(Adnkronos) – Resti di affreschi, elementi architettonici e stucchi del primo secolo avanti Cristo sono stati rinvenuti nello scavo della Scuola Normale Superiore di Pisa all’interno del Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento. I reperti provengono da quello che rimane di un antico edificio collocato poco a sud dell’ekklesiasterion, la cavea per le assemblee dei cittadini liberi dell’antica Akagras, e appartengono probabilmente al peristilio di un’antica domus lì costruita, o di un portico monumentale, quando ormai la Sicilia ricadeva pienamente sotto la dominazione di Roma.
La scoperta della Normale è una delle tessere di un più ampio mosaico di campagne-scavo compiute in quest’ultimo anno ad opera di università italiane e straniere, sotto l’egida del Parco archeologico diretto da Roberto Sciarratta. Per la Scuola Normale, che scava ad Agrigento dal 2020, si tratta della terza campagna-scuola compiuta sugli edifici costruiti sul Poggio di San Nicola, sotto la supervisione del professor Gianfranco Adornato, una tappa che consente di puntualizzare meglio cronologia e funzione del complesso monumentale rinvenuto già studiato nelle precedenti indagini.
«La ripresa e gli ultimi scavi hanno consentito di individuare con maggiore precisione una zona della struttura che molto probabilmente era quella di un grande peristilio, per la presenza di colonne e di un porticato. Abbiamo rinvenuto numerosi frammenti di intonaci policromi classificabili nel secondo e terzo stile della pittura parietale romana. Da precisare nel corso dello studio se l’edificio avesse quindi un utilizzo privato, come domus di dimensioni imponenti, o forse pubblico, come terrazza porticata in connessione con il tempio romano, data la dismissione delle funzioni pubbliche dell’attiguo ekklesiasterion. Inoltre, quest’area fu a lungo frequentata, come abbiamo potuto appurare indagando i resti di un’abside di una piccola basilica paleocristiana, già interpretata in letteratura come una esedra».
«Il Poggio di San Nicola è un’area strategica, al centro della città antica, caratterizzato dalla presenza di edifici civici e assembleari, come l’ekklesiasterion, il bouleuterion e il teatro. Si tratta di uno snodo importante per comprendere non solo lo sviluppo urbanistico di questo settore della città antica ma soprattutto le trasformazioni delle istituzioni nel momento della transizione sotto l’influenza romana».
La campagna di scavo è iniziata lo scorso 7 settembre e si concluderà il 9 ottobre. Rientra in una seasonal school organizzata nell’ambito di Eelisa, rete europea di università di cui la Normale fa parte, che ha coinvolto numerosi studenti e studentesse, dottorandi e giovani ricercatori e ricercatrici di università italiane e internazionali, da Upm (Madrid) a Itu (Istanbul), da Psl (Parigi) a Fau (Erlangen) e Bme (Budapest), un gruppo di lavoro che ha messo insieme competenze disparate: da quelle archeologiche al data science, dalla patristica alle fonti letterarie. Il programma ha compreso, oltre agli scavi, attività seminariali e il corso intensivo “Ceramics in Archaeology. Theoretical and Practical Approaches to the Study of Ancient Material Culture”, nell’ambito del progetto “Merita, la rete per il talento”.
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