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Intelligenza artificiale, 956 imprese in Veneto: quarto posto ma quota sotto il peso economico

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Il Veneto conta 956 imprese che fanno dell’intelligenza artificiale il centro della propria offerta, secondo la ricerca Unipd–InfoCamere per DIGITALmeet. È quarto in Italia, ma la quota del 6,4% resta sotto il 7,8% delle imprese venete sul totale nazionale. Il nodo è collegare questa offerta alle PMI.

Imprese IA in Veneto: il dato della ricerca

Il Veneto conta 956 imprese AI-focused, pari al 6,4% del totale nazionale, e occupa il quarto posto in Italia. Sono i dati regionali diffusi il 14 ottobre dall’ufficio stampa di DIGITALmeet, tratti dalla ricerca dell’Università di Padova e di InfoCamere sull’economia dell’intelligenza artificiale.

La posizione in graduatoria non esaurisce il confronto. Il Veneto rappresenta infatti il 7,8% delle aziende iscritte al Registro delle Imprese italiano: la sua quota nell’offerta di IA è dunque inferiore di 1,4 punti percentuali al peso complessivo nel tessuto imprenditoriale nazionale.

Che cosa misura la mappa

Lo studio osserva le aziende che fanno dell’intelligenza artificiale il fulcro del modello di business, come sviluppatori, consulenti e progettisti. La categoria non coincide con tutte le imprese che utilizzano strumenti di IA nei propri processi. Il numero regionale va quindi letto come una misura dell’offerta, senza trasformarlo in un censimento di ogni utilizzatore.

Davanti al Veneto si collocano Lombardia, con 3.941 imprese, Lazio, con 2.681, e Campania, con 1.262. Il dato nazionale, riferito alla fine del 2025, raggiunge 14.840 realtà: il 72% è nato tra il 2021 e il 2025 e il 93,1% è costituito da microimprese. La mappa nazionale presentata in Senato descrive quindi un ecosistema giovane e frammentato.

Il collegamento con le piccole imprese

Paolo Gubitta, docente Unipd e coordinatore scientifico della ricerca, indica come prospettiva il collegamento tra questa offerta e i problemi concreti delle PMI, attraverso progetti con università e associazioni imprenditoriali. Il criterio proposto è accompagnare la sperimentazione verso un uso continuativo, misurando i risultati nelle aziende clienti.

Gianni Potti, fondatore di DIGITALmeet, richiama nella nota la necessità di far crescere le competenze digitali in Veneto. Antonio De Poli pone invece l’accento sul capitale umano e sulla capacità di trattenere i talenti formati nel territorio: obiettivi indicati dai promotori, che i dati della ricerca non certificano già raggiunti.

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