Chi sceglie i vertici degli enti regionali? E quanto sappiamo del loro lavoro? A queste domande ha provato a rispondere l’incontro “Nomine regionali: la carica dei trecento”, ospitato il 20 ottobre nella nuova redazione di VicenzaPiù, in viale Verona 35, testa consorella di Padova24Ore.it e di Verona Online.,it che ha aperto una sede, il cui nome, Spazio aperto, identifica un nuovo modo di stare a contatto con i lettori che lì diventano anche ascoltatori e interlocutori attivi nei numerosi incontri programmati.
Al centro, il lavoro del giornalista Renzo Mazzaro, le tabelle di Serena Balbo sul mensile VicenzaPiù n. 311, sfogliabile online dagli abbonati, e un dibattito, gestito dal collega Luca Pozza, corrispondente ANSA, che ha lavorato al Gazzettino dal 1994 al 2020 e collaborato anche con Il Sole 24 Ore e Radio 24, che ha toccato anche l’utilità degli organismi pubblici e la Pedemontana.

A fare da padrone di casa è stato Giovanni Coviello, fondatore e direttore responsabile di ViPiù. Ingegnere elettronico e giornalista, ha fondato la testata nel 2006, quando VicenzaPiù era ancora un giornale cartaceo. Negli anni il progetto si è sviluppato anche online e, da qualche mese, anche con le testate di Padova e Verona. La nuova sede di viale Verona ospita oggi Spazio Aperto, pensato come luogo per incontri, iniziative e discussioni aperte alla città tra cui mercoledì 28 sempre alle 18.30, Il ruolo dei comitati sul territorio con mamme No Pfas, Tuteliamo la salute di Montecchio Precalcino e il Coordinamento comitati per l’ex Centrale del latte di Vicenza.
Nomine regionali: la carica dei trecento
Novantasette enti e società, numerosi incarichi e tante questioni ancora da approfondire. Le nomine regionali non riguardano soltanto i nomi scelti per guidare gli organismi. Riguardano anche le loro funzioni, i risultati e i criteri utilizzati per selezionarne i vertici (qui l’articolo su ViPiu.it con altri dettagli).
Da qui che è partito l’incontro che ha riunito giornalisti e cittadini attorno a un tema spesso poco presente nel dibattito quotidiano. L’obiettivo era andare oltre l’elenco delle nomine e provare a capire che cosa ci sia dietro.
Novantasette enti, una mappa della Regione Veneto
La serata ha preso le mosse dall’approfondimento Nomine regionali: la carica dei trecento, firmato da Renzo Mazzaro e pubblicato su VicenzaPiù Viva, numero 311. Mazzaro è un giornalista che segue la politica veneta e la Regione dal 1986. Nel corso della sua carriera ha lavorato per Il Mattino di Padova, la Nuova Venezia e la Tribuna di Treviso. Ha inoltre pubblicato diversi libri dedicati al Veneto, tra cui I padroni del Veneto, Veneto anno zero e Banche, banchieri e sbancati. Accanto a lui è intervenuta Serena Balbo, giornalista pubblicista che scrive per le testate del nostro gruppo. È sua la mappatura tabellare degli organismi coinvolti, uno strumento utile per orientarsi tra realtà diverse per natura e funzioni.
La ricognizione riguarda 97 enti e società interessati dalle nomine effettuate tra giugno e luglio dalla nuova amministrazione regionale guidata da Alberto Stefani. La suddivisione comprende 47 enti pubblici e organismi legati al servizio sanitario regionale, 38 enti di diritto privato controllati dalla Regione e 12 società. In quest’ultimo gruppo rientrano partecipazioni dirette, indirette e altre quote. I numeri, però, sono soltanto il punto di partenza. Dietro ogni sigla c’è un organismo con compiti e responsabilità specifici. Capire come opera significa anche chiedersi se svolga una funzione necessaria e come vengano valutati i risultati. La tornata di nomine ha interessato anche il territorio padovano, con incarichi in organismi come Ater, Esu e Corecom, come ricostruito nell’approfondimento sulle nomine regionali che riguardano anche il territorio padovano
Nomine regionali tra politica e competenze: il nodo degli incarichi
L’esposizione di Mazzaro ha portato l’attenzione sui criteri con cui vengono scelti i vertici degli enti regionali. Il tema è delicato: da una parte ci sono le competenze e l’esperienza richieste per guidare un organismo. Dall’altra, il peso delle appartenenze e degli equilibri politici.
La questione non si esaurisce nella scelta di una persona. C’è anche da capire quanto spazio, poco, venga riservato alla discussione sulle attività degli enti e sui risultati raggiunti. Le nomine attirano l’attenzione quando vengono annunciate spesso senza troppe valutazioni precedenti anche da parte dell’opposizione. Ancora meno visibile, talvolta se non spesso, è il lavoro che segue. È su questo terreno che l’approfondimento giornalistico prova a spostare lo sguardo. Non soltanto chi riceve un incarico, dunque, ma anche quali obiettivi debba raggiungere e come venga valutato il suo operato.
Il dibattito entra nel merito: utilità degli enti e Pedemontana
La presentazione delle tabelle ha lasciato spazio al confronto con i presenti. Uno dei temi affrontati è stato l’effettivo valore dei diversi organismi regionali. Non tutti hanno lo stesso ruolo e non tutti svolgono funzioni paragonabili. Per questo, è importante capire quali servizi offrano e quale utilità abbiano per il territorio.
Il dibattito si è concentrato anche sulla necessità di distinguere tra enti con compiti essenziali e realtà il cui funzionamento merita un’analisi più approfondita. La questione non riguarda soltanto l’esistenza di queste strutture. Riguarda anche il loro impatto concreto e la capacità di rispondere alle esigenze per cui sono state create.
Nel corso dell’incontro, su sollecitazione dei presenti, si è parlato, inoltre, della Pedemontana. Il tema si inserisce in una discussione più ampia sulle grandi questioni regionali e sullo spazio che ricevono nell’informazione quotidiana.
Sono argomenti che richiedono tempo e approfondimenti. Non sempre trovano spazio sufficiente nella cronaca di ogni giorno, spesso concentrata sulle notizie immediate. Il confronto a Spazio Aperto ha offerto l’occasione per riportarla al centro della discussione e raccogliere osservazioni su aspetti che meritano ulteriori verifiche.
La mappa è solo il primo passo
Il lavoro non finisce con una tabella e nemmeno con una serata di confronto. La mappatura di Serena Balbo offre una base da cui partire, mentre l’approfondimento di Renzo Mazzaro porta alla luce i meccanismi che accompagnano le nomine. Adesso resta da entrare più a fondo nelle singole realtà, capire come lavorano e quali risultati raggiungono.
La ricerca proseguirà con ulteriori approfondimenti e un nuovo incontro. Ci sarà quindi modo di tornare sui diversi organismi, senza fermarsi ai nomi di chi li guida. Perché sapere chi è stato nominato è solo una parte della storia. L’altra, forse la più interessante, è capire che cosa succede una volta ricevuto l’incarico.