La PAC post 2027 deve riservare almeno il 35% del bilancio a biodiversità e resilienza climatica: è la richiesta di Lipu, Pro Natura e WWF Italia. Le associazioni criticano la posizione negoziale del Consiglio UE, mentre gli importi restano nel confronto sul futuro bilancio europeo.
PAC post 2027, la richiesta delle associazioni
Una quota vincolata di almeno il 35% dell’intero bilancio della futura Politica agricola comune per la biodiversità e la resilienza climatica. È la proposta rilanciata il 29 ottobre da Lipu, Federazione Pro Natura e WWF Italia, in una nota congiunta diffusa dall’ufficio stampa Lipu. Le tre organizzazioni chiedono che il sostegno agli agricoltori accompagni la tutela degli ecosistemi da cui dipende la produzione.
La presa di posizione segue il mandato negoziale parziale sulla PAC approvato dal Consiglio UE il 26 ottobre. Il Consiglio precisa che l’intesa riguarda il quadro della politica agricola dopo il 2027, mentre gli aspetti finanziari e orizzontali restano nel negoziato sul Quadro finanziario pluriennale 2028–2034. Gli stanziamenti non sono quindi definiti da questo accordo.
La critica alla semplificazione
Secondo le associazioni, la maggiore flessibilità perseguita dai ministri rischia di ridurre gli impegni per ambiente, clima e biodiversità. Lipu, Pro Natura e WWF contestano inoltre un sostegno che, nella loro valutazione, continua a favorire i grandi proprietari rispetto alle piccole aziende agricole. Sono giudizi delle organizzazioni sul percorso di riforma.
Il Consiglio descrive invece il futuro quadro come uno strumento per rendere gli aiuti più mirati, sostenere la competitività e offrire agli Stati membri maggiore flessibilità, mantenendo obiettivi ambientali e climatici. Le due letture si confrontano in una fase ancora negoziale.
Acqua, colture e resilienza
Le organizzazioni indicano gestione delle acque su scala di paesaggio, colture resilienti e pratiche agroecologiche tra le priorità da finanziare. Chiedono che gli agricoltori possano contribuire alla risposta a siccità, alluvioni e incendi con misure e risorse certe.
La soglia del 35% è una richiesta delle tre associazioni, non un vincolo già approvato. Il confronto prosegue tra il negoziato sul bilancio pluriennale dell’Unione e quello sulle regole agricole: l’esito determinerà sia le risorse disponibili sia le condizioni del sostegno alle imprese.