Sabato 24 ottobre alle 16 cittadini e studiosi si ritroveranno all’Oratorio del Santissimo Crocifisso di Carpanedo, ad Albignasego, per richiamare l’attenzione sul suo recupero. L’iniziativa è promossa da Guardia Archeologica Nazionale e Comitato Salviamo il Santo; accesso interno subordinato alla sicurezza.
Oratorio di Carpanedo, la visita per promuovere il recupero
Un appuntamento pubblico per richiamare l’attenzione su un edificio storico e sulle opere che conserva. Sabato 24 ottobre alle 16, in via Silvio Pellico a Carpanedo di Albignasego, Guardia Archeologica Nazionale e Comitato Salviamo il Santo promuovono una visita all’Oratorio del Santissimo Crocifisso.
Nel comunicato diffuso dagli organizzatori, l’iniziativa nasce dalla preoccupazione per le condizioni dell’oratorio e per il deterioramento del dipinto murale con la Madonna Addolorata e Sant’Antonio da Padova. L’obiettivo dichiarato è avviare un confronto con cittadini e istituzioni su tutela, recupero e valorizzazione.
Le ricerche e le testimonianze artistiche
L’edificio è documentato almeno dal 1747, secondo le indagini storiche richiamate nella nota. Il ricercatore Paolo Caratossidis presenterà i risultati del lavoro documentale, mentre lo storico dell’arte Francesco Caracciolo approfondirà gli aspetti artistici delle testimonianze conservate.
Caracciolo aveva già descritto l’oratorio e il suo patrimonio devozionale, soffermandosi sul dipinto del presbiterio e sulle fonti raccolte da Caratossidis. La data del primo documento noto non coincide necessariamente con quella di costruzione: le attribuzioni cronologiche restano distinte dalle attestazioni archivistiche.
«Non vogliamo limitarci a denunciare il degrado», afferma Caratossidis nel comunicato. Il promotore chiede di costruire le condizioni per salvare il luogo, legandone la tutela alla memoria della comunità rurale.
Partecipazione e condizioni di accesso
La visita è aperta alla cittadinanza. Gli organizzatori precisano però che l’eventuale ingresso nell’edificio dipenderà dalle condizioni di sicurezza e dalle disposizioni della proprietà: l’appuntamento non va quindi inteso come garanzia di accesso all’interno.
Al termine è prevista una merenda tra le vigne, con l’invito a portare e condividere qualcosa. Il momento conviviale accompagnerà il confronto sulle prospettive di recupero, senza sostituire il tema centrale della tutela.
Il comunicato presenta un appello e un’iniziativa di sensibilizzazione. Non annuncia un cantiere già finanziato, un restauro approvato o tempi definiti per gli interventi: questi restano passaggi da costruire.