HomeAdnkronosSalute e BenessereAlimentazione: Mosca (UniMi): "Primi 1000 giorni fase di grande plasticità e fragilità"

Alimentazione: Mosca (UniMi): “Primi 1000 giorni fase di grande plasticità e fragilità”

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(Adnkronos) – “Oggi curare vuol dire fare squadra e lavorare insieme. È questo un primo insegnamento che si vuole portare ai pediatri in formazione. Il secondo aspetto riguarda il fare rete, che vuol dire allargare lo sguardo e non riferirsi solo alle professioni sanitarie, ma anche al mondo delle istituzioni, al mondo scientifico, al mondo delle aziende e alla filiera agroalimentare”. Così Fabio Mosca, professore di Pediatria all’Università degli Studi di Milano, intervenendo come coordinatore al Programma Academy, promosso in partnership tra le scuole di specializzazione in Pediatria, le società scientifiche, le istituzioni e Plasmon, dedicato ai giovani pediatri in formazione, evidenzia che “il mondo scientifico deve portare le evidenze e le conoscenze dalle quali le aziende e i produttori devono trarre le innovazioni per fare prodotti sempre più adeguati a promuovere la salute del bambino. Le istituzioni, da parte loro, devono ovviamente introdurre delle normative che siano al passo coi tempi, essendo consapevoli che quello che facciamo nei primi giorni di vita, nei primi mesi, nei primi anni, avrà conseguenze per tutta la vita”. 

A tale proposito, “i primi mille giorni, che comprendono la gravidanza e i primi 2 anni di vita, sono un periodo molto sensibile. Si tratta di una fase che è caratterizzata da due cose un po’ contrapposte: da una grande plasticità da una parte, quindi capacità anche di rispondere e di difendersi dagli insulti nocivi, ma anche una grande fragilità e vulnerabilità, legata spesso all’immaturità di alcuni sistemi che ovviamente matureranno poi con la crescita e col diventare adulti”. 

In questo contesto un ruolo importante è giocato anche dall’ambiente inteso, “non solo come l’aria, l’inquinamento, l’acqua, il rumore, ma come città a misura di bambino. Prima ancora di nascere, durante la gravidanza, il feto e la mamma sono esposti a una serie di stimoli molto negativi, tossici, pro-infiammatori che determinano poi – specie nelle condizioni estreme, se non si interviene e si previene – effetti a distanza, ma anche immediati, come un rischio aumentato di parto pretermine”. 

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