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Negozi sfitti a Padova, un locale può restare vuoto per 7 anni: «Servono interventi strutturali»

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I negozi sfitti sono una sfida per il commercio di vicinato: a Padova un locale può restare inutilizzato per 7,2 anni. Confcommercio chiede incentivi ai Comuni per favorire le riaperture e riportare vitalità nelle strade.

A Padova un negozio inutilizzato può restare vuoto per una media di 7,2 anni. È il dato rilanciato da Confcommercio Padova, che torna a mettere sotto i riflettori la desertificazione commerciale: vetrine spente per periodi lunghi, difficoltà nel trovare nuovi gestori e un tessuto di attività di vicinato sempre più fragile.

Il problema si inserisce in una crisi nazionale. Secondo la ricerca dell’Ufficio Studi di Confcommercio con l’Istituto Tagliacarne, entro la fine del 2026 in Italia si arriverà a 458mila negozi sfitti, pari al 17% dell’offerta commerciale. La perdita economica stimata è di 4,4 miliardi di euro all’anno.

Negozi sfitti a Padova: il peso degli affitti

Un elemento pesa in modo particolare: la proprietà dei locali. In Veneto, secondo i dati diffusi da Confcommercio Padova, su 47.205 esercizi commerciali attivi, 29.516 sono in affitto. Si tratta del 62,5% del totale.

Per chi vuole aprire un’attività, il canone si aggiunge alle spese di gestione, alle bollette e alla concorrenza del commercio online. Per chi possiede un immobile, invece, lasciarlo inutilizzato a lungo significa rinunciare a un’entrata senza avere la certezza di trovare un nuovo inquilino.

Il fenomeno non riguarda soltanto l’economia. Una vetrina che rimane spenta per anni può privare una strada di un servizio, ridurre il passaggio di persone e rendere meno vivace il quartiere. È su questo aspetto che insiste Patrizio Bertin, presidente di Confcommercio Padova, secondo cui il negozio di vicinato rappresenta una vera e propria «infrastruttura civica» per la vita urbana.

Tasse e incentivi, la richiesta ai Comuni

Per contrastare le chiusure, Confcommercio Padova chiede interventi che vadano oltre gli aiuti occasionali. Tra le proposte avanzate ai 101 Comuni della provincia c’è l’azzeramento delle tasse locali per tre anni a chi riapre un negozio sfitto, insieme a possibili riduzioni di Tari e Imu e ad agevolazioni per i proprietari disposti ad abbassare gli affitti.

Se una vetrina resta spenta per sette anni, il problema non è più soltanto trovare un commerciante disposto ad aprire. Occorre capire perché quel locale non riesce a tornare sul mercato e che cosa può fare il territorio per renderlo nuovamente attrattivo. È questa la sfida dietro i negozi sfitti: riportare persone, attività e servizi nelle strade, prima che le serrande abbassate diventino la normalità.

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