UPPI Padova sollecita il rinnovo degli accordi territoriali per gli affitti a canone concordato nel capoluogo e l’avvio dei tavoli in provincia. Silvio Barbiero sostiene le proposte fiscali discusse per la Manovra 2027, distinguendo le misure prospettate dalle agevolazioni già operative.
Affitti a Padova: l’appello di UPPI agli altri sindacati
Rinnovare l’accordo territoriale di Padova e aprire subito il confronto negli altri Comuni della provincia. È la richiesta avanzata da UPPI nel comunicato del 29 ottobre sulle locazioni e sulle proposte fiscali collegate alla Manovra 2027. A formularla è Silvio Barbiero, presidente provinciale e vicario nazionale dell’Unione Piccoli Proprietari Immobiliari.
Per l’associazione, il tema degli affitti a Padova non può esaurirsi nel dibattito sulle aliquote. Servono anche parametri locali aggiornati per i contratti a canone concordato. Barbiero chiede alle altre organizzazioni sindacali di concludere il nuovo accordo per il capoluogo, sul quale, secondo la nota, si lavora dal settembre 2025.
Le aliquote indicate nella nota sono proposte
UPPI esprime favore per tre misure che il comunicato riferisce al confronto sulla legge di Bilancio: una minicedolare all’1% per contratti concordati destinati a under 35 e giovani famiglie a basso reddito; la riduzione dal 10% al 5% per il canone concordato ordinario; una cedolare al 21% per i negozi di vicinato sotto i 300 metri quadrati.
Si tratta delle ipotesi descritte e sostenute dall’associazione, non di agevolazioni già approvate e applicabili. Anche l’approfondimento di UPPI sulla proposta del 5% richiama la necessità di attendere l’iter legislativo. Le condizioni concrete dipenderanno dai testi definitivi.
Il nodo dei parametri locali
Barbiero lega l’efficacia degli eventuali incentivi al rinnovo degli accordi, chiedendo che proprietari e inquilini possano contare su strumenti coerenti con il mercato attuale. L’obiettivo indicato è favorire le locazioni residenziali stabili e sostenere l’accesso alla casa per giovani e famiglie, insieme alla permanenza delle attività di prossimità.
L’appello riguarda dunque due livelli distinti: il Parlamento, chiamato a discutere le misure fiscali, e le rappresentanze locali, impegnate sui parametri dei contratti. La nota non annuncia una nuova intesa già firmata né una data di conclusione del confronto padovano.