Camplus Padova Portello apre a Padova con 350 posti letto e un investimento di circa 25 milioni di euro. Il nuovo studentato, inaugurato il 1° ottobre, punta ad ampliare l’offerta abitativa per gli universitari, con il 40% dei posti a condizioni particolarmente agevolate
A Padova la questione degli alloggi universitari si misura anche in numeri: circa 76mila iscritti all’Ateneo, oltre 23mila dei quali fuorisede. Da oggi la città può contare su altri 350 posti letto con l’apertura di Camplus Padova Portello, il nuovo studentato inaugurato il 1° ottobre. Un investimento da circa 25 milioni di euro, con il 40% dei posti previsto a condizioni particolarmente agevolate attraverso accordi con ESU.
Ma la cerimonia non è stata soltanto il taglio del nastro. Attorno alla nuova residenza si sono confrontati Comune, Regione, Università, investitori e gestore, con un tema comune: come rendere Padova una città in cui studiare sia possibile anche per chi arriva da fuori e deve trovare una casa.
«Una risposta concreta alla domanda di alloggi»
Per Paolo Boleso, Head of Residential & Social Infrastructure di Investire SGR, l’apertura rappresenta una tappa del fondo iGeneration, dedicato alla residenzialità studentesca. «In una città universitaria come Padova, caratterizzata dalla costante crescita del numero di studenti e dalla forte presenza di fuorisede, vogliamo contribuire a dare una risposta concreta alla crescente domanda di alloggi di qualità», ha spiegato. Un’attenzione che, nelle parole di Boleso, deve riguardare anche «le fasce economicamente più fragili».
Il tema della crescita dell’Ateneo è stato ripreso anche dal prorettore con delega all’Edilizia Carlo Pellegrino, che ha richiamato le dimensioni della comunità universitaria e il lavoro condiviso con il Comune. Tra le direzioni indicate durante l’intervento, la rigenerazione degli edifici dismessi o inutilizzati, per migliorare gli spazi dell’università senza ricorrere necessariamente a nuovo consumo di suolo.
Sulla collaborazione tra soggetti pubblici e privati si è soffermato anche Massimo Marzano, direttore della Direzione Istruzione e Formazione della Regione Veneto. Nel suo intervento ha inquadrato la nuova struttura dentro la necessità di aumentare i posti letto organizzati per gli studenti e ha richiamato il ruolo delle istituzioni nel creare le condizioni perché gli investimenti possano tradursi in nuovi alloggi.
Camplus Padova Portello: camere, servizi per gli studenti e il nodo delle tariffe
La residenza si sviluppa su oltre 8.600 metri quadrati e comprende 135 camere singole e 107 doppie. Accanto agli alloggi ci sono aule studio, cucina comune, palestra, ludoteca, lavanderia, guardaroba e spazi per le biciclette. Una dotazione che, secondo Federico Rossi, Public Affairs & Media Relations Manager di Camplus, vuole andare oltre la semplice disponibilità di una stanza.
«Una struttura pensata non solo per rispondere al bisogno di alloggi, ma per offrire un ambiente di qualità in cui studiare, vivere e costruire relazioni», ha dichiarato Rossi. Il gestore punta quindi anche sugli spazi condivisi e sulla vita della comunità studentesca, oltre che sui servizi residenziali.
Resta però centrale la questione economica. Il 40% dei posti sarà destinato a condizioni particolarmente agevolate, con il sostegno delle risorse del PNRR e attraverso accordi con ESU. Per Paola Reali, responsabile dei Fondi Abitare Sociale di CDP Real Asset, il nuovo studentato «contribuisce ad ampliare l’offerta di housing universitario di uno dei più importanti poli accademici del Paese». Reali ha ricordato anche la dimensione nazionale degli investimenti: attraverso i fondi dedicati all’abitare sostenibile, CDP ha contribuito alla realizzazione di circa 8mila posti letto e punta, con gli interventi in corso e pianificati, a raggiungere quota 15mila nel prossimo triennio.
«Una città attrattiva deve poter accogliere»
Il presidente della Fondazione Cariparo, Rosario Rizzuto, ha legato il tema della casa alla capacità di Padova di attrarre studenti, ricercatori e giovani. «L’accesso a soluzioni abitative adeguate e a costi contenuti rappresenta oggi una delle condizioni necessarie per rendere Padova una città sempre più attrattiva», ha affermato. La Fondazione ha scelto di sostenere il fondo iGeneration attraverso gli investimenti collegati alla propria missione, affiancando così l’attività erogativa tradizionale a iniziative che puntano a produrre ricadute sul territorio.
Il progetto comprende inoltre SMARTIE, una sperimentazione sviluppata con l’Università di Padova, lo IUAV e un raggruppamento di imprese. L’obiettivo è mettere a punto soluzioni di domotica assistiva per favorire l’autonomia degli studenti con disabilità motorie, visive o uditive. Per Boleso, è proprio questa componente a mostrare come la residenzialità possa «coniugare sostenibilità, inclusione e innovazione».
La nuova struttura aggiunge posti e servizi in una città dove la domanda abitativa resta una questione concreta per migliaia di studenti. L’inaugurazione segna un passaggio, ma la prova più importante sarà quotidiana: capire chi potrà accedere alle tariffe agevolate, a quali condizioni e quanto questa nuova disponibilità riuscirà ad alleggerire la ricerca di una stanza.