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Cuamm, due specializzande di Padova partono per Maputo: sei mesi al fianco dei medici locali

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Valeria Dandrea e Arianna Vincenti, specializzande in pediatria a Padova, partiranno il 21 ottobre per il Mozambico. Trascorreranno sei mesi a Maputo come Junior Project Officer del Cuamm: per la prima volta due partecipanti al programma avranno base nella capitale del Paese.

Cuamm a Maputo, una nuova destinazione per le specializzande

Sei mesi di lavoro insieme ai medici e agli operatori sanitari mozambicani. È l’esperienza che attende Valeria Dandrea e Arianna Vincenti, entrambe specializzande in pediatria a Padova, in partenza il 21 ottobre con Medici con l’Africa Cuamm. L’organizzazione padovana ha annunciato la missione con un comunicato del 20 ottobre.

Dandrea ha trent’anni ed è di Borgo Valsugana, in Trentino; Vincenti ne ha ventotto ed è originaria di Cisternino, nel Brindisino. Saranno inserite come Junior Project Officer, sigla Jpo, in uno dei progetti sanitari dell’organizzazione. Il periodo in Mozambico affiancherà il loro percorso di specializzazione.

La prima base nella capitale

Secondo il Cuamm, è la prima volta che due Jpo fanno base a Maputo. La destinazione introduce un contesto urbano in un programma che spesso indirizza i giovani medici verso aree rurali. Nella capitale l’organizzazione sostiene l’Ospedale Generale di Mavalane, impegnato nella salute materno-infantile, nelle cure pediatriche e nell’assistenza alle persone con malattie croniche.

La collaborazione con questa struttura rientra nel sostegno del Cuamm ai servizi materno-infantili in Mozambico, sviluppato insieme alle istituzioni e ai professionisti locali. Il comunicato presenta il nuovo incarico come un’esperienza di affiancamento e apprendimento sul campo.

Due percorsi verso la stessa scelta

Per Vincenti il desiderio di lavorare in un contesto con risorse limitate risale già al periodo successivo alla laurea. Ha scelto di aspettare per arrivare alla partenza con maggiore esperienza clinica. La scuola di specializzazione, spiega, ha approvato il progetto; il confronto quotidiano con la realtà di Maputo definirà il resto del percorso.

Dandrea racconta invece una scelta maturata progressivamente durante il lavoro. Al centro pone l’accesso alla salute come diritto e la volontà di conoscere da vicino un sistema sanitario diverso. Essere fra le prime partecipanti nella capitale, osserva, significa anche partire senza l’esperienza raccontata dai colleghi che potrebbero averle precedute.

Entrambe descrivono i sei mesi come una tappa professionale e umana. L’attività sarà svolta al fianco del personale locale, nel quadro dei progetti che il Cuamm porta avanti in Mozambico dal 1978.

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