La Regione finanzia il piano 2026 del Parco per rafforzare il contenimento dei cinghiali. Le aziende agricole segnalano danni alle colture e ai vigneti, mentre la vendemmia si è chiusa in anticipo rispetto al calendario abituale.
Quasi 1.900 cinghiali rimossi in un anno e altri 300mila euro destinati a rafforzare gli interventi di contenimento. Sui Colli Euganei la presenza degli ungulati resta una questione aperta per il territorio, tra tutela dell’ambiente, sicurezza e danni alle attività agricole.
Nel 2025, secondo i dati diffusi da Cia Veneto sulla base delle rilevazioni del Parco regionale, sono stati rimossi 1.858 esemplari: 1.015 maschi e 843 femmine. Un’attività che prosegue anche nel 2026, con nuove risorse regionali destinate a potenziare il piano di controllo della fauna selvatica.
La Giunta del Veneto ha approvato il 15 settembre uno stanziamento di 300mila euro a favore del Parco regionale dei Colli Euganei. La somma è suddivisa in 200mila euro per gli investimenti e 100mila per le spese correnti necessarie alle operazioni. L’obiettivo è rafforzare le attività già avviate e migliorare gli strumenti utilizzati sul territorio.
Vigneti e colture nel mirino dei cinghiali
Tra le conseguenze segnalate dalle organizzazioni agricole ci sono i danni ai vigneti e alle altre coltivazioni, oltre ai costi sostenuti dalle aziende per proteggere i terreni. Cia Veneto riferisce che le stime dei danni provocati dai cinghiali nell’area si avvicinano a un milione di euro all’anno.
La criticità riguarda anche la viticoltura. La vendemmia 2026 sui Colli Euganei si è conclusa in anticipo rispetto ai tempi abituali, dopo un’estate caratterizzata da caldo e carenza di precipitazioni. Il bilancio riportato dalla stampa di settore parla di rese generalmente buone e di una qualità elevata delle uve, ma segnala anche le difficoltà legate alla fauna selvatica, in particolare cinghiali e daini.
La pressione sugli appezzamenti non comporta soltanto la perdita di prodotto: le aziende devono fare i conti anche con la necessità di riparare recinzioni e protezioni e di sostenere spese aggiuntive per difendere le colture.
Nuovi strumenti per il contenimento
Il piano finanziato dalla Regione prevede interventi per potenziare le attività della squadra faunistica, aggiornare le attrezzature e migliorare il monitoraggio della presenza degli ungulati. Tra le misure indicate nel provvedimento regionale figurano nuove strutture di cattura, il rafforzamento delle postazioni di controllo e l’acquisto di ulteriori fototrappole.
Sono previsti anche interventi per aumentare la sicurezza lungo i tratti più esposti dell’anello ciclabile dei Colli Euganei, attraverso l’installazione di dissuasori. Il piano punta inoltre a rendere più efficaci l’identificazione e la tracciabilità degli esemplari rimossi.
Il finanziamento si inserisce in una strategia che prosegue negli ultimi anni e che punta a contenere la presenza degli ungulati nell’area protetta. Resta centrale la necessità di conciliare la gestione della fauna con la salvaguardia delle coltivazioni e la fruizione del territorio.
Per le aziende agricole dei Colli Euganei, la sfida è proteggere le produzioni e ridurre i costi legati ai danni, in un contesto nel quale le condizioni climatiche e la presenza della fauna selvatica possono incidere sul lavoro in campo. I nuovi fondi rafforzano gli strumenti a disposizione del Parco; l’efficacia degli interventi sarà valutabile attraverso i risultati delle attività di contenimento e l’evoluzione dei danni segnalati.