Agenti di commercio padovani, la Fnaarc Confcommercio denuncia costi dell’auto e carburanti sempre più pesanti. Per il presidente Carlo Trevisan, deducibilità ferma ai valori del 1986 e agevolazioni insufficienti rischiano di comprimere i margini di circa cinquemila professionisti della provincia.
Agenti di commercio padovani, la protesta sui costi
La crescita dei costi dell’auto e dei carburanti mette sotto pressione circa cinquemila agenti e rappresentanti attivi nel Padovano. A lanciare l’allarme è Carlo Trevisan, presidente della Fnaarc Confcommercio Padova, che definisce la categoria «invisibile» e chiede al Governo un confronto urgente sulle misure fiscali e sulla mobilità.
Il limite fiscale fermo al 1986
Secondo quanto riportato da PadovaOggi nella ricostruzione della protesta, gli agenti possono dedurre l’80% del costo dell’auto entro un tetto massimo di 25.822,84 euro. Trevisan osserva che il limite deriva dai cinquanta milioni di lire fissati nel 1986 e nessun governo lo ha mai aggiornato ai prezzi attuali.
La recente esenzione dal bollo, aggiunge il presidente, interessa soprattutto le utilitarie e incide poco sui veicoli adatti alle lunghe percorrenze. Un agente di commercio percorre mediamente circa sessantamila chilometri all’anno e sostiene quindi spese elevate per acquisto, manutenzione e alimentazione dell’automobile.
Carburante e margini sotto pressione
La Fnaarc segnala inoltre che il Governo ha prorogato lo sconto sul gasolio in misura ridotta, mentre i prezzi alla pompa sono aumentati. Per l’associazione, il beneficio rischia così di diventare marginale proprio per i lavoratori che dipendono maggiormente dall’auto.
Trevisan chiede misure mirate per le categorie più esposte e richiama anche la situazione dei professionisti in regime forfettario. L’obiettivo è evitare che l’aumento delle spese assorba una parte crescente dei ricavi e riduca la sostenibilità economica dell’attività.
Il tema si inserisce nel quadro più ampio del commercio padovano, già seguito in un precedente aggiornamento sulla ripartenza delle attività economiche. La richiesta ora è trasformare il confronto in interventi fiscali adeguati ai costi reali sostenuti dalla categoria.