Anticipo della stagione di caccia: Legambiente insorge

 

Da Legambiente riceviamo e pubblichiamo:
Anche quest’anno diverse Regioni italiane (compreso il Veneto) anticiperanno l’apertura della caccia (cd. preapertura) nonostante il parere in gran parte negativo dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale).
Ben 8 giornate di caccia in più in settembre, rispetto all’apertura generale prevista per legge per la terza domenica di settembre, ovvero i cacciatori cominceranno a praticare la loro attività a stagione turistica ancora in corso, invadendo campi e colture ancora in atto, con tutte le conseguenze del caso, sia in termini di danni alle colture che di rischio per la sicurezza pubblica.
Ricordiamo, a titolo di cronaca, che solo lo scorso anno l’attività venatoria ha fatto ben 44 morti ed 84 feriti (umani), un carnet un po’ troppo sanguinario per un’attività che qualcuno si ostina ancora a definire come uno sport!
La prossima stagione venatoria in Veneto si apre, purtroppo,  sotto l’incombere delle prossime elezioni regionali, che si terranno nel 2010, ed allora ecco la gara a livello politico per accaparrarsi i voti dei cacciatori, concedendo quanto più possibile in barba a leggi o regolamenti, in una dissennata politica sparatutto di totale asservimento alla lobby dei cacciatori, in regione Veneto ben rappresentata dall’Ass. Donazzan, ex segretaria di Berlato.
Il calendario venatorio 2009/2010, emanato in luglio dalla Giunta regionale, contenente come al solito palesi violazioni alla normativa  nazionale e comunitaria, specie in materia di limitazione alla caccia nelle ZPS (Zone di Protezione Speciale), tutela delle specie in estinzione, addestramento cani e via dicendo.
Ma non finisce qui, ricordiamo che è vigente dal 2007 il nuovo Piano faunistico venatorio, che di fatto è una vera e propria truffa che priva i cittadini del diritto alla biodiversità ed alla conservazione dell’ambiente, poiché ha aperto alla caccia aree importantissime e da tutelare, al solo scopo di dare nuove vittime ai fucili dei cacciatori.
Stessa cosa possiamo dire per la caccia in deroga, sinora effettuata grazie a leggine regionali ad hoc, con il Veneto già sotto inchiesta della Corte di giustizia europea per queste illegittimità che permettono la caccia per “fini ludici” di specie protette senza alcuna seria motivazione, e che quest’anno vuole essere riproposta includendo fra le specie cacciabili uccelli utili all’agricoltura, poiché insettivori, come la Pispola ed il Prispolone, o piccoli uccelli canori come il Verdone ed il Fringuello.
Vale appena la pena di notare che anche i roccoli, ovvero gli impianti di cattura utilizzati per rifornire gratuitamente i cacciatori di richiami vivi (tanto vengono pagati dalle province con i soldi di tutti i cittadini) saranno attivati con il parere negativo dell’ISPRA.
In definitiva c’è poco da gioire della prossima apertura della caccia, considerato che, come al solito, le posizioni dell’assessore regionale competente, più che finalizzate alla tutela dell’ambiente sembrano interessate alla tutela dei cacciatori a discapito dei diritti dei cittadini.