La Regione annuncia un accordo per i 58 lavoratori della sede FDF di Oppeano, in vista della cessazione dell’attività. Previsti esodi incentivati, ammortizzatore sociale fino a dicembre con possibile proroga e politiche attive. Resta aperta la possibilità di una reindustrializzazione.
FDF Oppeano, le tutele previste dall’accordo
È stato sottoscritto il 28 ottobre uno schema di accordo per i 58 lavoratori della sede FDF di Oppeano, nel Veronese, in vista della prossima cessazione dell’attività. Lo annuncia l’assessore regionale Massimo Bitonci, riferendo che il testo è stato approvato anche dall’assemblea dei lavoratori.
L’azienda, specializzata nella produzione e lavorazione di aste e tubi cromati, attraversava una crisi prolungata. Secondo la ricostruzione della Regione, gli impianti erano già completamente fermi e non era stato possibile attuare il piano di ristrutturazione e rilancio previsto.
Esodi, ammortizzatori e politiche attive
L’intesa contempla l’esodo incentivato e il nuovo impiego di un ammortizzatore sociale fino a dicembre 2026, con una possibile proroga ad aprile 2027. A questi strumenti si affiancano le politiche attive regionali per agevolare il reimpiego presso altre aziende del territorio.
La proroga è indicata come una possibilità, non come una misura già acquisita. Allo stesso modo, l’accompagnamento verso nuove occupazioni costituisce l’obiettivo degli strumenti previsti: il comunicato non annuncia ricollocazioni già concluse.
Il confronto ha coinvolto Fiom Cgil e Uilm Uil, l’azienda con il supporto di Confindustria Verona e la mediazione della Regione Veneto insieme all’Unità di crisi aziendali. Bitonci descrive una trattativa attraversata da diverse fasi di forte criticità.
La prospettiva del sito produttivo
Lo schema esplicita anche la disponibilità dell’azienda a facilitare interlocuzioni con istituzioni ed eventuali soggetti interessati a iniziative di reindustrializzazione. Si tratta di una prospettiva aperta al confronto, distinta da un progetto industriale già definito.
FDF figurava già fra i casi segnalati nella mappatura Fiom della crisi metalmeccanica veneta di luglio. L’accordo odierno aggiunge ora un quadro di strumenti per i dipendenti della sede di Oppeano. La Regione, conclude Bitonci, continuerà a monitorare l’evoluzione della situazione.