All’Esmo 2026 in corso a Madrid, Emiliano Tamburini, direttore del dipartimento di Oncologia dell’Ospedale Cardinale Panico di Tricase (Lecce) commenta i risultati dello studio Volga, dedicato ai pazienti con tumore della vescica muscolo-invasivo che non possono ricevere la chemioterapia con cisplatino. “La combinazione di durvalumab ed enfortumab vedotin ha mostrato una riduzione del rischio di recidiva o progressione della malattia e del rischio di morte, aprendo nuove prospettive di trattamento per pazienti che fino a oggi disponevano di opportunità limitate, in particolare anziani, soggetti fragili che avevano come sola opzione la chirurgia”.