Fabio Finotti è il nuovo presidente del Conservatorio Pollini per il triennio 2026-2029. Succede a Flavio Zanonato e indica fra gli obiettivi l’apertura internazionale e il rapporto con il territorio. Nel primo incontro con gli uffici ha annunciato disponibilità e impegno per l’istituzione.
Conservatorio Pollini, la presidenza passa a Fabio Finotti
Il Conservatorio Cesare Pollini di Padova ha un nuovo presidente: Fabio Finotti, che succede a Flavio Zanonato per il triennio 2026-2029. La scelta del Ministero dell’Università e della Ricerca è ricaduta sullo studioso padovano all’interno della terna proposta dal Consiglio accademico.
La nomina è riferita da Nordest24, che riporta anche il primo incontro con gli uffici, avvenuto venerdì 23 ottobre. Finotti ha espresso la volontà di conoscere l’organizzazione dell’istituto e il lavoro delle persone che lo fanno funzionare.
Una carriera fra università e promozione culturale
Nato e residente a Padova, Finotti ha studiato alla Normale di Pisa. Nel suo percorso figurano l’insegnamento della Letteratura italiana nelle università di Trieste e Pola, la cattedra di Italian Studies alla University of Pennsylvania e la direzione dell’Istituto Italiano di Cultura di New York.
Nel confronto con il personale ha valorizzato le iniziative che portano il Conservatorio fuori dalla sede, anche nella provincia. La musica, nella sua lettura, svolge una funzione educativa e sociale, oltre alla preparazione professionale degli allievi.
Più relazioni internazionali e attenzione agli studenti
Nell’intervista al Mattino di Padova, il nuovo presidente indica l’internazionalizzazione fra le priorità: rafforzare la presenza del Pollini all’estero e attrarre studenti stranieri. L’obiettivo dichiarato comprende relazioni durature e un legame con gli allievi capace di proseguire anche dopo gli studi.
Finotti richiama inoltre il valore delle competenze dei docenti e degli studenti e l’apertura alle nuove esperienze musicali, compresa l’elettronica. Prima di entrare nel merito delle questioni amministrative ancora aperte, afferma di voler conoscere documenti e progetti.
Il passaggio di presidenza apre dunque un mandato triennale nel quale il rapporto con Padova e la dimensione internazionale sono presentati come direttrici complementari. Sono gli obiettivi indicati dal nuovo presidente: la loro attuazione sarà affidata al lavoro dell’istituzione nei prossimi anni.