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Google for education-Crui, a Roma la terza edizione di ‘Higher education leader series’

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(Adnkronos) – Si è tenuta a Roma, a Palazzo Brancaccio, la terza edizione di Higher education leader series, l’evento annuale di riferimento per il settore accademico organizzato da Google for education, la divisione di Google dedicata al mondo dell’istruzione, per la prima volta in collaborazione con la Crui, Conferenza dei rettori delle università italiane. L’incontro ha riunito oltre 100 autorevoli rappresentanti, tra rettori, prorettori, direttori generali e delegati delle principali università italiane, con l’obiettivo di fare rete e condividere aggiornamenti e best practice legate l’avanzamento tecnologico e all’adozione dell’Intelligenza Artificiale in ambito didattico e di ricerca. 

Gianluigi Greco, delegato Crui per l’ICT e rettore dell’Università della Calabria, ha evidenziato la necessità che le università superino la fase delle sperimentazioni tecnologiche frammentate a favore di una governance dell’Intelligenza Artificiale che sia sistemica e strutturata.  

“Da anni il sistema accademico italiano condivide le migliori pratiche di implementazione dei modelli generativi: dalla formazione alla ricerca, dalla gestione ordinaria ai servizi per gli studenti”, ha dichiarato Greco. “Per adozione, literacy e sviluppo di politiche di governo, il sistema universitario presenta punte molto avanzate, ma anche aree che richiedono sostegno e rafforzamento. Il ruolo della Crui, in collaborazione con i principali produttori del settore, di cui Google rappresenta un’eccellenza, è definire linee guida comuni per accompagnare la transizione: a beneficio di docenti, studenti e personale, ma soprattutto nell’ottica di un processo di innovazione orientato a rispondere alle esigenze delle persone e a promuovere il benessere”. 

 

Berardinelli (Education Google Italia), ‘nostri strumenti soluzioni pensate per mondo education’
 

“Oggi – ha detto all’Adnkronos/Labitalia Marco Berardinelli, responsabile Education Google Italia, a margine dell’evento – siamo qui a Roma con le università italiane e con la Crui che le rappresenta per partecipare ad Higher Education Leader Series che è un format internazionale che portiamo in tutto il mondo. L’obiettivo è quello di incontrare le università, capirne le esigenze e cercare di supportarle attraverso la tecnologia, le nostre piattaforme e naturalmente anche l’Intelligenza artificiale. Con la Crui abbiamo una partnership con loro che ritengo essere fondamentale, proprio perché ci aiutano a comprendere ancora una volta quali sono le esigenze degli studenti e anche dei docenti. “.  

“In Google – spiega -abbiamo chiaramente Gemini, l’intelligenza artificiale e Google Workspace che è la piattaforma più utilizzata nelle scuole italiane ma anche nelle università e con questi strumenti l’obiettivo di questi strumenti è di supportare i docenti e anche gli studenti nell’apprendimento e nell’insegnamento. I nostri strumenti, quindi quelli dedicati al mondo dell’education, vengono sviluppati da neuroscienziati e scienziati cognitivi insieme ai nostri ricercatori. Per questo sono soluzioni pensate per il mondo dell’education, per migliorare i processi di apprendimento e di insegnamento”.  

“I Study Notebooks di Google sono uno strumento gratuito integrato nell’app e nel sito di Gemini – ricorda – che trasforma i materiali di studio in un tutor personalizzato e interattivo. E’ una funzionalità che consente ai ragazzi di interrogare l’Intelligenza artificiale attraverso dei quiz per testare il proprio livello di apprendimento su un determinato corso. L’apprendimento guidato è un altro esempio concreto di come l’Intelligenza artificiale che pone l’essere umano al centro possa migliorare il processo di apprendimento o il processo di insegnamento. L’apprendimento guidato fa proprio questo, non dà la risposta immediata al comando che il ragazzo o la ragazza dà, ma sviluppa un processo che consente alla persona di apprendere meglio”. 

Greco (Crui), ‘cerchiamo di cogliere elementi di sviluppo e metterli a sistema’
 

“La Crui – ha spiegato all’Adnkronos/Labitalia Gianluigi Greco, rettore dell’Università della Calabria e coordinatore della commissione Ict della Crui, a margine dell’evento – nell’innovazione delle università gioca un ruolo fondamentale. Cerchiamo di intercettare il bisogno di innovazione delle università, cerchiamo di cogliere quali sono gli elementi di sviluppo e cerchiamo di metterli a sistema”.  

“In questo percorso – spiega – ci leghiamo a delle partnership con dei grandi produttori, con dei grandi player, con l’obiettivo di individuare le soluzioni che meglio possano aiutare il sistema accademico, cercando anche di personalizzarle. C’è infatti la possibilità di utilizzare questi sistemi in maniera davvero molto proficua nell’ambito della ricerca”.  

“Oggi – sottolinea il coordinatore della commissione Ict Crui – vogliamo discutere della formazione, sia dalla prospettiva dei docenti su come utilizzare queste tecnologie per migliorare la qualità della didattica, sia dalla prospettiva degli studenti, che per noi è importantissima, e cioè come gli studenti possano sfruttare al meglio l’Intelligenza Artificiale per rendere più agevole il loro percorso di apprendimento e per rendere più fruttuosa la loro esperienza universitaria”. 

