Nel Padovano i cittadini che non hanno scelto un medico di famiglia sono 37.556. L’Ulss segnala migliaia di posti disponibili, ma resta il nodo della distanza dagli ambulatori e della copertura nei quartieri più scoperti.
Quando il medico di famiglia smette di ricevere, va in pensione o lascia l’ambulatorio, per i pazienti comincia una ricerca che può diventare complicata. Nel Padovano il problema riguarda migliaia di persone: all’11 settembre erano 37.556 i cittadini che non avevano scelto un medico di medicina generale, oltre duemila in più rispetto a dieci giorni prima. Il dato riporta al centro una domanda concreta: avere posti disponibili sulla carta significa riuscire davvero a trovare un medico vicino a casa?
Medici di base a Padova, i numeri e il nodo degli ambulatori
La situazione ha una doppia faccia. L’Ulss 6 Euganea ha comunicato che, a fronte dei cittadini senza medico, risultavano circa 24.500 posti disponibili presso i professionisti già in servizio. L’azienda ha inoltre attivato 11 servizi di continuità assistenziale diurna, con 57 medici che seguono oltre 24mila pazienti.
Ma la disponibilità complessiva non risolve automaticamente il problema di chi cerca un ambulatorio nel proprio quartiere. Lo stesso quadro fornito dall’Ulss riconosce che le persone possono avere difficoltà quando il nuovo medico si trova lontano dalla sede precedente.
A pesare è anche il ricambio professionale. Per il 2026 l’azienda sanitaria aveva indicato un fabbisogno teorico di 434 medici; al bando per le zone carenti hanno risposto appena 22 professionisti, molti dei quali già impegnati con incarichi provvisori.
La sfida è garantire una risposta vicino a casa
La carenza non si misura soltanto contando chi non ha ancora effettuato una scelta. Conta anche quanto sia semplice raggiungere un ambulatorio, ottenere assistenza continuativa e orientarsi tra le alternative disponibili.
Per una persona giovane e autonoma spostarsi può essere gestibile; per un anziano solo, una persona con difficoltà motorie o una famiglia senza un mezzo proprio, la distanza può diventare un ostacolo reale.
È qui che i numeri devono tradursi in risposte concrete: capire quali zone restano più difficili da coprire, dove vengono indirizzati i pazienti e quali soluzioni possono diventare stabili. Perché il medico di famiglia non è soltanto un nome da inserire in un elenco: è il riferimento a cui ci si rivolge quando si sta male e si ha bisogno di sapere da dove cominciare.