(Adnkronos) – “L’Italia ha risorse e competenze necessarie” per sviluppare una propria strategia sull’intelligenza artificiale, “la sfida è trasformare le conoscenze in progetti concreti, favorendo la collaborazione tra università e imprese e creando nuove opportunità di crescita”. Lo ha detto Stefano Venturi, Special advisor Intelligenza artificiale e transizione digitale di Assolombarda, intervistato dalla vicedirettrice di Adnkronos Jole Saggese durante la diretta realizzata in occasione dell’Assemblea generale di Assolombarda. “In Italia abbiamo risorse straordinarie e vediamo un fermento enorme – sottolinea l’esperto di innovazione digitale, con una lunga esperienza nel settore tecnologico, maturata in aziende come Cisco e Hewlett-Packard -. Il passo decisivo, però, è riuscire a trasformare queste competenze in applicazioni concrete”.
Per permettere alle imprese italiane di cogliere le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale, “non basta investire nelle tecnologie: è necessario anche sviluppare le competenze”, avverte. Secondo Venturi, che è anche presidente di Cefriel, realtà italiana impegnata sui temi della ricerca, dell’innovazione e della formazione che, da oltre 30 anni, accompagna le imprese nazionali e internazionali nel loro percorso di crescita, i due aspetti “devono procedere di pari passo” perché si rafforzano a vicenda. In particolare, “è importante distinguere tra competenze digitali e cultura digitale”, dice. Le “prime sono quelle tecniche necessarie per progettare e realizzare sistemi tecnologici, come nel caso degli ingegneri informatici – osserva -. La cultura digitale, invece, riguarda la capacità di utilizzare queste tecnologie per migliorare il proprio lavoro. Un biologo, per esempio, deve imparare a utilizzare l’intelligenza artificiale per rendere più efficace la ricerca scientifica, mentre un imprenditore deve comprenderne le potenzialità per innovare i processi aziendali e sviluppare nuove opportunità di business. Quando queste due dimensioni si bilanciano, anche gli investimenti possono aumentare: nascono nuove idee, si aprono nuovi mercati e le imprese diventano più produttive e competitive”.
Un altro tema centrale è quello dei giovani e delle professionalità qualificate. Per Venturi, è fondamentale fare in modo che i talenti possano costruire il proprio futuro in Italia, senza però limitarne la libertà di scelta. “I talenti devono restare in Italia, assolutamente, ma non possiamo farli prigionieri. L’obiettivo è creare un ambiente capace di attrarre competenze, sostenere le idee e favorire la nascita di realtà innovative. Per riuscirci, servono imprese dinamiche, investimenti e una visione condivisa del futuro. Solo così l’Italia potrà valorizzare le proprie risorse e sfruttare appieno le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale”, conclude.
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