Padova è quinta tra i comuni veneti per annunci Airbnb, secondo l’elaborazione diffusa da Federalberghi: 1.265 ad agosto 2026. In regione gli annunci sono 39.823, in aumento del 12,5% annuo. Gli albergatori chiedono un intervento coordinato, ma i dati non equivalgono a un conteggio di immobili distinti.
Affitti brevi Padova, i numeri diffusi dagli albergatori
Padova conta 1.265 annunci Airbnb e si colloca al quinto posto tra i comuni veneti nella rilevazione riferita ad agosto 2026 diffusa da Federalberghi Veneto. L’associazione accompagna i dati con la richiesta alla Regione di intervenire sulla crescita delle locazioni turistiche, soprattutto nelle destinazioni sottoposte alla maggiore pressione.
L’elaborazione, attribuita al Centro studi Federalberghi e a Incipit srl su dati Inside Airbnb, censisce complessivamente 39.823 annunci in Veneto: il 12,5 per cento in più rispetto a un anno prima. La crescita nazionale indicata nella stessa infografica è del 7,2 per cento. Nel confronto comunale precedono Padova Venezia, con 9.042 annunci, Verona con 3.840, San Michele al Tagliamento con 3.833 e Jesolo con 1.801.
Che cosa misurano gli annunci
Il numero fotografa le inserzioni presenti sulla piattaforma e non va confuso con quello degli immobili distinti o dei posti letto. Nella rilevazione regionale l’81,5 per cento degli annunci riguarda interi alloggi, mentre il 75,2 per cento è riconducibile a gestori con più annunci. Il 52,9 per cento risulta disponibile per oltre sei mesi all’anno.
L’infografica segnala inoltre che l’8,7 per cento degli annunci veneti non mostra il codice identificativo nazionale. Questa osservazione riguarda la presenza del codice nell’inserzione: non dimostra, da sola, che l’alloggio ne sia privo o che sia stata accertata una violazione.
La richiesta alla Regione
Il presidente Massimiliano Schiavon chiede una gestione coordinata delle destinazioni e prospetta anche un arresto dell’ulteriore crescita nei luoghi più affollati. È una proposta dell’organizzazione degli albergatori, non l’annuncio di un nuovo limite già approvato.
Schiavon lega la richiesta alle ricadute che, secondo l’associazione, la diffusione delle locazioni turistiche avrebbe sulla disponibilità di case per residenti e lavoratori, sui servizi e sul sovraffollamento. Sono valutazioni della categoria: la rilevazione degli annunci descrive la dimensione del fenomeno, ma non quantifica da sola questi effetti né ne dimostra il rapporto causale.