(Adnkronos) – Dalla bolletta al pieno dell’auto, dai costi di produzione agli spostamenti quotidiani, l’energia attraversa le scelte di famiglie e imprese. In tempi in cui i prezzi sono alle stelle, non conta però solo quanto costa, ma anche quanto sia possibile programmarne la spesa: una condizione essenziale per decidere un investimento, rinnovare una flotta o gestire il bilancio domestico. Nel frattempo, la transizione modifica produzione e consumi: nel 2025 le rinnovabili hanno coperto il 41% della domanda elettrica italiana, rendendo sempre più importante coordinare energia disponibile, infrastrutture e utilizzi. Le risposte delle aziende, quindi, si orientano verso forniture più stabili, spostamenti casa-lavoro più efficienti e gestione integrata della ricarica.
“La crisi dei prezzi energetici – osserva Guglielmo Fabbricatore, partner e co-head of energy di Dwf Italy – ha accelerato un processo già in corso: per le imprese l’energia non è più soltanto un costo operativo, ma una componente strategica della competitività e della gestione del rischio. In questo scenario, lo sviluppo delle fonti rinnovabili assume un ruolo centrale. Sul piano regolamentare, l’Italia dispone oggi di un quadro normativo significativamente rinnovato: alla disciplina autorizzativa si affiancano quella delle aree idonee e nuovi strumenti di sostegno come il Fer X (finalmente definitivo), dedicato alle principali tecnologie rinnovabili per la produzione di energia elettrica, che disciplina il supporto alla produzione da fotovoltaico, eolico, idroelettrico e gas residuati dai processi di depurazione e trova applicazione fino al 31 dicembre 2030”.
“A questo si aggiunge il biometano, che rappresenta una componente importante della transizione energetica e della diversificazione degli approvvigionamenti: il quadro normativo – chiarisce – sostiene sia la realizzazione di nuovi impianti sia la riconversione di impianti a biogas esistenti, attraverso gli strumenti previsti dal decreto Biometano e dal Pnrr. Il meccanismo comprende, in particolare, forme di sostegno agli investimenti e alla produzione di biometano. Per trasformare il quadro normativo in nuova capacità produttiva, occorre però che certezza delle regole, rapidità dei procedimenti e stabilità dei meccanismi di remunerazione accompagnino l’intero ciclo dell’investimento. Per investitori e imprese, infatti, la prevedibilità regolatoria è ormai una componente essenziale della bancabilità dei progetti e, più in generale, della sicurezza energetica”.
La componente fiscale rappresenta un ulteriore elemento da considerare nella gestione dei costi energetici. In questo ambito si inserisce l’attività di unilegion, società tedesca specializzata nell’organizzazione e nel finanziamento di azioni collettive in Europa, che ha avviato un progetto dedicato alle imprese per il recupero dell’addizionale regionale sul gas naturale, qualora la Corte costituzionale, dopo l’udienza del 7 ottobre, confermasse anche per il gas, come è già stato per l’energia elettrica, l’illegittimità del prelievo. “La decisione della Corte costituzionale potrebbe avere conseguenze economiche rilevanti per numerose imprese italiane, in particolare per quelle caratterizzate da consumi energetici elevati. Il precedente relativo all’energia elettrica rende questa pronuncia particolarmente importante. Per le aziende sarà fondamentale innanzitutto ricostruire quanto effettivamente versato e valutare tempestivamente la propria posizione”, afferma Michael B. Gramkow, amministratore delegato di unilegion.
Accanto alla verifica degli oneri che compongono la bolletta, le imprese stanno ripensando più in generale il proprio modo di proporsi al mercato: alla fornitura affiancano strumenti per pianificare i costi, alle tecnologie servizi per governare meglio i consumi. Un cambiamento che collega tre ambiti della vita quotidiana: la casa, il tragitto verso il lavoro e la mobilità aziendale.
Compagnia Energetica Italiana, società del Gruppo Compago, rafforza il segmento domestico con l’esperienza maturata in oltre dieci anni al fianco delle imprese e mettendo al centro la prevedibilità della spesa. “Il costo dell’energia condiziona le scelte delle imprese e delle famiglie. Accanto alla convenienza, diventa essenziale offrire la possibilità di pianificare. Siamo una famiglia di imprenditori: la solidità e la continuità che abbiamo cercato nel costruire il nostro gruppo sono ciò che vogliamo offrire anche alle famiglie che ci scelgono. Fissare il prezzo della materia prima per tre anni significa dare un riferimento a una voce importante del loro bilancio”, dichiara Enrico Pozzi, presidente e amministratore delegato di Compagnia Energetica Italiana.
La spesa energetica prosegue fuori casa, lungo il tragitto verso il lavoro. Qui si inserisce il contributo di Wiseair: conoscere come si muovono i dipendenti permette alle aziende di individuare gli interventi che riducono costi e impatto ambientale. Dagli abbonamenti al trasporto pubblico al carpooling, dalle bici elettriche alle navette, la mobilità diventa parte delle politiche di efficienza e welfare. “Dal nostro osservatorio sulle grandi aziende italiane vediamo che il caro energia sta aumentando l’attenzione anche su costi finora meno governati, come quelli degli spostamenti casa-lavoro”, spiega Paolo Barbato, Ceo e founder di Wiseair. “Carburante e ricarica – prosegue – pesano sul bilancio delle persone, mentre le emissioni degli spostamenti rientrano nello Scope 3 delle aziende. Le risposte vanno dagli incentivi per bici elettriche e trasporto pubblico al carpooling e alle navette per l’ultimo miglio. Ma tutto funziona quando parte dai dati: sapere chi si sposta, da dove e con quale mezzo permette di agire dove il risparmio è reale. È la differenza tra un incentivo e una strategia”.
I dati possono guidare anche interventi più strutturali: aziende dello stesso territorio che condividono le proprie esigenze di mobilità possono contribuire a orientare servizi di trasporto e infrastrutture verso la domanda effettiva. Per le flotte aziendali, questa esigenza di pianificazione incontra il passaggio all’elettrico. Veicoli, punti di ricarica, disponibilità di energia e tempi di utilizzo vanno valutati insieme: il rifornimento diventa parte dell’organizzazione del lavoro. In questa direzione si muove Silla Industries, azienda padovana specializzata nelle tecnologie di ricarica. Con il rafforzamento della collaborazione con Repower, i suoi dispositivi si integrano con servizi digitali per la gestione delle flotte e la rendicontazione dei consumi, riunendo infrastrutture e strumenti di controllo.
“Per un’impresa, scegliere l’elettrico – sottolinea Alberto Stecca, Ceo e cofondatore di Silla Industries – significa organizzare in modo diverso una parte dei propri consumi energetici. Bisogna partire dai chilometri percorsi, dalle soste e dalle esigenze di chi utilizza i mezzi. Il nostro lavoro evolve verso l’integrazione di tecnologia e servizi per aiutare le aziende a conoscere i consumi e gestire le flotte. La convenienza si misura sul costo complessivo d’uso: infrastrutture accessibili e una gestione semplice della ricarica sono decisive per rendere praticabile la transizione”. Dalle bollette agli spostamenti, dunque, l’esigenza è comune: rendere la spesa più prevedibile e usare meglio l’energia. Contratti, dati e tecnologie diventano così gli strumenti con cui gli operatori rispondono all’incertezza e costruiscono la propria competitività.
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