Sicurezza in ospedale al centro dell’appello della UIL FP Veneto dopo l’aggressione al pronto soccorso di Padova. Il sindacato chiede a prefetti e questori di valutare una presenza più stabile delle forze dell’ordine nei principali reparti di emergenza della regione, partendo dalle sedi più esposte.
Sicurezza in ospedale, la richiesta della UIL dopo l’aggressione
La UIL FP Veneto chiede ai prefetti e ai questori delle province venete di valutare presìdi più stabili delle forze dell’ordine nei pronto soccorso dei principali ospedali. L’appello, diffuso il 2 ottobre, segue l’aggressione a tre sanitari a Padova e il danneggiamento di un ecografo. La proposta del sindacato riguarda la prevenzione e l’organizzazione della risposta agli episodi di violenza, senza indicare un modello già definito.
La valutazione chiesta alle autorità. Stefano Gottardi, segretario generale regionale della UIL FP, invita le istituzioni competenti a misurare il rischio e a riunire i soggetti coinvolti. Secondo il sindacato, la presenza delle forze dell’ordine nei reparti di emergenza dovrebbe essere valutata in modo concreto, a partire dagli ospedali più esposti. La decisione sulle modalità operative spetterebbe a prefetture e questure.
Gottardi collega la richiesta alla tutela dei lavoratori, degli altri pazienti e delle famiglie presenti nelle strutture. Sottolinea anche il possibile danno ai servizi quando un’aggressione colpisce spazi o apparecchiature usate nell’assistenza. Queste sono valutazioni del sindacato, formulate nel suo comunicato ufficiale sulla sicurezza.
Il nodo specifico di Padova. Francesco Scarpelli, segretario generale UIL FP Padova, ricorda che nell’area dell’Azienda Ospedale-Università lavorano circa seimila dipendenti, oltre a personale universitario, specializzandi, studenti, addetti degli appalti e fornitori. Vi transitano ogni giorno anche persone dirette a visite, esami, ricoveri e assistenza.
Nel comunicato il sindacato cita i dati aziendali per il 2025: 161.884 accessi nei tre pronto soccorso dell’Azienda, più di 101mila dei quali nel pronto soccorso centrale. Sono numeri riferiti dalla UIL e richiamati per sostenere la rilevanza della sicurezza in una struttura molto frequentata. Scarpelli afferma che in situazioni critiche conta poter disporre di un intervento immediato.
La richiesta non equivale all’annuncio di nuovi presìdi già decisi. Gottardi riconosce che una presenza stabile richiederebbe personale e risorse. Chiede però che le autorità aprano una valutazione e assumano una scelta, considerando anche i costi umani e organizzativi delle aggressioni. Per ora il comunicato documenta la posizione della UIL; eventuali decisioni delle istituzioni dovranno essere verificate separatamente.