(Adnkronos) –
Le vampate di calore che affliggono particolarmente le pazienti con tumore al seno che stanno assumendo terapia anti-ormonale, possono essere affrontati con la nuova terapia non ormonale elinzanetant. Importanti conferme della sua efficacia arrivano dal congresso annuale dell’European society for medical oncology (Esmo) di Madrid. Al meeting spagnolo è stata presentata un’analisi post hoc dello studio Oasis-4, volta ad approfondire i risultati e capire se l’efficacia di elinzanetant fosse coerente anche considerando la durata della terapia endocrina.
Il gruppo esaminato era composto da 474 donne (d’età compresa tra i 18 e i 70 anni) che presentavano almeno 35 episodi alla settimana di vampate di grado da moderato a severo. Le partecipanti sono state divise in due gruppi: il primo ha ricevuto il trattamento con elinzanetant (per 52 settimane) il secondo invece placebo (per 12 settimane) e poi elinzanetant (per 40 settimane).
“La terapia orale agisce bloccando l’attività di alcuni recettori, a livello del cervello, coinvolti nella regolazione della temperatura corporea e del sonno – spiega Matteo Lambertini, associato dell’Università di Genova, direttore dell’Oncologia medica dell’Ente Ospedaliero Ospedali Galliera di Genova e coordinatore dello studio -. Senza ricorrere all’utilizzo di ormoni può quindi aiutare l’organismo femminile a controllare le vampate di calore e le sudorazioni diurne e notturne. Nello studio Oasis-4 era stato evidenziato come il trattamento con elinzanetant rispetto al placebo avesse determinato una maggiore riduzione sia della frequenza sia della severità dei sintomi vasomotori, già alla prima settimana. In questa analisi post hoc l’effetto benefico risulta presente indipendentemente dal periodo di tempo di somministrazione della terapia endocrina. Perciò i dati confermano le potenzialità di elinzanetant contro gli effetti collaterali legati ad una delle più utilizzate terapie anti-cancro, a prescindere da quanto tempo si stia assumendo la terapia endocrina. C’è, infatti, un bisogno medico ancora insoddisfatto per le nostre pazienti che è proprio la gestione di sintomi frequenti, severi e molto simili a quelli sperimentati dalle donne durante la menopausa naturale”.
“Oltre il 70% di tutti i casi di carcinoma mammario esprime i recettori ormonali – sottolinea Nicla La Verde, membro della Giunta nazionale Aiom Associazione italiana di oncologia medica -. Solo in Italia ammontano a 37mila le nuove diagnosi l’anno. Molte pazienti operate per questa patologia devono ricorrere alla terapia endocrina adiuvante, per prevenire la ricomparsa della malattia. E’ una cura efficace ma che provoca spesso fastidiosi sintomi vasomotori. I più diffusi sono le vampate ovvero improvvise sensazioni di calore, anche intenso, che si manifestano principalmente su viso, collo e torace. Altri effetti collaterali frequenti sono i disturbi del sonno, la sudorazione durante il giorno o la notte, i dolori osteoarticolari. Sono tutti eventi avversi che, se diventano particolarmente intensi e frequenti, possono compromettere la qualità di vita”.
“Il trattamento con elinzanetant è risultato sicuro e non interferisce con le altre terapie assunte dalla paziente – concludono Lambertini e La Verde -. La sopravvivenza al carcinoma mammario è in crescita in tutta Europa soprattutto quando il tumore viene individuato allo stadio precoce. La riduzione degli effetti collaterali legati alle terapie e il miglioramento della qualità di vita sono due temi sempre più al centro della ricerca clinica”.
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