La protesi tricuspide Padova apre una possibilità di cura per pazienti con insufficienza grave e anatomie finora difficili da trattare. L’intervento, primo in Italia, è stato eseguito dall’Emodinamica e Cardiologia Interventistica dell’Azienda Ospedale-Università.
Protesi tricuspide Padova
Padova firma un primato nazionale nella cardiologia interventistica. L’unità di Emodinamica e Cardiologia Interventistica dell’Azienda Ospedale-Università ha portato a termine il primo impianto italiano di una nuova protesi destinata alla valvola tricuspide.
La tecnologia è stata sviluppata per affrontare anatomie complesse, comprese valvole molto dilatate. Può offrire un’opzione ai pazienti con insufficienza tricuspidalica grave che non possono essere sottoposti alla chirurgia tradizionale o alle tecniche percutanee finora disponibili.
Il cuore raggiunto attraverso una vena
Secondo il comunicato ufficiale della Regione Veneto, la protesi viene introdotta attraverso una vena della gamba. Il dispositivo raggiunge così il cuore senza aprire il torace e senza lasciare cicatrici chirurgiche.
Il trattamento riduce quindi l’invasività dell’intervento e amplia le possibilità terapeutiche per casi ad alta complessità. La Regione non ha diffuso dettagli identificativi sulla paziente, alla quale il presidente Alberto Stefani ha rivolto l’augurio per la prosecuzione positiva del decorso.
L’équipe dell’Azienda Ospedale-Università
Il risultato è stato raggiunto dal professor Giuseppe Tarantini con la sua équipe, insieme a cardiologi, ecocardiografisti interventisti, anestesisti e personale tecnico e infermieristico. Il lavoro multidisciplinare è decisivo nella selezione dei pazienti e nella gestione di procedure di questo livello.
L’insufficienza tricuspidalica si verifica quando la valvola non si chiude correttamente e il sangue torna indietro nel cuore. Nei casi gravi può provocare affaticamento, gonfiore e un progressivo peggioramento della qualità della vita.
Un primato che amplia le cure
Il primo impianto italiano realizzato a Padova non rappresenta soltanto un risultato tecnico. Introduce una possibilità concreta per persone che, a causa delle dimensioni o delle caratteristiche anatomiche della valvola, erano escluse dalle soluzioni disponibili.
Il comunicato regionale definisce l’intervento una risposta importante ai casi clinici di alta complessità e sottolinea il ruolo del polo padovano nell’innovazione cardiovascolare nazionale.