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Cadoneghe, cittadinanza dopo il terzo tentativo: pratica alla Prefettura e parla il figlio

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La cittadinanza a Cadoneghe torna al centro del dibattito dopo il terzo incontro in municipio: il sindaco Marco Schiesaro annuncia l’invio degli atti alla Prefettura di Padova. La donna coinvolta dice di essere rimasta male; il figlio riconosce la necessità che impari l’italiano. L’esito amministrativo resta da definire.

Cittadinanza a Cadoneghe: il nuovo passaggio

Il caso della donna di 63 anni il cui giuramento era stato sospeso il 21 settembre ha avuto un nuovo passaggio. Dopo un terzo incontro in municipio, giovedì 1 ottobre, il sindaco Marco Schiesaro ha dichiarato che il Comune trasmetterà la pratica alla Prefettura di Padova. La decisione finale sul percorso amministrativo non risulta ancora pubblicata.

Secondo il servizio di TgPadova sull’incontro, Schiesaro ritiene che la donna debba dimostrare la conoscenza dell’italiano per completare il percorso. Il sindaco sostiene che la sua decisione favorisca l’integrazione. Si tratta della posizione del primo cittadino, oggetto di un confronto pubblico e politico.

Le parole della donna e del figlio

La donna, Rachida Riadi, ha fatto sapere ai cronisti di essere rimasta male per l’esito dell’incontro. Il figlio Yassine El Ouardi ha parlato ai giornalisti per lei e ha riconosciuto che la madre deve imparare l’italiano. Secondo il resoconto di Sky TG24, il giovane ha anche descritto le difficoltà quotidiane che hanno limitato le occasioni di usare la lingua.

Le dichiarazioni del figlio e quelle del sindaco non equivalgono a un provvedimento definitivo. Schiesaro ha spiegato che gli atti saranno inviati alla Prefettura e ha prospettato la richiesta di una certificazione linguistica di livello B1. Sarà l’autorità competente a chiarire i prossimi passaggi.

Dal giuramento sospeso alla verifica

Nel precedente sul giuramento sospeso era documentata la cerimonia del 21 settembre: altre tre persone avevano completato l’iter, mentre per Riadi il sindaco aveva fermato la procedura chiedendo verifiche. L’incontro del 1 ottobre aggiunge ora la voce della donna e del figlio, oltre all’annuncio del passaggio alla Prefettura.

La vicenda ha assunto rilievo anche fuori dal Padovano. Per leggerla correttamente occorre distinguere la valutazione politica del sindaco, le parole della famiglia e l’esito amministrativo, che al momento resta aperto. Ulteriori comunicazioni della Prefettura potranno precisare quali documenti siano richiesti e se il giuramento possa essere nuovamente fissato.

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