Peruffo (Luiss), ‘ripensare il modo in cui studenti e docenti apprendono, insegnano e interagiscono’
 

“Per la Luiss – ha sottolineato a margine dell’evento all’Adnkronos/Labitalia Enzo Peruffo prorettore Luiss Guido Carli – è fondamentale gestire questa fase dell’Intelligenza Artificiale in maniera proattiva e consapevole. Per la Luiss innovare la didattica non significa semplicemente introdurre nuove tecnologie, ma ripensare il modo in cui studenti e docenti apprendono, insegnano e interagiscono. L’obiettivo è costruire un’esperienza formativa sempre più personalizzata, partecipativa e connessa con le trasformazioni della società e del mondo del lavoro, nella quale l’Intelligenza Artificiale diventi uno strumento per ampliare le possibilità di apprendimento senza sostituire il pensiero critico, la creatività e la responsabilità individuale. Questa visione si traduce in un ecosistema integrato di infrastrutture digitali, programmi di formazione, strumenti di orientamento e iniziative dedicate alla sperimentazione didattica”.  

La Luiss grazie alla intesa con Google for Education mette a disposizione di studenti, docenti e staff, Google Workspace for Education, un ambiente digitale campus-wide che integra strumenti per la collaborazione, la produttività e l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale. L’accesso a soluzioni come Gemini e Gemini Notebook avviene all’interno di un ecosistema protetto, nel quale i dati rimangono nel dominio digitale dell’Università e non vengono utilizzati per addestrare i modelli di Intelligenza Artificiale. La tecnologia viene così inserita in un quadro istituzionale che garantisce sicurezza, tutela delle informazioni e utilizzo consapevole e responsabile dell’AI. 

“Circa un anno fa – ha spiegato – abbiamo creato l’unità Teaching and Learning Innovation Hub, che guida il processo di apprendimento nell’era dell’Intelligenza artificiale, sia per i docenti che per gli studenti. Quindi l’obiettivo che ci siamo posti è quello di favorire un utilizzo consapevole dell’intelligenza artificiale, sia da parte dei nostri docenti, che troveranno uno strumento per potenziare l’apprendimento e sia per i nostri studenti che cercheremo di guidarli nell’utilizzo dell’IA. Per noi è importante preparare i nostri giovani al mercato del lavoro, con le aziende e le istituzioni ci chiede competenze ma anche lo sviluppo di quel pensiero critico che diventerà sempre più importante nel valorizzare i benefici dell’intelligenza artificiale”. 

In Luiss l’innovazione entra nell’esperienza universitaria quotidiana attraverso due assistenti virtuali sviluppati per rispondere a esigenze differenti. LAI – Luiss AI aiuta gli studenti a orientarsi tra servizi, opportunità, bandi, regolamenti e procedure dell’Ateneo, rendendo più semplice e immediato l’accesso alle informazioni. TAI – Teaching AI è, invece, un assistente allo studio integrato negli insegnamenti. Permette agli studenti di interrogare i materiali didattici messi a disposizione dai docenti, approfondirne i contenuti e costruire connessioni tra concetti e fonti diverse, offrendo un ulteriore livello di accompagnamento nello studio e nella comprensione dei contenuti. A questi strumenti si affianca il GEM Wall, una raccolta in continua evoluzione di assistenti AI specializzati, creati e condivisi da docenti e studenti per rispondere a molteplici esigenze didattiche, di studio e di lavoro. Le GEM possono supportare, ad esempio, l’approfondimento di una disciplina, l’organizzazione delle attività, le modalità di studio o l’accesso a informazioni specifiche. Mettere a disposizione strumenti avanzati non è sufficiente: occorre fornire agli studenti anche criteri chiari per utilizzarli in maniera efficace, trasparente e responsabile. 

L’AI Handbook accompagna gli studenti nell’integrazione dell’Intelligenza Artificiale all’interno del proprio percorso accademico e professionale, offrendo indicazioni concrete sulle opportunità, sui limiti e sulle implicazioni etiche del suo utilizzo. All’interno dell’Handbook, il Generative AI Class Agreement aiuta docenti e studenti a definire in modo esplicito e condiviso come l’AI generativa possa essere utilizzata nelle attività di studio, durante il corso e nella realizzazione delle prove. L’obiettivo è rendere le aspettative trasparenti, tutelare l’integrità accademica e promuovere un impiego dell’AI coerente con gli obiettivi formativi di ciascun insegnamento. 

