Aggressioni ai sanitari: a Praglia presentati i dati veneti dei primi nove mesi del 2026, con 2.321 episodi contro 2.202 nello stesso periodo del 2025. Undici Ordini professionali riuniti per discutere prevenzione e sicurezza, dagli ospedali ai servizi sul territorio.
Aggressioni ai sanitari, il confronto degli Ordini a Praglia
Sono 2.321 le aggressioni fisiche o verbali registrate in Veneto tra gennaio e settembre 2026, contro le 2.202 dello stesso periodo del 2025. Il dato è stato presentato sabato 24 ottobre all’Abbazia di Praglia, a Teolo, durante il congresso “Professionisti in sicurezza”, promosso dal Tavolo interordinistico socio-sanitario provinciale di Padova.
I numeri regionali
Come riferisce ANSA nel resoconto del congresso, il direttore sanitario di Azienda Zero Stefano Kusstatscher ha illustrato le segnalazioni regionali. Quelle complessive di “incident reporting” scendono da 12.053 a 11.598; aumentano invece gli episodi di aggressione.
Il confronto riguarda due periodi omogenei, i primi nove mesi dei rispettivi anni. I numeri si riferiscono all’intero Veneto, non alla sola provincia di Padova. All’incontro hanno partecipato gli assessori regionali Gino Gerosa e Paola Roma e il procuratore di Padova Angelantonio Racanelli.
Dagli ospedali al territorio
Il programma illustrato dalla Federazione nazionale dei chimici e dei fisici dedica attenzione anche a chi lavora fuori dalle grandi strutture ospedaliere. Il confronto coinvolge undici Ordini e affianca competenze professionali, giuridiche e operative.
La Federazione indica tra i contributi quello della presidente Nausicaa Orlandi, inserita nel comitato scientifico insieme al responsabile Filippo Crimì. La tavola rotonda sul territorio riunisce rappresentanti di assistenti sociali, farmacisti, fisioterapisti, veterinari, chimici e fisici.
Le strategie di prevenzione
Il programma prevede inoltre un approfondimento sulle modalità di intervento della polizia e dei carabinieri. Un altro tema è la de-escalation: tecniche per contenere i conflitti prima che diventino violenti.
Ai lavori comuni si affiancano tavoli distinti per ciascun Ordine, destinati a formulare proposte operative. La giornata mette così in relazione la lettura dei dati regionali con il lavoro quotidiano nei diversi servizi e con la preparazione dei professionisti alla gestione delle situazioni critiche.