiamo verso il nostro obiettivo di raggiungere zero emissioni nette di CO2 entro il 2040, crediamo che i progetti di energia rinnovabile debbano restituire valore alle comunità che li ospitano”.
Metà dei 400 ettari dell’area rimane destinata all’attività agricola, con coltivazioni gestite dagli agricoltori che lavoravano questi terreni in precedenza. Il sistema di coltivazione di Big Fish è stato sviluppato in collaborazione con il Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente dell’Università degli Studi di Catania. Per consentire la continuità delle attività agricole, i pannelli solari sono stati installati fino a tre metri di altezza dal suolo, mentre i cavi elettrici aerei sono stati posizionati lungo il perimetro dell’area. Sono inoltre stati realizzati o ripristinati 14 pozzi per l’irrigazione dei terreni. La configurazione agrivoltaica dell’impianto contribuisce anche alla tutela della biodiversità: gli alveari di Big Fish produrranno circa 4,5 tonnellate di miele all’anno.
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