Fin dall’ingresso in Università, inoltre, gli studenti partecipano ad attività dedicate alla preparazione per un mondo sempre più trasformato dall’Intelligenza Artificiale. L’AI Training sviluppa la capacità di utilizzare l’AI in modo efficace, consapevole e responsabile; il Cognitive Training allena invece quelle capacità umane che diventano ancora più decisive con l’evoluzione delle tecnologie, tra cui pensiero critico, creatività, capacità di analisi e comprensione della complessità. Per gli studenti della Graduate School, l’innovazione si traduce anche nella possibilità di personalizzare il piano di studi attraverso 60 Certificates, percorsi sviluppati insieme a Corporate e Institutional Partner. Grazie a un’impostazione fortemente applicativa, i Certificates consentono agli studenti di acquisire competenze specialistiche, confrontarsi con professionisti ed esperti e collegare la preparazione accademica alle trasformazioni delle professioni e dei settori produttivi. Al termine di ogni percorso viene rilasciato un Certificate digitale notarizzato su blockchain, sicuro, verificabile e condivisibile sui principali profili professionali. 

L’innovazione didattica richiede il coinvolgimento diretto dei docenti e la creazione di spazi nei quali sperimentazioni e buone pratiche possano essere condivise, consolidate e messe a disposizione dell’intera comunità accademica. Le Communities of Practice riuniscono docenti accomunati da uno stesso ambito disciplinare o interesse didattico. All’interno delle comunità, la Faculty può confrontarsi su approcci, metodologie e strumenti, condividere esperienze e sviluppare nuove soluzioni per l’insegnamento e l’apprendimento. Il Teaching Innovation Grant sostiene economicamente le proposte più innovative presentate dai docenti, accompagnandone la sperimentazione all’interno degli insegnamenti. L’obiettivo è trasformare le idee della Faculty in esperienze concrete, valutarne l’efficacia e favorire la diffusione delle pratiche con maggiore potenziale. 

Il Teaching innovation award riconosce e valorizza le pratiche didattiche capaci di affrontare problemi pedagogici reali attraverso approcci innovativi, solidi e replicabili. Il premio rende visibile il contributo dei docenti all’evoluzione della didattica e promuove una cultura istituzionale fondata sulla qualità e sul miglioramento continuo. 

A supporto dello sviluppo professionale della Faculty, Luiss mette inoltre a disposizione di tutti i suoi docenti il Certificate in AI for Higher Education del Digital Education Council, un programma di formazione dedicato all’integrazione consapevole dell’Intelligenza Artificiale nella didattica universitaria. Il percorso è stato arricchito con le policy di Ateneo, le iniziative dedicate ai docenti e una selezione di casi d’uso sviluppati dalla Faculty Luiss, che mostrano, attraverso esperienze concrete, come l’AI possa contribuire a potenziare l’apprendimento. Completa il sistema il Teaching & Learning Corner, uno spazio di confronto individuale nel quale i docenti possono approfondire gli strumenti di Intelligenza Artificiale disponibili, valutarne le possibili applicazioni e ricevere supporto per integrarli nelle proprie attività didattiche. 

Nel corso dell’evento sono state condivise le migliori esperienze da parte di realtà accademiche nazionali e internazionali che stanno sperimentando attivamente l’Intelligenza Artificiale di Google. Tra queste, l’Università Luiss Guido Carli che ha presentato le prime applicazioni di AI Agentica introdotte per supportare docenti e studenti, dando seguito alla partnership strategica siglata con Google for Education lo scorso marzo.  

Tra i progetti, il GEM Wall, una libreria di assistenti AI a sostegno di studio, didattica e lavoro; le Google Office Hours, incontri rivolti a docenti e staff sull’utilizzo degli strumenti AI; e i Teaching Innovation Grant, con cui Luiss promuove gli approcci didattici più innovativi. Sul fronte internazionale, l’università spagnola UNIE Universidad di Madrid ha dimostrato come l’intelligenza artificiale possa fungere da straordinario strumento di inclusione: l’ateneo ha illustrato l’applicazione di tecnologie basate sull’AI progettate per aiutare gli studenti con difficoltà di apprendimento, con l’obiettivo finale di renderli veramente autonomi. 

La transizione legata all’Intelligenza Artificiale all’interno degli atenei italiani non risponde solo ad un’urgenza didattica ma anche a una necessità occupazionale. I giovani in uscita dalle università si affacciano infatti su un mercato del lavoro che richiede già elevate competenze in ambito AI. Questo è confermato anche dalla ricerca condotta dall’organizzazione no-profit INCO in collaborazione con Chance e sostenuta da Google.org che ha mappato le competenze AI richieste dal mercato per le posizioni d’ingresso (entry-level).  

Da uno studio su 31 milioni di annunci di lavoro in posizione entry level è emerso che il 24% richiede esplicitamente competenze AI. Ecco perché l’applicazione universitaria degli strumenti AI diventa ancora più importante per tutti i ragazzi che si preparano ad entrare nel mondo del lavoro. 

Oggi Gemini for education è utilizzato da oltre un milione di studenti in più della metà degli atenei italiani.  

In questo scenario, Google education ribadisce il proprio impegno a collaborare con le istituzioni e il sistema accademico italiano per ridurre il divario di competenze (skills gap), fornendo percorsi didattici gratuiti e tecnologie all’avanguardia affinché l’Italia guidi, e non subisca, la più grande transizione tecnologica della nostra epoca. 

 

 

 

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