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Difesa civile nonviolenta, 50 mila firme: Padova spinge la proposta verso il Parlamento

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La difesa civile nonviolenta supera le 50 mila firme necessarie per avviare l’iter parlamentare. Padova e altri sei Comuni della provincia hanno sostenuto la proposta, che prevede un dipartimento nazionale, Corpi civili di pace e strumenti di prevenzione e mediazione dei conflitti.

Difesa civile nonviolenta: il traguardo delle firme

La proposta di legge di iniziativa popolare per istituire un Dipartimento della difesa civile, non armata e nonviolenta ha superato la soglia delle 50 mila sottoscrizioni. Di conseguenza, il risultato consente ora di avviare l’esame parlamentare del testo.

La notizia è riportata da La Difesa del Popolo nell’articolo dedicato alla campagna. L’iniziativa è stata promossa dalla Conferenza nazionale enti per il servizio civile, dalla Rete italiana pace e disarmo e da Sbilanciamoci.

Padova e i Comuni che hanno aderito

Inoltre, il Comune di Padova ha partecipato alla raccolta insieme ad Abano Terme, Monselice, Ponte San Nicolò, Rubano e Selvazzano Dentro. In Veneto hanno sottoscritto la proposta 22 municipi. L’assessora comunale alla Pace e alla Cooperazione internazionale Francesca Benciolini ha collegato l’adesione al lavoro svolto sul territorio da scuole, associazioni ed enti locali.

Dal canto suo, il professor Marco Mascia, presidente del Centro di Ateneo per i Diritti umani Antonio Papisca dell’Università di Padova, ha sottolineato l’obiettivo di spostare il concetto di sicurezza dai confini alla tutela delle persone. Lisa Clark, esponente di Beati i costruttori di pace e di Ican, ha evidenziato il ruolo della cittadinanza attiva e della formazione dei Corpi civili di pace.

Cosa prevede la proposta

Il testo punta su prevenzione dei conflitti, mediazione, coesione sociale e cooperazione internazionale. Se approvato, istituirebbe presso la Presidenza del Consiglio un dipartimento con funzioni di indirizzo e coordinamento. La struttura comprenderebbe i Corpi civili di pace inseriti nel Servizio civile universale e un istituto di ricerca per la pace e il disarmo.

Inoltre, sono previste collaborazioni con Protezione civile, vigili del fuoco e servizio civile per la gestione non armata delle crisi, l’educazione alla pace e la tutela dei diritti umani. Il finanziamento arriverebbe dalla legge di bilancio e da un possibile 6 per mille dell’Irpef.

Tuttavia, nel movimento resta aperto il confronto sul carattere complementare rispetto alla difesa militare. Il Movimento internazionale di riconciliazione chiede infatti che il modello civile sia riconosciuto come alternativa piena. A Padova il dibattito si intreccia con altre iniziative cittadine di solidarietà e pace.

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